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13 Ottobre Ott 2018 1400 13 ottobre 2018

Esonerare i disabili dalle preselezioni dei concorsi è "buonista"

Chi ha un’invalidità pari o superiore all’80% per legge può saltare le prime prove. Anche se avrebbe le capacità intellettive per sostenere l'esame. La norma è figlia di pregiudizi e andrebbe aggiornata.

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Mentre sui media continuano a imperversare le drammatiche notizie riguardanti "l’allarme rosso docenti di sostegno, assistenti all’educazione e alla comunicazione e addetti all’assistenza igienica" nelle scuole italiane (ministri Fontana e Bussetti, state pensando a come gestire efficacemente il problema?), un articolo “un po' fuori dal coro” ha attirato la mia attenzione. La notizia dei 193 candidati con disabilità esentati dalla prova di preselezione al concorso per dirigenti scolatici ha meravigliato anche me, oltre al resto dei candidati (“abili”) che invece hanno dovuto studiare sodo per essere ammessi all’esame successivo. Nessun favoritismo personale, comunque: si tratta di una possibilità prevista dalla legge (articolo 25, comma 9, legge 11 agosto 2014 ,n. 114 e articolo 20 della legge 5 febbraio 1992, n. 104) di cui io non ero a conoscenza e che mi lascia un po' perplessa. Non riesco a capirne la ratio. Intendiamoci: io non penso che uguaglianza e giustizia si traducano concretamente nel far fare a tutti le stesse cose nel medesimo modo.

I supporti ci sono già: per sostenere gli esami scritti all’università mi avvalevo sia dell’aiuto di un assistente a cui dettare le risposte sia di tempi aggiuntivi

Una persona con disabilità quasi sempre ha modalità e tempi differenti di operare e muoversi. Di questo è giusto tenere conto e infatti è la stessa 104/92 che garantisce il diritto a usufruire di tempi aggiuntivi e degli ausili necessari all’espletamento della prova di concorso. Per sostenere gli esami scritti all’università, per esempio, mi avvalevo sia dell’aiuto di un assistente a cui dettare le risposte (ovviamente il prescelto non aveva compiuto il mio stesso percorso di studi) sia di tempi aggiuntivi, necessari a compensare quelli spesi nella dettatura e del mio eloquio più lento rispetto a quello degli altri.

A TUTTI DEVONO ESSERE GARANTITE LE CONDIZIONI MIGLIORI

Uso gli stessi ausili quando mi capita di partecipare a qualche concorso. Anche queste possibilità sono disciplinate dalla legge (art. 17/99 e 170/2010) che permette l’utilizzo di diversi altri supporti oltre a quelli appena citati. Non mi sono mai sentita ingiustamente privilegiata per il fatto di usufruire di maggior tempo degli altri durante l’esecuzione delle prove d’esame scritte. A tutti devono essere garantite le condizioni per poter dare il meglio di sé e le situazioni di partenza variano a seconda delle esigenze particolari dei singoli. La possibilità di essere esonerati da eventuali prove preselettive in virtù della propria percentuale di invalidità (cari amici disabili, non esultate, mica ne avete diritto tutti. La misura vale solo per i privilegiati che, come me, hanno un’invalidità pari o superiore all’80%) mi sembra invece il frutto di un pregiudizio un po' buonista.

L’essere disabili di per sé non influisce mica sulle prestazioni intellettive né costituisce una valida ragione per evitare l’esame

C’è una bella differenza, a mio parere, tra normare il diritto ad avvalersi di ausili e/o tempi supplementari e consentire per legge il diritto all’esonero. L’essere disabili di per sé, escludendo i casi in cui vi siano compromissioni a livello cognitivo, non influisce mica sulle prestazioni intellettive né costituisce una valida ragione per evitare l’esame. Perché prevedere l’esonero se è possibile sostenere la prova in tempi e modi accessibili a tutti?

AVREI FATTO LE PRESELEZIONI CONOSCENDO LA NORMA?

La mia non è una critica ai candidati che si sono avvalsi di questa disposizione: hanno agito nel rispetto della legge, com’era loro diritto fare. Io ho sempre sostenuto le preselezioni, essendo ignara del fatto che avrei potuto anche “saltarle a pié pari”. Mi piacerebbe poter dire che mi sarei comportata allo stesso modo pure se avessi conosciuto questi articoli di legge a menadito, ma onestamente non me la sento di dichiarare un’affermazione simile. Ve lo rivelerò in occasione del prossimo concorso a cui mi iscriverò.

LEGGE LEGATA A UN CONTESTO SOCIO-CULTURALE SORPASSATO

Affrontare la preselezione o chiedere di esserne esonerati sono entrambe scelte legittime in quanto previste dal nostro ordinamento giuridico. Penso però che questa sia l’ennesima riprova del fatto che sia urgente riprendere in mano la 104 (e le disposizioni più recenti che si rifanno a essa), che è stata una buona legge e lo è ancora sotto certi aspetti. Ma è anche figlia del suo tempo e di un contesto socio-culturale che per fortuna si è un po' evoluto, pur essendoci ancora ampi margini per migliorare.

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