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CASTA CANTA
12 Ottobre Ott 2018 1155 12 ottobre 2018

Se i soli a concepire un'alternativa al governo sono M5s e Lega

I più astuti sanno che una maggiore unità delle opposizioni diverrebbe un brutto affare per Salvini & Co. Mentre Pd e Fi, schiacciati dalla propaganda giallo-verde, sembrano non rendersene conto. 

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A Napoli la chiamano la «miglioria della morte», espressione che designa l’illusoria ripresa di un lungo degente subito prima dell’evento letale. Chissà perché il motto partenopeo mi ronza in testa osservando i sondaggi di giornata che donano un punticino di ripresa alle opposizioni a diretto scapito dei colossi governativi. Non voglio offendere nessuno ma trovo illusorio cullarsi con questi dati: governare è mestiere difficile, e do per scontato che la salute elettorale di Lega e cinque stelle non durerà in eterno. Il tema però rimane un altro: quale è l’alternativa? Finché non si profilerà un’alternativa elettorale, nemmeno i sondaggi saranno interessanti.

Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

L'ALLEANZA ANOMALA M5S-LEGA DEMONIZZA L'ALLEANZA ANOMALA PD-FORZA ITALIA

Quella di governo è un’alleanza anomala, di fatto costruita dopo il voto in coerenza con una legge elettorale per tre quarti proporzionale (il maggioritario resiste per un quarto dei seggi, per conquistare i quali sono state allestite coalizioni più che finte). Teoricamente anche le opposizioni potrebbero adottare il modello governativo: un’alleanza-non alleanza, ognuno per conto proprio alle elezioni e poi un governo di programma. Teoricamente. Sul piano pratico le opposizioni sono chiuse in un vicolo cieco dalla cazzuta propaganda giallo-verde che demonizza, specie sulla Rete, la presunta alleanza tra Partito democratico e Forza Italia: il Pd è terrorizzato dall’accusa di intese con Silvio Berlusconi, e i forzisti perdono metà del tempo a spiegare che solo per caso si trovano a votare contro il governo assieme ai dem.

L'UNITÀ DELLE OPPOSIZIONI SAREBBE UN BRUTTO AFFARE PER IL GOVERNO

A ciò si aggiunge che Forza Italia solo da poco inizia a pungere Matteo Salvini, fin qui si è chiusa in una opposizione limitata ai pentastellati graziando l’alleato verde. Quanto al Pd, tutto gira intorno a un congresso vissuto come la più classica contemplazione dell’ombelico, con un florilegio di candidature sempre più somiglianti alle passerelle di Miss Italia (con l’aggravante sessista che le candidature sono tutte maschili). Paradossalmente i soli a concepire un’alternativa a questo governo sono proprio i giallo-verdi: i più astuti tra di loro capiscono che una maggiore unità delle opposizioni diverrebbe un brutto affare per il governo. Non a caso il brivido più freddo sulla schiena di Salvini è corso la scorsa settimana quando il Giornale ha sdoganato la discesa in campo di Urbano Cairo, ossia uno specializzato nell’acquisto e nel rilancio di aziende sconquassate.

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