Sindacato Unico Landini Bentivogli
Politica
31 Ottobre Ott 2018 1751 31 ottobre 2018

Bentivogli frena sul sindacato unico proposto da Landini

Il leader della Fim: «Quando lo proponemmo noi fummo criticati. Bene se in Cgil hanno cambiato idea. Ma noi non saremo mai collaterali a nessun partito: con questo governo Maurizio non parla più di mobilitazione».
 

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Il sindacato unico rilanciato da Maurizio Landini non è un’idea nuova e presuppone comportamenti coerenti, sostiene il numero uno della Fim Cisl Marco Bentivogli. E tuttavia, rimarca il leader delle tute blu che con Landini e la Uilm di Rocco Palombella siglò il contratto unitario nel 2016 dei metalmeccanici, «vorrei ricordare che quando questa cosa la proponemmo nel 2015 nell’ambito della discussione su Fiat-Fca, Renzi, Sergio Marchionne e Romano Prodi e il sottoscritto ci fu solo un coro di critiche. Tra queste, anche quella di Landini che disse con la solita demagogia che lo «"dovevano decidere i lavoratori" e la Camusso disse, che “il sindacato unico c’era solo nei regimi totalitari”».

Mrco Bentivogli.

DOMANDA. Erano altri tempi, lo scontro con Fiat...
RISPOSTA. Può essere, in realtà quello scontro lo aveva già perduto nelle fabbriche e la verità è che Landini ha sempre marcato le distinzioni tra di noi per esigenze di visibilità. Il sindacato unico c'è in Germania per settori di impiego, in Giappone, nei Paesi scandinavi, negli Usa, quasi ovunque. Quando Marchionne diceva che lui era abituato a parlare con un solo sindacato, aveva ragione. Inoltre voglio dire che tra ciò che in passato ha diviso noi dai metalmeccanici della Cgil c'era anche il fatto che noi abbiamo sempre voluto guardare avanti con la fatica di cercare ciò che ci unisce e non indietro, al contrario di loro. Se adesso Landini cambia linea, lo considero un bene.

Cos'altro vi divide?
Non condivido il rapporto di Landini con la politica. Prima ci proponeva, dopo averlo sempre annunciato alla stampa, uno sciopero a settimana. Da quando è in carica l'esecutivo di Conte, dalla sua bocca è sparita la parola mobilitazione. Leggo che lui e la Fiom sono favorevoli al reddito di cittadinanza, una cosa che non avevo mai sentito quando era alla guida dei metalmeccanici. Dopodiché, ovviamente, non entro nella loro vicenda congressuale.

Al tavolo della Fiat siamo in sette, in altri settori 15. Così non si può andare avanti

Marco Bentivogli

Non sembra molto favorevole ad andare verso l'unità in questo momento.
Ma guardi che la necessità di semplificare il quadro delle relazioni sindacali mi è chiarissimo: al tavolo della Fiat siamo in sette, in altri settori 15. Così non si può andare avanti. Continuo a pensare che se si vuole dare efficacia e futuro alla rappresentanza bisogna ridurre il numero di contratti, evitare la proliferazione di sigle applicando il Testo Unico e dentro le Confederazioni, accorpare il numero delle categorie.

Allora cosa non la convince della lettura di Landini?
Ad esempio il fatto che lui riduca il pluralismo nato nel Dopoguerra a una logica di divisioni partitiche. Non è così: la Cisl nacque per chiedere un sindacato che non fosse collaterale a nessun partito, tanto è vero che al nostro interno trovarono una nuova casa persone con orientamenti diversi. Noi giudichiamo con una sola bussola: il merito. Mi pare che ci siano ancora valutazioni diverse altrove.

Questa volta nei confronti dei cinque stelle?
Esatto. Noi vogliamo essere liberi di stringere accordi e proclamare scioperi con tutti i governi, di ogni colore. In questo senso, credo sia stato un buon risultato unirci negli elementi di critica a questa manovra, ma anche l'accordo su Ilva lo valuto positivamente. Così come prima è stato un buon risultato il contratto unitario dei metalmeccanici, firmato anche da Landini. Oggi abbiamo in campo un passo avanti che è il documento unitario di Cgil-Cisl-Uil. Lo abbiamo votato all'unanimità, prima di parlare di sindacato unico, inziamo almeno ad essere conseguenti con quello che decidiamo. La piattaforma è chiara su sviluppo, assistenzialismo e infrastrutture. Mi pare che per fare un grande sindacato unico bisogna avere la maturità di contemplare e tutelare tante posizioni e sensibilità che sono la vera ricchezza, ma poi rispettare il principio di maggioranza. Ecco, il voto sulla Tav della Fiom e della Cgil di Torino mi pare vada in altra direzione.

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