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Il successo dei Verdi in Germania riaccende la sinistra

In Baviera chi apre ai migranti o si oppone ai sovranisti prende voti. Come la Linke a Berlino e i governi in Spagna e Portogallo. Perché gli ambientalisti tedeschi frenano le destre.

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L'entusiasmo per il successo dei Verdi in Baviera è travolgente. Passare in un lustro dal 9 al 18% non era un risultato pensabile, alle Regionali del Land, ancora nella primavera scorsa, quando il partito ecologista oscillava tra il 10% e il 12%, testa a testa con l'estrema destra di Afd, figuriamoci nel resto della Germania e in Europa. Quanto accaduto il 14 ottobre 2018 riaccende gli animi e i cuori che battono a sinistra: nello Stato più grande e potente dell'Ue gli elettori in cerca di cambiamento – dal 1957 la Baviera è un fortino dei cristiano-sociali (Csu), quasi sempre a maggioranza assoluta – hanno preferito un movimento progressista, aperto ai migranti e anti-sovranista, ai revisionisti e xenofobi di AfD che, poco più di un anno prima, emergevano come forza trainante del voto di protesta.

CHI VUOLE I MIGRANTI VOTA I VERDI

La Baviera, oltre all'Est, era una delle regioni dove l'estrema destra si stava imponendo con maggior forza, un fenomeno monitorato anche dall'estero. Invece non è andata così. Il trend inesorabilmente al rialzo dei Verdi, dall'estate scorsa fino al rush pre-elettorale, ha sorpreso e si unisce a una serie di segnali – meno forti, ma diffusi anche in altri Paesi – che dicono come per la sinistra non tutto è perduto. Il suo elettorato disorientato, specie tra i ceti medio-bassi della società, non può essere liquidato come una prateria per la destra sociale predatoria e i partiti populisti anche di dichiarata area progressista come, in Italia, il Movimento 5 Stelle. Nella Baviera che, per volontà del leader della Csu e ministro dell'Interno Horst Seehofer, è l'apripista dei centri di detenzione ed espulsione degli stranieri, i Verdi non hanno mai ceduto alla propaganda contro gli immigrati.

"Cuore non furia" il messaggio dei Verdi bavaresi.
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I VOTI DEI SOCIALDEMOCRATICI AI VERDI

La leader emergente 33enne Katharina Schulze, artefice dell'exploit, si era limitata ad aprire a un'alleanza con i conservatori della Csu, conciliando «libertà e sicurezza», ma ringraziando in più comizi della fortuna di essere cresciuta in «un'Europa multiculturale e senza confini». La mano tesa, per Realpolitik al grigio partito di Seehofer, ha destato non pochi malumori nel partito, in altri Land e a livello nazionale: il fallimento nel 2017 dei colloqui per una coalizione di governo con l'Unione della Cdu-Csu della cancelliera Angela Merkel e con i Liberali ha portato i Verdi a guadagnare punti, non viceversa. In Baviera parte degli agricoltori che votavano cristiano-sociali ha virato verso gli ecologisti di Schulze, catturato dal suo carisma e dalle politiche per le energie alternative e il biologico. Ma il grosso travaso di voti verso i Verdi è venuto dai socialdemocratici (Spd).

MENO 10% DI SPD E CSU: L'ALTOLÀ A MERKEL

La batosta maggiore nel Land più ricco e popoloso della Germania è per la sinistra al governo nella terza Grande coalizione con Merkel, un altolà evidente degli elettori. Dal 2013 la Spd – dopo il minimo storico del 20% alle elezioni nazionali del 2017 - è precipitata di 11 punti, dal 21% al 10%: un baratro. Davanti agli storici socialdemocratici tedeschi, in Baviera ci sono la Cdu (37%), in calo del 10% dalle precedenti Amministrative, i Verdi, poi la lista civica indipendente di destra dei Liberi elettori al 12% (+3%) e AfD al 10,2%. Evidentemente in Germania l'elettorato di sinistra deluso dal logoro partito di riferimento che non smette di adeguarsi alle politiche dI destra ha piazzato la croce sul simbolo dei Verdi: «Siamo l'unico partito che non fa zig zag da un giorno all'altro», ha chiosato la candidata a governatrice Schulze.

Non è un giorno facile. Ma è chiaro che siamo il partito più forte e abbiamo il chiaro mandato a governare

Markus Söder, Csu

CSU COMPATTA SUL MANDATO A GOVERNARE

Una giunta di sinistra è impossibile, l'euforia si scontrerà con la realtà. In Baviera, come a livello nazionale, i partiti di sinistra non hanno sufficienti voti per una maggioranza e, come in Italia, non vanno affatto d'accordo. Nel Land, la sinistra radicale (Linke), più vicina per programma ai Verdi che non alla Spd, con il 3% è anche rimasta sotto la soglia di sbarramento per l'ingresso al parlamento della regione autonoma. Dove invece per la prima volta entrano gli eletti di AfD. Con la Csu che ammette la difficoltà ma non molla la presa – Seehofer ha rigettato le ipotesi di dimissioni da ministro di Merkel e da leader del partito, e il suo delfino Markus Söder, governatore uscente, ha rivendicato il «mandato a governare» – c'è da chiedersi quanto convenga ai Verdi formare un esecutivo con la Csu e non, piuttosto, cedere la palla ai Liberi elettori.

Il successo bavarese.
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TEDESCHI POLARIZZATI TRA DESTRA E SINISTRA

Il potenziale dei Verdi bavaresi sta nella loro spinta in avanti. Il 28 ottobre 2018 si vota anche nell'Assia, dove pure gli ambientalisti sono dati in rapida risalita al 18%. La disponibilità ad amministrare con la vecchia politica non ha inciso sugli umori in Baviera e i Verdi tedeschi puntano al boom anche alle Europee e ad altre Regionali del 2019. Previsioni magari fin troppo rosee, eppure il voto di Monaco dimostra come – anche nel Land più conservatore – in Germania non cresca tanto la destra tout court, quanto la polarizzazione tra destra e sinistra. Nei Land dell'Est, e in particolar modo a Berlino, migliaia e migliaia di voti dei delusi della Spd si sono riversati sulla Linke, tornata primo partito nel centro storico della capitale con il 21,5%,, come ai tempi della Ddr.

GRECIA, PORTOGALLO, SPAGNA: LA SINISTRA CHE NON MUORE

La lacerazione tra chi crede davvero nell'accoglienza e chi la rifiuta è una ferita aperta tra i tedeschi. Anche nell'elettorato cattolico e protestante della Csu e della Cdu c'è chi è urtato dalle politiche di Seehofer e sceglie i Verdi o liste civiche alternative. Rincorrere l'estrema destra non paga, anche perché chi nella Csu e nella Cdu è davvero contro i richiedenti asilo passa all'estrema destra di AfD. Come i Verdi e la Linke in Germania, in Europa sono una fiammella la tenuta in Grecia del governo di Syriza di Alexis Tsipras e in Portogallo dell'alleanza tra comunisti, socialisti e verdi. In Spagna il premier socialista Pedro Sanchez ha appena varato la «finanziaria più a sinistra della storia» con l'appoggio di Podemos, mentre nel Regno Unito il leader anti-capitalista del Labour Jeremy Corbyn chiede una «rivoluzione verde». C'è vita a sinistra insomma, se la sinistra è sinistra.

16 Ottobre Ott 2018 0800 16 ottobre 2018
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