Salvini Chiusura Negozietti Etnici Decreto Sicurezza
Politica
11 Ottobre Ott 2018 1420 11 ottobre 2018

Salvini vuole imporre la chiusura entro le 21 dei negozietti etnici

Il ministro dell'Interno ha annunciato su Facebook un emendamento ad hoc al decreto sicurezza: «Ma non è un'iniziativa contro gli stranieri». Le società di calcio dovranno contribuire alle spese per l'ordine pubblico.

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Un emendamento al decreto sicurezza imporrà «la chiusura entro le 21 dei negozietti etnici che diventano ritrovo di spacciatori e di gente che fa casino». Il provvedimento è stato annunciato del ministro dell'Interno Matteo Salvini, nel corso di una diretta Facebook. «Non è un'iniziativa contro i negozi stranieri», ha voluto precisare il ministro, «ma per limitare gli abusi di certi negozi che diventano ricettacolo di gente che fa casino». Rivolgendosi direttamente ai suoi follower, Salvini ha quindi aggiunto: «Sono sicuro che come ce l'ho io vicino a casa, ce l'avete anche voi». Nei «negozietti etnici», secondo il leader della Lega, si annida «gente che beve birra e whiskey fino alle tre del mattino». Persone che «pisciano e cagano» e se lo fanno «sul cancello o sulla porta di casa non è educato». Con un altro emendamento il Viminale si appresta inoltre a chiedere un contributo alla gestione dell'ordine pubblico alle società di calcio: «Ogni domenica sono impegnate migliaia di unità delle forze dell'ordine. E chi paga? Noi. Chiederemo alle società di calcio di destinare il 5-10% dell'incasso dei biglietti alla gestione dell'ordine pubblico. Non è giusto che siano gli italiani a pagare».

Cosa c'è nel decreto sicurezza di Salvini

Il provvedimento-bandiera voluto da Salvini si concentra soprattutto sulla stretta del diritto di asilo. Dentro tutti i punti previsti: dall'abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari (sostituito da permessi speciali temporanei), all'allungamento dal 90 a 180 giorni della durata del trattenimento dei Centri per i rimpatri, dalla possibilità di trattenere gli stranieri da espellere anche in strutture nella disponibilità della pubblica sicurezza in caso di indisponibilità dei Cpr.

Salvini, tuttavia, non ha chiarito come intende intervenire discriminando i locali a seconda dell'etnia dei proprietari, e nemmeno se si riferisce alla vendita al dettaglio o a ristoranti e tavole calde. Alcuni numeri di Unioncamere permettono però di perimetrare la platea potenzialmente interessata dall'intervento annunciato dal governo. In Italia le imprese costituite da cittadini stranieri sono 590 mila, pari al 9,6% di tutte le imprese registrate sul territorio nazionale, con una crescita anno su anno del 3,4%, cinque volte la media nazionale (più 0,75%). In particolare, le imprese attive nel commercio al dettaglio gestite da stranieri sono 162 mila, il 19% di tutte le aziende del settore. Nei servizi di ristorazione, le attività gestite dagli stranieri sono 43 mila, l'11% del totale. Per quanto riguarda la nazionalità degli imprenditori stranieri, la più presente è quella marocchina (68.259 imprese). Seguita da Cina (52.075) e Romania (49.317).

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