Matteo Salvini Patrimonale Def Conti Correnti
Politica
11 Ottobre Ott 2018 0949 11 ottobre 2018

Salvini nega tassa patrimoniale e prelievi sui conti

Il vicepremier a Radio Radicale: «Non chiederemo le fedi nuziali per salvare il Paese». E sulla manovra: «Faremo l'esatto contrario di quel che ha fatto Monti».

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Niente patrimoniali «né prelievi dai conti correnti degli italiani». Così il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ha risposto a Radio Radicale a chi gli chiedeva se il governo stesse immaginando interventi drastici in caso di peggioramento dei conti italiani. «Non chiederemo le fedi nuziali per salvare il Paese e non abbiamo intenzione di prelevare dai conti correnti - ha aggiunto Salvini - fa tutto parte della fantasia». Sulla manovra finanziaria «faremo l'esatto contrario di quel che ha fatto Monti». E proprio in occasione della crisi del debito sovrano il governo guidato da Mario Monti era intervenuto con diverse misure, tra cui l'imposta di bollo sul deposito titoli e l'aumento delle imposte sulla casa, che andavano a colpire quelli che da molti è definito il petrolio dell'Italia, ossia il notevole ammontare di risparmio privato. «Questa», ha proseguito Salvini, «è una manovra che investe sul futuro, sulla crescita e sui giovani - ha aggiunto - anche perché le ricette imposte dall'Europa e dai governi Renzi, Gentiloni, Letta e Monti hanno hanno aumentato il debito pubblico e impoverito l'Italia».

«MATTARELLA? NON L'HO VISTO ASSOLUTAMENTE PREOCCUPATO»


Sul tema dello spread e delle agenzie di rating il ministro dell'Interno ha ricordato che al centro dell'attenzione del governo c'è «il lavoro, che è un'emergenza in Italia, perché se la gente non lavora il paese non cresce, se più gente lavora, paga più tasse, consuma di più e il debito pubblico tornerà a crescere dopo una salita di anni. Non toglieremo alcuno dei diritti messi in manovra economica, anzi mi sarebbe piaciuta farla ancora più importante, ma ci proponiamo di governare cinque anni». «Non ho visto il presidente della Repubblica assolutamente preoccupato», ha poi riferito il ministro dell'Interno rispondendo ad una domanda sull'incontro del 11 ottobre al Quirinale. «Si leggono sui giornali ricostruzioni fantasiose, fantascientifiche e incredibili mai ascoltate - ha aggiunto - ma è il bello della libertà di stampa e di parola che va sempre tutelata».

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