Marchionne
Fca e il dopo Marchionne
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Politica
26 Ottobre Ott 2018 2049 26 ottobre 2018

Di Maio dice che chiamerà Fca alle sue responsabilità

Il ministro parla agli operai di Termini Imerese: «Blutec rispetti gli impegni o cambiamo strada». Confronto a Roma sugli ammortizzatori a Pomigliano. Segnali di difficoltà nell'indotto.

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Il governo mette nel mirino Fca: dopo le indiscrezioni sugli attriti con il Lingotto per i ritardi nella presentazione dei modelli che dovrebbero rilanciare gli stabilimenti italiani, il ministro Luigi Di Maio ha rotto gli indugi parlando con gli operai della Blutec a Termini Imerese. La Blutec è un'azienda indipendente da Fca, che da tempo ha lasciato lo stabilimento, e tuttavia ha con il Lingotto un accordo per la trasformazione a Termini Imerese dei Doblò prodotti in Turchia in mezzi elettrici. Lo stabilimento, però, non ha raggiunto la piena occupazione. «Chiamerò Fca alle sue responsabilità per Termini Imerese e per tutto il territorio nazionale» ha dichiarato Di Maio parlando con gli operai siciliani nello stesso giorno in cui si è svolto un incontro allo Sviluppo economico per il futuro di Pomigliano. In quella sede è stato confermato che i nuovi modelli saranno assegnati a fine novembre. «Come Fim-Cisl abbiamo ribadito in sede ministeriale l'importanza di dare risposte immediate all'investimento su Pomigliano d'Arco, visto il limite temporale degli ammortizzatori sociali» ha detto il segretario nazionale della Fim, Ferdinando Uliano, a termine dell'incontro di verifica. Attualmente gli esuberi teorici dello stabilimento sono duemila su oltre quattromila lavoratori. Gli ammortizzatori sociali scadono a settembre e dopo non è più possibile adottarne di nuovi.

Cosa succede in Fca tre mesi dopo Marchionne

Economia Per una curiosa coincidenza, proprio negli stessi giorni in cui cadono i primi tre mesi dalla morte del Ceo di Fca Sergio Marchionne, l'Italia e il governo Conte devono fare i conti con l'eredità lasciata dal manager italo-canadese nel nostro Paese e non si annunciano buone notizie per i lavoratori.

IN CRISI L'INDOTTO: MAGNA CLOSURES IN SOLIDARIETÀ

La crisi intanto colpisce l'indotto: a causa di un calo dei volumi produttivi dovuti soprattutto alle difficoltà di Fca, i vertici aziendali di Magna Closures, multinazionale canadese di componentistica auto, hanno richiesto di ricorrere per 24 mesi ai contratti di solidarietà per i 540 dipendenti del sito di Guasticce (Livorno). Le rsu hanno condiviso la richiesta della procedura che si aprirà formalmente il 29 ottobre. A renderlo noto è stato Federico Mirabelli (rsu Fiom-Cgil) nel corso di una conferenza stampa nella sede della Cgil di Livorno. «Il calo produttivo avvertito a partire dallo scorso settembre è dovuto a una flessione dei volumi del cliente Audi, ma soprattutto a un crollo del 20% delle lavorazioni per Fca. Il timore è che non si tratti di una difficoltà momentanea». Presente anche Silvia Montalboddi della rsu Fim Cisl. L'accordo, è stato spiegato, è stato sottoscritto anche da Usb. Fca, ha spiegato ancora Mirabelli, «costituisce il 35% del fatturato del sito di Guasticce. La contrazione dei volumi, ha fatto sapere l'azienda, genera un esubero medio di personale tra le 50 e le 70 unità. E il ricorso ai contratti di solidarietà secondo le rsu dovrebbe perciò permettere di tamponare questo momento di difficoltà».

TERMINI IMERESE, DI MAIO DICE BASTA AI "PRENDITORI"

Per quanto riguarda invece la Blutec e Termini Imerese, agli operati davanti all'ex stabilimento Fiat Di Maio ha detto: «Stiamo aspettando entro novembre, quindi nei prossimi giorni, una risposta da Blutec sul mantenimento degli impegni che ha assunto e delle promesse che ha fatto. Altrimenti ci metteremo insieme ai lavoratori, ai tecnici del ministero e troveremo un'altra soluzione», promettendo poi un nuovo accordo sulla cassa integrazione agli operai. «Non deve passare il messaggio che siccome c'è qualche 'prenditore' che ha preso i soldi degli italiani noi abbandoniamo gli operai: questi sono lavoratori che sono stati presi in giro tante volte dai governi. Sono venuto a dire a queste persone che gli staremo sempre vicino: o Blutec rispetta gli impegni o lo Stato si farà rispettare. Una cosa è certa queste persone non saranno abbandonate ma sostenute».

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