Pace Fiscale
Politica
12 Ottobre Ott 2018 2050 12 ottobre 2018

Cosa c'è nella trattativa tra M5s e Lega sulla pace fiscale

Il “Saldo e stralcio” solo per le mini-cartelle inferiori ai 1.000 euro emesse da Equitalia negli ultimi 10 anni. Sul piatto anche l'ampliamento del Fondo centrale di garanzia delle banche.

  • ...

Al governo gialloverde non resta che la cosiddetta «pace fiscale» per reperire le risorse necessarie a finanziare le misure contenute nella prossima legge di bilancio. In vista dell'imminente Consiglio dei ministri, in agenda lunedì 12 ottobre, la misura è ancora da mettere nero su bianco e nonostante le bozze in circolazione indichino come non si possa fare affidamento sulla nuova rottamazione delle cartelle, il tema continua a dividere M5S e Lega. Altro capitolo delicato, quello delle banche: secondo alcune fonti di governo si starebbe lavorando sull'ampliamento del Fondo centrale di garanzia delle banche che avrebbero difficoltà a reggere l'urto dei mercati e che però ufficialmente viene smentito. Se il dl fiscale è previsto sul tavolo dei ministri nel prossimo Cdm, per la manovra è nesessario attandere qualche giorno ancora, ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. Intanto però si sommano gli annunci delle misure che dovrebbero essere messe in campo: il vicepremier Luigi Di Maio ha assicurato infatti di voler «abbassare le tariffe Rc auto» ma anche di voler dare fiato ai Comuni in rosso scorporando i debiti dai loro bilanci.

PACE FISCALE, A CACCIA DI RISORSE

Agli oltre 11 miliardi in 5 anni che arrivano con la rottamazione ter occorre sottrarre gli importi relativi alla riscossione ordinaria e alla rottamazione bis: il risultato è un gettito addirittura negativo per circa 400 milioni nel 2018 e vicino allo zero l'anno successivo. Dunque per le risorse, si fa affidamento sulla pace fiscale.

A LAVORO SU SOGLIA E RAVVEDIMENTO

Scesa da 1 milione a 200 mila euro, la soglia della pace fiscale è ancora oggetto di dibattito fra M5S e Lega, così come lo strumento per attivarla. Sarebbe infatti stata esclusa la dichiarazione integrativa sui redditi non dichiarati, mentre si fa strada l'ipotesi di un compromesso su un potenziamento del già esistente ravvedimento operoso, che convincerebbe di più i pentastellati contrari anche a qualsiasi sconto penale.

MINI-CARTELLE, VIA SOTTO I 1000 EURO

Nell'ultima bozza, confermata la cancellazione totale dei debiti più vecchi, quelli accumulati tra il 2000 e il 2010. La misura consentirebbe di liberare il 'magazzino' della ex Equitalia di un quarto dei crediti non riscossi, cancellando il 25% delle cartelle. Chi però ha già pagato una rata prima dell'entrata in vigore del decreto legge non sarà rimborsato.

BANCHE, IPOTESI FONDO GARANZIA

In campo l'ipotesi di un ampliamento del Fondo centrale di garanzia delle banche anche se il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro smentisce la notizia di un nuovo intervento: gli istituti di credito «sono già state attenzionati troppo nella passata legislatura. Faremo attenzione alle tasche dei cittadini». Anche Giorgetti dice che «su Carige e altri istituti non c'è un faro acceso del governo, ma della vigilanza».

RC AUTO PIÙ BASSE

Con la manovra il governo punta anche ad un intervento sulle assicurazioni Rc auto: «Dobbiamo abbassare», ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, «i premi assicurativi e le tariffe che in alcune zone d'Italia sono indecenti».

PENSIONI, DA FINESTRE A CONTRIBUTI

Ferma l'idea, misura bandiera della Lega, di riformare la Legge Fornero con la legge di bilancio, il cantiere è però ancora aperto: si ragiona della possibilità di reintrodurre le finestre e far decollare le nuove norme dalla primavera 2019. In campo anche l'ipotesi di un intervento sui contributi previdenziali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso