Def E Manovra
Def e manovra
Condono Accordo Di Maio Salvini

Cosa c'è dietro l'accordo fra Salvini e Di Maio sul condono light

Intesa arrivata. Niente patrimoniale. E il deficit resta al 2,4%. Nonostante Tria. I due vicepremier: «Restiamo nell'Ue». Che monitora la nostra manovra. Ma tra i gialloverdi il rapporto è incrinato. 

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Pace (fiscale) è fatta. Così come la tregua fra le componenti giallo-verdi. Almeno di facciata. L'accordo sul condono è arrivato anche perché qualcuno ci guarda(va): l'Europa. E un'eventuale crisi di governo non sarebbe stata sostenibile: non avrebbe fatto bene al Movimento 5 stelle, alla Lega, al Paese e non avrebbe portato comunque nuove elezioni in breve tempo. Ecco perché alla fine Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno seppellito le schermaglie sulle manine e si sono dati la mano. Ma una nube incombe su di loro: l'apertura delle Borse lunedì 22 ottobre e la possibile bocciatura da parte dell'Unione europea alla manovra il giorno dopo. Non a caso durante il Consiglio dei ministri di sabato 20 ottobre si è parlato lungamente della lettera da inviare a Bruxelles.

MESSAGGI DI DISTENSIONE VERSO L'EUROPA

Il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha chiesto ancora un abbassamento del deficit, se non al 2,1% nel 2019, almeno nel 2020 e 2021. La risposta dei pentaleghisti, dopo vivace discussione, è stata un secco no. ll target non verrà corretto. Tria però nella sua battaglia può contare sul titolare degli Esteri Enzo Moavero e sulla prudenza, tradizionalmente mostrata finora, dal premier Giuseppe Conte. Senza dimenticare il Quirinale. In conferenza stampa Conte, Di Maio e Salvini, uno dopo l'altro, hanno assicurato: «Non c'è nessuna volontà di lasciare l'Europa o l'euro».

LA RASSICURAZIONE IN CORO: NIENTE PATRIMONIALE

Non ci sarà nemmeno la patrimoniale, come implicitamente suggerito proprio da Moody's declassando il rating dell'Italia. Alla fine l'accordo prevede lo stralcio dello scudo penale contenuto nella bozza "incriminata" e anche della possibilità di sanare redditi e immobili all'estero. Ma anche la garanzia, con il passaggio in parlamento, di estendere il condono anche alle cartelle di Equitalia, che al momento possono solo essere "rottamate" con lo sconto su sanzioni e interessi e non sulle tasse dovute. A fine giornata, in favore di fotografi, hanno sorriso tutti soddisfatti. «Siamo tre uomini di parola», ha detto Salvini.

Come cambia il condono nel nuovo decreto fiscale

Il decreto, che va lunedì 22 ottobre alla bollinatura per essere poi inviato ufficialmente al Quirinale, contiene intanto la "rottamazione ter", con tempi più lunghi per le rate (fino a cinque anni) e una tipologia ampliata di debiti che si possono rottamare, la cancellazione delle mini-cartelle più vecchie nel magazzino dell'ex Equitalia, quelle tra il 2000 e il 2010 entro i mille euro, ma anche il condono al 20%.

FERITA PROFONDA TRA SALVINI E DI MAIO

Ma quanto durerà la tregua armata tra Di Maio e Salvini? Conte questa volta ha difeso le posizioni del capo politico del M5s che ha ottenuto lo scalpo del condono penale ed è stato poi accolto al Circo Massimo, alla manifestazione grillina, da trionfatore. Ma lo scontro sul dl fisco ha lasciato una ferita profonda tra i due vicepremier. Le scosse di assestamento non sono finite. Domenica sera potrebbe esserci un nuovo vertice a Palazzo Chigi, a 12 ore dall'apertura delle Borse.

20 Ottobre Ott 2018 2228 20 ottobre 2018
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