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Crisi Governo M5s Lega Dimaio Salvini

La crisi tra M5s-Lega è una pantomima a cui non credere

Questa maggioranza non ha alternative: Di Maio e Salvini andranno avanti a colpi di spot per tutta la legislatura, che duri cinque anni o che si interrompa prima per accidenti diversi. 

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Non credo alla crisi di governo. Matteo Salvini non diserterà il Consiglio dei ministri incaricato di dirimere il giallo sulla presunta modifica truffaldina del decreto fiscale denunciato da Luigi Di Maio; Giuseppe Conte proverà a calmare le acque agendo su virgole e coordinamento del testo con la insospettabile maestrìa dorotea che sta sfoggiando. Ai due capi popolo che hanno le chiavi del governo serve solo questo: uno spot continuo. Per Salvini lo spot sarà intitolato «la Lega c’è l’ha sempre duro»; per Di Maio lo spot è «con noi al governo condoni e sanatorie non passano manco per sbaglio».

UN GOVERNO DESTINATO A DURARE

Andranno avanti così per tutta la legislatura, che duri cinque anni o che si interrompa prima per accidenti diversi. Perché alla base di questo governo c’è qualcosa di più di una emergenza. All’indomani delle elezioni stupii qualche osservatore annunciando che Salvini e Di Maio avevano già in tasca l’accordo di governo. È andata esattamente così. Non avevo notizie di prima mano, né palle di vetro sullo scrittoio. Ma il mio naso democristiano segnalava movimenti e annusamenti rivelatori di discorsi già accennati prima del voto. E poi c’era stata una riforma elettorale assai sospetta: la Lega aveva accettato un sistema di voto che la costringeva a coalizzarsi con Silvio Berlusconi, ma l’abilità di Salvini è stata di utilizzare i voti del Cav per acchiappare una dote di parlamentari superiore alla sua forza proporzionale e sufficiente a formare un governo coi pentastellati.

Luigi Di Maio e Matteo Salvini.
Ansa

SALVINI NON TORNERÀ PIÙ NEL CENTRODESTRA

Salvini il governo coi cinque stelle l’ha fatto perché lo voleva fare. Non è vero che non ci fossero alternative. È stato lui ad alzare un muro contro il Pd e le grandi intese. È stato lui a impedire un incarico al centrodestra, nemmeno a se stesso. È stato lui a scagliare l’anatema «mai col Pd», di fatto rendendo possibile una sola maggioranza, quella attuale. Dunque è inutile inseguire la pantomima della crisi di governo: questa maggioranza non ha alternative, e il governo andrà avanti. Il centrodestra escluso dal governo si illude che Salvini torni a casa. Ma quella casa, purtroppo per chi l’ha abitata, non c’è più. Al suo posto Salvini ha presentato il progetto di edificare il partito sovranista dove il sovrano è lui: là ci sarà posto per qualche espressione di Forza Italia e per una decantazione del Movimento 5 stelle. Ma anche a Salvini servono almeno un paio di anni perché il progetto diventi una stabile e duratura casa nuova.

19 Ottobre Ott 2018 1112 19 ottobre 2018
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