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Il super dicastero per l'economia del Vaticano si è già dissolto

Lo aveva voluto Francesco allo scopo di riordinare le finanze della Curia, eliminare sprechi e tagliare i costi. Ora torna al comando la segreteria di Stato di Parolin.

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Missing: il prefetto è scomparso. Il superministro dell’economia vaticana, il cardinale che doveva mettere in riga dicasteri e organismi d‘Oltretevere abituati a non rispondere a nessuno o quasi nell’uso disinvolto delle risorse finanziarie, non è più al suo posto da quasi un anno e mezzo e non è stato ancora sostituito. George Pell è infatti sotto processo a Melbourne, nella sua Australia, con l’accusa infamante di aver commesso, in diversi momenti della sua carriera ecclesiastica, abusi sessuali su minori.

Papa Francesco e il cardinale George Pell.

Pell aveva lasciato il Vaticano fin dal luglio del 2017 per difendersi personalmente davanti al tribunale australiano, il cardinale si è dichiarato «non colpevole» e ha sempre proclamando la sua innocenza. Il papa da allora ha deciso di metterlo in ‘congedo’ per consentirgli di dedicarsi alla battaglia legale nel migliore dei modi, una misura che sembrò l’anticamera del pensionamento. Eppure, quando nel maggio scorso il cardinale è stato infine rinviato a giudizio, il capo della sala stampa della Santa sede, Greg Burke, ha fatto sapere che la disposizione presa «rimane tuttora valida»: dunque Pell è in congedo fino a prova contraria.

XUEREB, DALLO IOR ALLA MONGOLIA

E pensare che la segreteria per l’Economia doveva essere il fiore all’occhiello della riforma della Curia vaticana voluta da papa Francesco: un dicastero nato allo scopo di riordinare le finanze vaticane, di programmare e razionalizzare le spese, tagliare i costi, gli sprechi, evitare opacità e fenomeni di sottogoverno. Ne nacque, fra l’altro, un conflitto di potere e competenze fra la segreteria di Stato, guidata dal cardinale Pietro Parolin, e lo stesso Pell, su chi spettasse l’ultima parola in materia di gestione economico-finanziaria e quindi, in definitiva, di una buona fetta di governo della Curia.

Alfred Xuereb.

Nel frattempo, il nuovo dicastero ha perso un altro pezzo importante: nei mesi scorsi, infatti, monsignor Alfred Xuereb, maltese, dal 2014 segretario generale del nuovo dicastero economico, è stato spedito a fare il nunzio in Mongolia e Corea del Sud. Xuereb, fra l’altro, era anche “segretario senza diritto di voto” del Consiglio di sovrintendenza dello Ior, una sorta di uomo di collegamento fra la banca vaticana e la segreteria per l’economia. Neanche Xuereb, nel suo duplice incarico, è stato sostituito. Altra partenza eccellente che ha fatto rumore e scandalo in una vicenda dai contorni rimasti in parte oscuri, è stata quella di Libero Milone, un laico, vicino al cardinale Pell, ex revisore generale delle finanze vaticane.

SOLO LUIGI MISTÒ È RIMASTO AL SUO POSTO

Chi invece è rimasto al suo posto e di fatto gestisce ora l’intricata matasse finanziaria vaticana, è monsignor Luigi Mistò, proveniente dalla chiesa ambrosiana, da tempo coordinatore ad interim della segreteria per l’Economia nonché – si badi – capo della pontificia commissione per la Sanità cattolica, istituita da Parolin per riordinare un settore in crisi profonda dopo una serie di crac e scandali finanziari che hanno portato sul lastrico diversi ospedali e congregazioni religiose. La segreteria di Stato ha dunque ripreso il pieno controllo delle operazioni.

Se le caselle vuote non significano per forza vuoto di potere, restano diverse domande senza risposta: che fine hanno fatto i nuovi bilanci vaticani sempre annunciati e mai pubblicati? A che punto è la riorganizzazione della sanità cattolica, lavoro del quale non si è mai saputo nulla? Cosa sta facendo il Consiglio per l’economia, organismo posto sotto la guida del cardinale tedesco Reinhard Marx, che affianca la segreteria per l’Economia nel lavoro di vigilanza «sulle strutture e attività amministrative e finanziarie dei dicasteri della Curia Romana»? Presto verrà resa nota, dopo più di cinque anni di lavoro, la bozza della riforma della curia vaticana, si vedrà allora se i molti nodi irrisolti verranno sciolti o meno.

22 Ottobre Ott 2018 1314 22 ottobre 2018
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