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Politica
13 Ottobre Ott 2018 1831 13 ottobre 2018

Il Viminale chiede il trasferimento dei migranti di Riace

Il ministero ha ordinato anche la chiusura dei progetti e chiesto la rendicontazione di tutte le spese sostenute. Il sindaco: «Vogliono solo distruggerci». Salvini: «Chi sbaglia paga».

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Il modello Riace sta per essere cancellato. Il dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, con una circolare del 9 ottobre scorso, ha ordinato la chiusura dei progetti in essere e il trasferimento dei migranti dalla cittadina calabrese entro due mesi. Il Viminale ha anche chiesto all'amministrazione comunale la rendicontazione di tutte le spese sostenute, sollecitando «a inviare la relativa documentazione secondo le modalità previste dal manuale di rendicontazione Sprar». I migranti, secondo quanto si apprende, verranno trasferiti già dalla prossima settimana e nel giro di un mese dovrebbero essere ricollocati in altri centri. Il coordinamento delle operazioni è affidata al Servizio Centrale, ufficio istituito dall'Anci che gestisce la rete Sprar. Un altro schiaffo a "Riace città dell'accoglienza" dopo l'arresto del sindaco Mimmo Lucano (leggi il profilo), ai domiciliari dal 2 ottobre per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e abuso d'ufficio. E che arriva a pochi giorni dalla prima udienza del Riesame sulla sua liberazione.

I PUNTI CONTESTATI DALLA CIRCOLARE

La circolare del Viminale rileva anomalie e criticità nella gestione del progetto di accoglienza da parte del Comune di Riace, anomalie che attengono «soprattutto ad aspetti gestionali e organizzativi che prescindono dalla disponibilità delle risorse finanziarie». A causa delle irregolarità vengono applicati 34 punti di penalità con il conseguente blocco dei fondi, il trasferimento dei migranti e l'obbligo di rendicontazione delle spese sostenute. Le visite condotte nel 2016 e 2017 dal servizio centrale e dai referenti della prefettura di Reggio Calabria - si legge nella circolare di 21 pagine - hanno accertato gravi anomalie che riguardano in particolare il pocket money, il bonus sostitutivo e l'adeguatezza delle strutture che accolgono i migranti. Del bonus, si rileva nella circolare, si lamentano i beneficiari «perché non consentirebbe l'accesso a molti negozi (tutti quelli fuori da Riace) che vendono prodotti essenziali per i bambini e sarebbero forieri di manipolazioni in sede cambio valuta». Rilevati anche problemi sugli standard delle abitazioni che ospitano i migranti e carenze igieniche. In un report di un'ispezione del maggio scorso si sottolinea che abitazioni preposte all'accoglienza di 16 beneficiari «non siano adeguate agli standard Sprar». Gli ispettori rilevano che «gli alloggi risultano essere in condizioni igieniche e di arredamenti precarie tanto da costringere le persone che vi dimorano a soluzioni di fortuna in condizioni degradanti di grave abbandono tra animali, insetti, cumuli di bottiglie...si riscontra anche una grave situazione di sporcizia nell'angolo cottura e bagno». Tale descrizioni, continua la circolare, «forniscono ancora una volta prova della non corretta presa in carico dei beneficiari da parte del progetto e denota assenza di supervisione da parte di codesto ente». Contestate anche anomalie nell'affidamento dei servizi, nelle proroghe delle convenzioni, nelle attività di formazione professionale. Irregolarità anche sulla preparazione del personale negli Sprar e sui loro contratti.

MIMMO LUCANO: «VOGLIONO SOLO DISTRUGGERCI»

Dura la reazione del sindaco Mimmo Lucano: «Vogliono soltanto distruggerci», ha detto. «Nei nostri confronti è in atto ormai un vero e proprio tiro incrociato. I nostri legali, comunque, stanno già predisponendo un ricorso al Tar contro la decisione del Viminale». Già dalla scorsa estate il Viminale aveva bloccato alcuni pagamenti per anomalie nella documentazione presentata dall'amministrazione. Nel 2018, il Comune calabrese non ha ricevuto fondi e il 30 luglio scorso il sindaco era stato avvisato della revoca dei finanziamenti diventata ufficiale all'inizio di questa settimana.

SALVINI: «CHI SBAGLIA PAGA»

Dal Trentino Matteo Salvini ha tagliato corto: «Chi sbaglia, paga. Non si possono tollerare irregolarità nell'uso di fondi pubblici, nemmeno se c'è la scusa di spenderli per gli immigrati». (Guarda anche: Il video di Salvini con un prestanome della 'ndrangheta).

LE MANIFESTAZIONI IN SOSTEGNO AL SINDACO

Sabato 6 ottobre almeno 5 mila persone avevano invaso Riace per manifestare la propria solidarietà a Lucano al grido di: «Riace non si arresta, lucano non si arresta». Molti gli striscioni: «Arrestato Lucano per arrestare un modello di integrazione eccellente», «Il mondo lo adora, l'Italia lo arresta». Dal canto suo il sindaco il 4 ottobre durante l'interrogatorio di garanzia aveva ribadito di non aver mai lucrato sull'accoglienza. «Io non ho mai guadagnato, né preso soldi da alcuno», aveva detto. «A chi voleva darmeli ho sempre detto di devolverli in beneficenza». «A Riace sono stati usati soldi pubblici solo per progetti relativi ai migranti e per alleviare sofferenze», aveva poi messo in chiaro, «opportunità di lavoro e di integrazione o dare una vita migliore a perseguitati o richiedenti asilo»

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