Def E Manovra
Def e manovra
Manovra Bocciata Ue

L'Ue ha bocciato la manovra

Bruxelles ha respinto il Documento programmatico di bilancio, non era mai successo nella storia. Tre settimane per ripresentarlo. Salvini: «Attaccano il popolo». Dombrovskis: «Non avevamo alternativa».

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La Commissione Ue ha deciso di respingere il Documento programmatico di bilancio italiano sulla manovra e di chiederne uno nuovo, che dovrà essere inviato entro tre settimane a Bruxelles (leggi le reazioni dei mercati). Non era mai successo nella storia che l'Unione europea bocciasse la finanziaria di uno dei suoi Paesi membri. «Non stanno attaccando un governo, ma un popolo. Sono cose che fanno irritare ancora di più gli italiani e poi qualcuno si lamenta che l'Unione europea è al minimo della popolarità. Noi andremo avanti, io non tolgo un euro per i giovani, per cancellare la Fornero, per i disabili», ha detto il ministro dell'interno Matteo Salvini, in visita istituzionale a Bucarest.

Niente passi indietro nemmeno dall'altro vicepremier, Luigi Di Maio. «Sappiamo di essere l'ultimo argine per la salvaguardia dei diritti sociali degli italiani. E per questo non vi deluderemo. Sappiamo che, se dovessimo arrenderci, farebbero velocemente ritorno gli "esperti" pro banche e pro austerity. E quindi non ci arrenderemo. Sappiamo che stiamo percorrendo la strada giusta. E perciò non ci fermeremo», ha scritto su Facebook il leader M5s. «È la prima manovra che non piace alla Ue. Non mi meraviglio: è la prima manovra italiana che viene scritta a Roma e non a Bruxelles!», ha commentato in un secondo post il ministro del Lavoro.

Sappiamo di essere l’ultimo argine per la salvaguardia dei diritti sociali degli italiani. E per questo non vi...

Geplaatst door Luigi Di Maio op Dinsdag 23 oktober 2018

È la prima manovra italiana che non piace alla UE. Non mi meraviglio: è la prima manovra italiana che viene scritta a...

Geplaatst door Luigi Di Maio op Dinsdag 23 oktober 2018

Il governo è pronto ad attuare una nuova tornata di tagli alla spesa «se necessario», ha spiegato il premier Giuseppe Conte ad un'intervista a Bloomberg, definendo il deficit al 2,4% il tetto massimo entro cui agire nel 2019. «Siamo pronti ad operare una spending review se necessario», ha detto il primo ministro parlando della manovra per il prossimo anno. «Non esiste alcun piano B. Ho detto che il deficit al 2,4% del Pil è il tetto. Posso dire che questo sarà il nostro tetto» ha sottolineato il presidente del Consiglio. Alla domanda se si può modificare la sostanza della manovra, Conte ha risposto che questo «sarebbe per me difficile, non potrei accettarlo».

DOMBROVSKIS SPIEGA LA DECISIONE

«È con molto dispiacere che sono qui oggi, per la prima volta la Commissione è costretta a richiedere ad uno Stato di rivedere il suo Documento programmatico di bilancio. Ma non vediamo alternative. Sfortunatamente i chiarimenti ricevuti il 22 ottobre non erano convincenti», ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine della riunione dei commissari. «Violare le regole può sembrare una tentazione a primo sguardo, può dare l'illusione di sfuggirvi senza conseguenze» così come può tentare «curare il debito con più debito, ma a un certo punto il debito si avvicina al punto in cui diventa troppo pesante e si finisce per non avere più libertà del tutto», ha commentato Dombrovskis. Parole più accomodanti da parte deI commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici: «Il ministro dell'Economia Giovanni Tria è sempre un interlocutore credibile e legittimo, e speriamo che sia capace di convincere il governo della necessità che la manovra sia compatibile con le regole e gli impegni comuni presi».

COSA SUCCEDE DOPO LA BOCCIATURA DELLA MANOVRA

L'esecutivo sostiene di non voler fare passi indietro, ma ha già iniziato a ponderare le opzioni sul tavolo. A partire dall'ipotesi di strutturare la legge di bilancio in modo da non impiegare tutti i margini del 2,4% di rapporto deficit-Pil. La Lega e Palazzo Chigi sembrano più aperti a modifiche, più restio il Movimento 5 stelle, che teme il sacrificio – magari parziale - del reddito di cittadinanza. Se il governo giallo-verde non trova la quadra, lo spettro che si staglia è quello della procedura per deviazioni eccessive (in materia di debito, non di deficit), prevista dall'articolo 126 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. E, anche in questo caso, la sua attivazione sarebbe una prima assoluta nella storia dell'Ue.

23 Ottobre Ott 2018 1504 23 ottobre 2018
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