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La retorica politica sui disabili ha stufato

Chi ci governa offende la nostra intelligenza. Dall'assurda propaganda del M5s in difesa di Vincenzo Zoccano alle parole di Salvini e Fontana.

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Credo proprio che la parola «disabilità» oggi faccia tendenza. I nostri rappresentanti politici ce l'hanno sempre in bocca, per cui sicuramente si tratta di una nuova moda linguistica che sta spopolando in Italia. Solo questa settimana, mentre Beppe Grillo, garante del M5s, sproloquiava di malattie nevrotiche e autismo (leggi anche l'editoriale: Caro Beppe Grillo, lasci stare gli autistici), i pentastellati sbraitavano sul web contro il deputato piddino Roberto Giachetti, accusandolo di aver intimato a Vincenzo Zoccano, sottosegretario M5s alla presidenza del Consiglio con deleghe alla Disabilità e alla Famiglia di alzarsi in piedi «mentre annunciava il suo parere sulla proposta di legge Sorveglianza», si legge sul Blog delle stelle. Tra l'altro non capisco dove sia lo scandalo visto che Zoccano non vede ma a quanto ne so non ha problemi nel mantenere la posizione eretta. «Zoccano è non vedente ma i deputati piddini non perdono occasione per sbraitare contro di lui in modo veramente ignobile», continua il post. E su questa frase mi permetto un fermo immagine. Non capisco, infatti, il senso del "ma" avversativo: cosa c'entra il fatto che l'onorevole abbia una disabilità visiva con lo «sbraitare» dei deputati del Pd contro di lui?

Che dei rappresentanti politici inveiscano gli uni contro gli altri mentre esercitano il loro ruolo e quindi la loro professione mi sembra ignobile indipendentemente dal fatto che uno di loro versi in condizione di disabilità. O no? Si tratta di colleghi che si stanno relazionando all'interno del loro contesto lavorativo e, ancor prima, di cittadini che stanno interagendo con altri cittadini. Sono tenuti a rispettare le regole del comportamento civile, esattamente come dovrebbero fare tutte le altre persone che abitano questo Pianeta quando si rapportano con un loro simile, abile o disabile che sia. Cioè, cosa ci state comunicando, cari pentastallati? Che se Zoccano fosse stato un “vedente” i piddini avrebbero pure potuto darlo nobilmente in pasto ai leoni?

LA FALSA RETORICA BUONISTA

Ma questo è solo l'ultimo esempio del mercato delle false retoriche buoniste a noi offerte dai tempi della campagna elettorale a oggi. Pochi giorni prima, infatti, il ministro dell'Interno Matteo Salvini, di fronte all'evidenza di una manovra bocciata dall'Ue perché evidentemente non si regge in piedi, ci ha offerto una commovente dimostrazione di “celodurismo” dichiarando a spada tratta: «Noi andremo avanti, io non tolgo un euro per i giovani, per cancellare la Fornero, per i disabili». Attendiamo con impazienza e curiosità di sapere l'ammontare complessivo dei fondi per la disabilità previsti dalla manovra. Ma le dichiarazioni alla Robin Hood non si fermano qui e vanno dai «bambini disabili che devono avere più diritti degli altri» (e che però intanto a scuola non ci possono andare per la mancanza di insegnanti di sostegno e di operatori addetti all'assistenza igienico sanitaria e alla comunicazione) al riconoscimento dell'eroismo dei loro genitori (che nel frattempo vivono con disperazione il rifiuto dei propri figli da parte delle scuole). Salvini ha pure tuonato contro Emmanuel Macron perché la Francia se da un lato accusa l'Italia di cinismo per la linea sui migranti, dall'altro respinge i bambini disabili alla frontiera. Ma se il presidente francese avesse respinto solo i bimbi “abili”, Salvini lo avrebbe additato lo stesso o si sarebbe congratulato con lui? Al repertorio vanno aggiunti «l'aiuto che dev'essere garantito alle persone con disabilità in virtù delle loro maggiori difficoltà», copyright Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia, e l'elogio di un altro Fontana (Attilio), governatore della Lombardia, per l'attenzione che il governo riserva ai disabili stanziando nuove risorse e coprendo le spese per le non autosufficienze. Insomma: un pizzico di parole pelose, due cucchiai di dichiarazioni “buoniste” e, cilliegina sulla torta, tanto fango mediatico ai "nemici" dei disabili che, guarda caso, sono anche avversari politici, per cui fa comodo dipingerli come il lupo cattivo.

LASCIATE STARE NOI DISABILI, OCCUPATEVI D'ALTRO

Parole, parole, parole, soltanto parole, cantava Mina tanti anni fa. Retoriche vuote non accompagnate dai fatti. Sì, perché anche chi vuol mostrarsi concreto, facendo riferimento ai finanziamenti previsti dalla manovra, di fatto non parla di cifre reali perché ancora non sono state rese note. Fastidiosi. I nostri governanti sono proprio insopportabilmente irritanti. E soprattutto sono offensivi, insultano la nostra intelligenza. Ci credono talmente ingenui da prendere per oro colato tutto ciò che esce dalla loro bocca ma si sbagliano di grosso. Basta, ci hanno rotto le scatole! Per lo meno a me le hanno proprio ridotte in poltiglia, e a voi? Che ci lascino almeno in pace se proprio non riescono a dire (e a fare) cose intelligenti! Cari politici lasciateci perdere, dimenticatevi di noi! Non potreste cambiare l'oggetto della vostra sterile propaganda e prendere di mira, anziché noi, gli animali in via d'estinzione? Forse creereste meno danni ai nostri fegati. Perché non interloquite della tigre del Bengala e non rivolgete a lei le vostre attenzioni mielose? Oppure alle api, che sono anche loro una specie a rischio e di miele se ne intendono? Attenti però a non commettere, con questi operosi insetti, lo stesso errore che avete compiuto con noi, ritenendoli indifesi, perché se li fate innervosire non vorrei essere nei vostri panni.

27 Ottobre Ott 2018 1400 27 ottobre 2018
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