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Politica
27 Ottobre Ott 2018 1940 27 ottobre 2018

Tria difende Draghi e frena Fs-Alitalia

All festa del Foglio il ministro dell'Economia rimarca le distanze da Luigi Di Maio e Matteo Salvini. E sulla manovra dice: «Da ministro avrei preferito un livello deficit-Pil più basso»

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Il ministro dell'Economia Giovanni Tria, intervenendo alla festa del Foglio, difende Mario Draghi e dice che, fosse stato per lui, il rapporto deficit/Pil nella manovra sarebbe stato più basso. Non è l'unica sua posizione critica nei confronti della maggioranza: arriva anche una frenata sul matrimonio tra Alitalia ed Fs. «Io avrei preferito un livello di deficit più basso, ma da ministro, non da economista. Da economista avrei scelto 2,4 o 2,5% perché bisogna contrastare il rallentamento dell'economia, ma da ministro avrei preferito un livello più basso per prima cosa perché forse non serviva» ha spiegato, confermando così le ricostruzioni dei giorni precedenti la presentazione della manovra secondo cui il professore universitario si sarebbe speso in tutti i modi per uno sforamento più lieve che non alimentasse lo scontro con l'Ue e soprattutto la diffidenza dei mercati.

«MARIO DRAGHI NON È STATO INOPPORTUNO»

Ma è sulla difesa di Mario Draghi che Tria evidenza tutta la sua lontananza rispetto a Luigi Di Maio, che aveva criticato il numero uno della Bce per aver sottolineato come un alto spread è un grosso problema per le banche italiane: «Non è stato inopportuno perché ha detto quella che è la realtà, non ha detto nulla di strano, l'ho detto anche io nei giorni scorsi» ha spiegato il ministro confermando che il governo avrebbe un piano per intervenire a sostegno delle banche nel caso la situazione degenerasse. «Il governo deve in un modo o nell'altro intervenire, dire come non è possibile, se un ministro lo facesse turberebbe il mercato. Poiché le banche hanno un effetto sistemico, è chiaro che l'intervento dello stato è doveroso. È giusto che lo stato intervenga quando c'è una banca in crisi, certo c'è il problema del moral hazard».

«MATRIMONIO CON ALITALIA? DECIDERANNO I MANAGER FS»

Parole critiche anche sul capitolo Alitalia: «Dopo un anno abbiamo tre commissari e non ho visto nessun piano industriale, c'è il problema del prestito ponte di 900 milioni, e questo riguarda il Ministero dell'economia, che deve essere restituito secondo le regole europee. E poi verrà il piano industriale» che, ha precisato «deve rispettare le regole Ue e quindi devono esserci i privati». Sull'intervento di Fs in particolare «sono al 100% statali, ma il ruolo dello Stato è di nominare il consiglio di amministrazione - ha frenato -. Poi il consiglio di amministrazione ha la sua autonomia di giudizio e di analisi e farà le sue valutazioni autonomamente».

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