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Politica
12 Ottobre Ott 2018 1100 12 ottobre 2018

Toninelli e gli errori sulla sicurezza delle autostrade A24 e A25

Nel decreto Genova erano stati inseriti 192 milioni per gli interventi antisismici urgenti sulla Roma-L’Aquila. Bloccati però da uno sbaglio dell’ufficio legislativo del Mit. Senza che il ministro se ne accorgesse.

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Importanti passi avanti sono stati fatti per il rinnovo del Piano economico finanziario (Pef) relativo alla concessione delle autostrade A24 e A25, che prevede come azione principale la messa in sicurezza sismica complessiva con un progetto da realizzare in 8-10 anni per un investimento di oltre 3 miliardi. Nello stesso si registra però un passo indietro sul fronte dello stanziamento di 192 milioni per gli interventi antisismici urgenti, sempre sulla Roma-L’Aquila, già inserito nel “decreto Genova”, ma reso impraticabile da un errore commesso dall’ufficio legislativo del ministero delle Infrastrutture senza che il ministro Danilo Toninelli, che si era pubblicamente speso per questa misura, se ne accorgesse.

CONCESSIONE AGGIUDICATA DALLA SOCIETÀ STRADA DEI PARCHI SPA

È quanto Lettera43.it è riuscita a ricostruire dell’esito della riunione preparatoria del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), che si è tenuta il 10 ottobre 2018 presso la presidenza del Consiglio. Mauro Fabris, vicepresidente di Strada dei Parchi Spa, la società concessionaria (una delle pochissime in Italia a essersi aggiudicata la concessione con gara europea e non con il solito sistema della trattativa privata), al termine dell’incontro ha voluto solo commentare la prima parte della riunione, dicendosi soddisfatto per «l’intesa raggiunta su una questione sul tappeto da anni, un progetto che metterà definitivamente in sicurezza due autostrade strategiche in caso di calamità naturali».

Ciò che Fabris non dice, mordendosi la lingua, è che però in quella stessa riunione è emerso l’errore commesso in sede di scrittura definitiva del decreto Genova - doveva essere prevista la rimodulazione di fondi altrimenti previsti per il 2021, e qualcuno se ne è dimenticato… – di fronte al quale uno dei direttori generali del Mit, Vincenzo Cinelli, pur avendo la copertura del suo ministro, si è rifiutato di porre rimedio, attaccandosi a cavilli burocratici. Dopo il disastro del Ponte Morandilui è tra gli indagati – Cinelli aveva scritto alla concessionaria per intimarle di prendersi la responsabilità di chiudere l’autostrada se proprio la riteneva in pericolo, rovesciando così l’onere di decisioni che non possono che essere ad appannaggio di autorità pubbliche.

GLI AUTOMOBILISTI PRATICANO LA MESSA IN SICUREZZA FAI DA TE

Il risultato è che, a distanza di nove anni dal sisma de L’Aquila e dopo tutte le altre scosse di terremoto che si sono succedute nelle zone servite dalla A24 e A25, la burocrazia ottusa si rifiuta di emanare i decreti di approvazione dei lavori di messa in sicurezza, pur se già approvati in sede tecnica dal Provveditorato competente, con la conseguenza che ora Toninelli dovrà trovare un altro modo per erogare quei 192 milioni sui quali il suo predecessore, Graziano Delrio, aveva colpevolmente cincischiato. Con la conseguenza di tempi più lunghi per l’inizio dei lavori, pur se nella zona il rischio sismico non aspetta le lungaggini della burocrazia. Intanto, per la comprensibile preoccupazione dell’utenza, il traffico sull’autostrada è diminuito del 7% negli ultimi sette giorni. Evidentemente gli automobilisti praticano la messa in sicurezza fai da te.

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