tap penali debunking m5s
LA FABBRICA DEL VERO
30 Ottobre Ott 2018 1306 30 ottobre 2018

Il debunking su Tap e penali

Il gasdotto si deve fare. Per il M5s è colpa del Pd e degli accordi già firmati che prevedono penali. Eppure a leggere i documenti non ce n'è traccia.

  • ...

Il 28 ottobre 2018, sulla pagina Facebook ufficiale del Movimento 5 stelle è apparso questo post:

CALENDA HA DIMENTICATO LA RATIFICA DELL'ACCORDO PD PER LA TAP, RACCONTANO SOLO BUGIE AGLI ITALIANI!

Una “carta” che dimostra chi imbroglia davvero su Tap c’è ed è la ratifica dell’accordo votato in parlamento dal Pd. Gli unici a mentire sul Tap sono Calenda, Emiliano e suoi compagni di partito. L’accordo è stato votato in Parlamento dal Pd, molto prima che il MoVimento 5 Stelle arrivasse al Governo, ed è un accordo che vincola il Paese addirittura fino allo smantellamento dell’impianto! Forse, Calenda ed Emiliano dimenticano che per l’Italia, ora, ci sono solo doveri e obblighi da rispettare e non c’è nessuna possibilità di recedere. Si tratta di un accordo tombale e il Paese non può fare altro che subire le decisioni prese per colpa del Pd in Parlamento. Sciacalli sia ieri che oggi. Dimenticano che tra costi sostenuti dal Tap per fare l'opera che attraversa diversi Paesi e tutti i mancati guadagni da corrispondere come minimo per i prossimi 25 anni a titolo di risarcimento danni, il conto per l’Italia sarebbe disastroso. Per rendere l'idea: il volume di affari della vendita di gas azero ammonta a 200 miliardi di dollari su accordi venticinquennali, secondo quanto riferito al Senato proprio dall'allora vice ministra del PD Marta Dessù, che nel 2013 sponsorizzava il provvedimento e rendeva appetibile l'opera. E questo solo per un anno. Immaginate il mancato volume d'affari moltiplicato per 25 anni che l'Italia sarebbe obbligata a pagare in caso di recesso. Altro che i miliardi previsti per la Manovra del popolo, che tanto viene criticata dallo stesso Pd. È una mina lasciata a terra dagli imbroglioni per natura che ci hanno preceduto, ed è impossibile da disinnescare. E Calenda, Emiliano, Letta e tutto il Pd sono i principali ed unici veri responsabili. Il nostro Manlio Di Stefano ci racconta chi mente VERAMENTE sul TAP. Qui il link del documento.

CALENDA HA DIMENTICATO LA RATIFICA DELL'ACCORDO PD PER LA TAP, RACCONTANO SOLO BUGIE AGLI ITALIANI! "Una “carta” che...

Geplaatst door MoVimento 5 Stelle op Zondag 28 oktober 2018

Si parla di Tap, succede da qualche giorno, visto che il governo in carica ha affermato che è impossibile fermare i lavori del gasdotto per colpa di pesanti penali che dovremmo pagare in caso di rinuncia all'opera. Ma le cose stanno davvero così? Carlo Calenda sul suo profilo Twitter dopo la pubblicazione del post del Movimento ha spiegato: «Caro @luigidimaio non fare il buffone. Quello è un accordo gov. senza penali ratificato dal parlamento e da te conosciuto quando promettevi di chiudere TAP. Hai mentito. Non ci sono contratti e penali che non conoscevi prima di diventare ministro. Hai preso in giro gli elettori». Ed effettivamente quello a cui fa riferimento il post del Movimento sembra essere un documento che s'intitola: Accordo tra Italia, Grecia e Albania sul progetto "Trans Adriatic Pipeline" 23 ottobre 2013, Elementi per l'istruttoria legislativa.

Da nessuna parte nel testo si parla di penali, ma si parla della possibilità di recedere dal contratto:

L'articolo 12 riguarda le modifiche o la risoluzione dell'accordo, che nessuna delle parti può modificare o disapplicare senza il previo consenso scritto delle altre parti. La durata dell'accordo è prevista fino alla data di completamento dell'eventuale smantellamento di tutto il gasdotto transadriatico. Nessuna delle parti potrà denunciare o recedere dall'accordo senza il preventivo consenso di ciascuna delle altre parti. Tuttavia, qualora il Consorzio del giacimento Shah Deniz non dovesse scegliere di servirsi del Gasdotto transadriatico per il trasporto di gas naturale verso l'Europa, si cercheranno fonti alternative di approvvigionamento. In mancanza di ciò, una delle parti potrà recedere allora dall'accordo, previo invio, con tre mesi di anticipo, di una comunicazione scritta alle altre parti inoltrata per la via diplomatica.

LA SOTTILE DIFFERENZA TRA ACCORDO E CONTRATTO

Si parla sempre di accordo, non di contratto, la differenza è importante, nel contratto è normale inserire penali, nell'accordo no. Al massimo, se ci sono state spese da parte degli altri partecipanti all'accordo si possono prevedere risarcimenti. Vediamo di capirci. Siete proprietari di un appartamento al quinto piano di un palazzo, l'amministratore propone di fare un nuovo ascensore, firmate un accordo tra le parti dove affermate che tutti contribuirete alla spesa, poi dopo sei mesi quelli del primo piano, a lavori iniziati, dicono che non sono più interessati. Dovranno risarcire per la loro parte quanto già speso dagli altri condomini, ovviamente l'ascensore non si fermerà al primo piano, che pagato il risarcimento sarà esonerato dagli altri costi di uso e manutenzione.

Ma andiamo oltre, il documento che linka il Movimento 5 stelle nel post però non è propriamente l'accordo tra Italia Grecia e Albania. Quello lo possiamo trovare nella legge 153, del 19 dicembre 2013: Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica di Albania, la Repubblica greca e la Repubblica italiana sul progetto «Trans Adriatic Pipeline», stretto ad Atene il 13 febbraio 2013. Che all'articolo 5 riporta qualcosa d'importante:

ARTICOLO 5
ACCORDI DEI GOVERNI OSPITANTI

1. La Repubblica d'Albania e la Repubblica di Grecia, essendo le parti nei cui territori sarà ubicata la maggior parte del Gasdotto Trans Adriatico, agendo attraverso i propri rispettivi governi ospitanti, hanno entrambe aderito, o entrambe aderiranno, a un accordo fra il governo ospitante e l'investitore del progetto, in conformità con i requisiti pertinenti e obbligatori di cui al precedente articolo 3 (1), che include, senza limitazioni, disposizioni sulle tasse (comprese le aliquote fiscali) che saranno applicate all'investitore del progetto nella giurisdizione di entrambe quelle parti. Ogni accordo del governo ospitante dovrà essere ratificato secondo la legislazione nazionale della parte pertinente.
2. Ogni accordo del governo ospitante a cui aderirà una parte: (a) si considera che sia stato o sarà stipulato in virtù e a sostegno di un'elaborazione dell'accordo stesso; e (b) sarà la legge che dovrà applicare gli obblighi, accordi e attività della parte che derivano dall'accordo o connessi con esso, e nessuna legge ordinaria di quella parte (comprese perciò le procedure di interpretazione e di applicazione) che sia contraria, o inottemperante con le condizioni dell'accordo del governo ospitante potrà limitare, diminuire o impattare sfavorevolmente i diritti concessi dall'accordo del governo ospitante all'investitore del progetto e a qualsiasi partecipante al progetto o comunque derogare, abrogare o avere la prevalenza sull'accordo del governo ospitante nella sua interezza o parzialità
.

Quindi, nel caso specifico, chi ha un accordo diretto con l'investitore del progetto, e quindi ha delle regole a cui attenersi diverse dalle nostre, sono Grecia e Albania. L'Italia, che vedrà solo una piccola parte del gasdotto sul proprio territorio, non ha dovuto firmare lo stesso accordo. Certo che ci sono documenti che portano le firme di rappresentanti di tutti e tre gli Stati, ma da qui a continuare a sostenere fantomatiche penali di cui finora eravamo tenuti all'oscuro onestamente è sciocco.

Non credo serva aggiungere altro.

maicolengel@butac.it
www.butac.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso