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Politica
28 Ottobre Ott 2018 1800 28 ottobre 2018

Quanto è cresciuto il debito pubblico nei governi passati

La manovra giallo-verde preoccupa. Ma dagli Anni 90 il nostro "rosso" è schizzato. E a vedere i dati di crescita giornaliera, i campioni sono stati Amato, Gentiloni e Monti. Seguono B. e Craxi. 

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La Banca d’Italia e l’Ufficio parlamentare di bilancio hanno bocciato le cifre del governo circa la previsione di crescita: troppo ottimistica, anche rispetto allo stesso quadro economico presentato nel documento. E conseguentemente il debito non scenderà. Sono poi arrivate le previsioni del Fondo monetario internazionale che hanno confermato un rallentamento nella crescita per l’Italia per l’anno in corso e anche per il 2019, quando la crescita dovrebbe assestarsi all’1%, per poi calare gradualmente fino al +0,7% del 2023. E cosa accadrà per il debito pubblico, con una manovra basata su uscite a regime coperte da entrate in parte una tantum? (Leggi anche: cosa ha deciso il governo su manovra e decreto fiscale).

Certamente non potrà scendere, in cifra assoluta. Quanto al rapporto con il Pil, anche qui le previsioni paiono ottimiste. È interessante analizzare l’andamento del passato, con il debito che è schizzato all’inizio degli Anni 90.

Nel contempo qualcuno ricorda che la ricchezza degli italiani è sempre elevata, anche se in calo dal 2007. Si tratta circa di 8.700 miliardi (dal 2013, Bollettino Banca d’Italia a settembre 2015); così suddivisi:

Ma è di tutta evidenza che non si tratta di vasi comunicanti, da una parte i privati, da una parte il pubblico. Il sito Formiche.net ha analizzato il debito pubblico in base ai giorni di durata di ciascun governo. I dati che ne risultano sono sorprendenti. La cosa più immediata che balza agli occhi è che tutti i governi lo hanno aumentato, anche soggetti ritenuti virtuosi, in maniera talvolta elevata. Ognuno può trarre le conclusioni che crede, su questo aspetto. Ma sta di fatto che Giuliano Amato e Paolo Gentiloni hanno aumentato il debito in misura rilevante, circa il doppio di Silvio Berlusconi e Bettino Craxi; Mario Monti poi non è da meno. Questi i dati:

Ma sul debito pubblico possiamo anche un po’ giocare, giusto per non abbatterci troppo. Il debito pubblico italiano ha raggiunto i 2.327 miliardi di euro. È una cifra monstre che però forse non impressiona abbastanza. Con l’euro tutto pare più semplice, e non ci rendiamo bene conto di cosa significhi; 2.327 miliardi di euro sono circa 4,5 milioni di miliardi di lire. Cifra che fa raggelare. È una somma che nessun umano riuscirebbe mai a contare in una intera vita. Servirebbe una intera scolaresca, che per tutta la vita lavorativa, senza mai ammalarsi, contasse banconote da 100 euro. Si stima, infatti, che una persona possa contare 200 biglietti da 100 al minuto pari a 12 mila all’ora e 96 mila in 8 ore. Per un anno di lavoro, stimato in 220 giorni annui, abbiamo 21,12 milioni di biglietti. In 40 anni di lavoro, si hanno 845 milioni di biglietti. Il debito pubblico è fatto da 23 miliardi di biglietti da 100. Servono quindi 28 persone che lavorino 40 anni, sempre. Se fossero un po’ più veloci, forse ne basterebbero anche solo 27. Non solo. Messi in fila, 2.327 miliardi di euro in biglietti da 100 euro fanno quasi nove volte l’equatore. Considerando che l'equatore misura km 40.075 e un biglietto da 100 euro ha una lunghezza di 14,75 cm, l'equatore è equivalente a 271,70 miliardi di biglietti da 100 euro. Per fare 2.327 miliardi di euro si percorre l’equatore quasi nove volte (8,56 per l’esattezza). Su una popolazione di circa 60 milioni di persone, sono circa 39 mila euro di debito a testa, neonati e vecchi compresi, italiani e stranieri. Se poi la popolazione calasse, come si prevede, il debito pro capite aumenterebbe ancor più.

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