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Le pensioni dei perseguitati dal nazi-fascismo restano

Dopo l'allarme lanciato dalle associazioni ebraiche sul taglio da 50 milioni di euro, il governo smentisce. 

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I sostegni per le vittime delle persecuzioni politiche e religiose nazi-fasciste oltre che per i pensionati di guerra restano. Dopo la notizia diffusa da La Stampa, lo ha confermat anche il Mef con una nota.

LA SMENTITA DEL MEF

«Nessuna riduzione delle pensioni di guerra, né dei vitalizi ai perseguitati politici e razziali», sottolinea il ministero dell'Economia. «I titolari degli assegni non subiranno alcuna decurtazione. Quanto riportato da alcuni organi di stampa è pertanto privo di fondamento». Il dl fiscale, continua il ministero, «ha operato un allineamento dello stanziamento in bilancio alla effettiva erogazione delle risorse in base ai diritti soggettivi degli interessati. Ma non sono state introdotte misure che limitano il beneficio o i requisiti di accesso».

CASTELLI: «ENNESIMA MENZOGNA»

«Smentiamo in modo categorico che sia stato tolto anche solo un euro dall'assegno per le vittime delle leggi razziali e per i perseguitati dal fascismo per motivi politici», aveva commentato il viceministro all'Economia Laura Castelli. «È grave che un quotidiano nazionale come La Stampa, seguito da altri quotidiani, abbia pubblicato una fake news». «Ancora una volta», continua Castelli, «ci troviamo costretti a intervenire per smentire una notizia falsa. Quanto fatto circolare sulla Stampa un fatto gravissimo, oltretutto perché riguarda una questione delicata e sensibile quale quella delle vittime della persecuzione. Si tratta dell'ennesima squallida menzogna e ci dispiace che a essere inconsapevolmente coinvolte in questo clamoroso errore siano persone a cui va tutto il nostro sostegno e la nostra comprensione. Non avremmo mai pensato che si sarebbe giunti al punto di utilizzare la tragedia delle vittime delle leggi razziali per attaccare il governo. Gli esponenti delle opposizioni che hanno rilanciato queste falsità, come l'onorevole Fiano, dovrebbero vergognarsi e chiedere scusa. È triste constatare ogni giorno di più la totale perdita di credibilità a cui è giunta la stampa in questo paese. Pur di attaccare questo governo si arrivano a fabbricare e cavalcare vere e proprie fake news, senza che vi sia la benché minima accortezza giornalistica di verificare i fatti».

DI SEGNI: «LA DIGNITÀ DI UN PAESE NON PUÒ ESSERE UMILIATA»

Noemi Di Segni, presidente dell'Ucei, l’Unione delle comunità ebraiche italiane aveva lanciato un appello a governo e parlamento affinché i sostegni non fossero tagliati. «Apprendiamo con incredulità che nell'allegato tabellare al Decreto-Legge n. 119/18 si prevede, tra le riduzioni delle dotazioni finanziarie delle spese dei ministeri, anche un importo pari a 50 milioni del "sostegno in favore dei pensionati di guerra e dei perseguitati politici e razziali", che verrebbe quindi eliminato, di cui oggi sono assegnatari, sotto forma di indennizzo, i sopravvissuti alle persecuzioni razziali del regime fascista e i perseguitati politici antifascisti, in base alla L. n. 96 del 1955», aveva scritto Di Segni. «Non ci sono ancora chiari la competenza temporale e il computo che sarà fatto, non è questo il cuore del problema che desideriamo condividere, ma rappresentarne il volto morale. Tutti comprendiamo il difficile momento che vive il nostro Paese e gli impegni economico finanziari che governo e parlamento sono chiamati a definire con faticosa definizione di priorità politiche e strategiche ma le priorità, anche quelle che si traducono in numeri per una programmazione fiscale, devono preservare la memoria e la Storia di questo Paese. Storia dell'Italia, di noi tutti. La dignità di un intero Paese che "si desta" dopo la guerra non può essere umiliata, chinando la testa e distogliendo il vigile sguardo, da un simile provvedimento».

L'allarme antisemitismo è a destra e a sinistra

L'antisemitismo di sinistra ha radici nella cultura dei seguaci dell' Urss e soprattutto in quel movimento anticoloniale che individuò in Israele la casamatta dell'Occidente contro il mondo arabo. Non vale la pena rileggere la storia. È bene andare subito alle conclusioni.

«Non riusciamo in alcun modo a comprendere come si possa mai ipotizzare di utilizzare questi fondi per la copertura di altre, pur legittime ma ben diverse, esigenze fiscali del Paese, andando a colpire migliaia di cittadini per lo più molto anziani, che hanno vissuto sulla propria pelle gli orrori della guerra, delle persecuzioni e delle discriminazioni politiche e razziali, persone che hanno visto la propria vita segnata da quella vicenda terribile che ha caratterizzato in modo indelebile il 900 con l'occupazione nazifascista, a partire dai provvedimenti del '38 e con la successiva deportazione nei campi di sterminio», sottolinea ancora la presidente Ucei. «Restiamo sgomenti dinanzi a questa decretazione indifferente con la quale il governo italiano, proprio nell'80esimo anniversario delle leggi razziste del 1938, intende promuovere l'oblio, anziché rafforzare la memoria di quanto accaduto, attraverso la cancellazione di quell'unica misura in qualche modo riparatoria, stabilita tardivamente». E, ancora: «Quale ente che rappresenta tutti gli ebrei italiani non possiamo che invitare governo e parlamento a riconsiderare la scelta fatta e valutare ogni possibile rimedio amministrativo, legislativo o emendativo al fine di giungere ad una soluzione che non intacchi il lungo percorso fatto in questi ultimi 75 anni di ricostruzione del Paese, permettendo così a chi ha vissuto quel buio periodo della storia e a chi ha subito persecuzioni per difendere i valori oggi sanciti nella nostra Costituzione, di continuare, per ancora una manciata di anni, di poter vivere, o meglio, sopravvivere».

29 Ottobre Ott 2018 1013 29 ottobre 2018
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