Khashoggi Erdogan
Politica
3 Novembre Nov 2018 1134 03 novembre 2018

Erdogan accusa le alte sfere saudite dell'omicidio Khashoggi

Il presidente turco scrive sul Washington Post: «Mai creduto che il responsabile possa essere re Salman». Poi sottolinea: tra Turchia e Arabia Saudita «rapporti amichevoli».

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«L'ordine di uccidere Khashoggi è arrivato dal più alto livello del governo saudita». È l'accusa lanciata dal presidente turco Recep Tayyp Erdogan dalle colonne del Washington Post. Nell'editoriale, il leader ha spiegato di essere convinto che il re saudita Salman, il padre del principe Mohammed, non sia coinvolto e che tra Turchia e Arabia Saudita ci sono «rapporti amichevoli». L'editoriale è l'accusa più diretta da parte di Erdogan contro i vertici saudita ed arriva proprio ad un mese dall'assassinio del giornalista dissidente. «Non credo assolutamente che il re Salman, il custode delle sante moschee, abbia ordinato di uccidere Khashoggi. Pertanto, non ho motivo di credere che il suo omicidio rifletta la politica ufficiale del regno - scrive Erdogan - In questo senso, sarebbe sbagliato considerare l'uccisione di Khashoggi come un "problema" tra due Paesi», ha scritto il presidente turco definendo l'uccisione «inspiegabile». La «lunga amicizia» tra Turchia e Arabia Saudita, continua l'editoriale, «non ci farà chiudere gli occhi davanti ad un omicidio premeditato». «Il rifiuto del procuratore saudita di cooperare con l'indagine turca e di rispondere a semplici domande è molto frustrante», ha concluso Erdogan.

L'ACCUSA AL MOHAMMED TRA LE RIGHE

Parole che ricalcano quelle già pronunciate in passato ma che ora acquistano la forza che deriva dal fatto di essere pubblicate sul quotidiano che ospitava gli articoli del giornalista dissidente ucciso a Istanbul il 2 ottobre nel consolato del suo Paese. Tra le righe, l'accusa di Erdogan a Mohammed Bin Salman, il principe ereditario saudita considerato da molti il mandante, almeno morale, del delitto, è chiarissima. Prima del presidente aveva parlato uno dei suoi più stretti consiglieri, amico di Khashoggi: «L'unica conclusione logica, a un mese dall'omicidio, è che il corpo di Jamal sia stato sciolto nell'acido per non lasciare alcuna traccia", ha detto Yasin Aktay. «Secondo le ultime informazioni che abbiamo - ha continuato Aktay - il motivo per cui hanno smembrato il suo corpo era per dissolvere i resti più facilmente. Ora ci rendiamo conto che non solo lo hanno smembrato, ma lo hanno anche dissolto». L'ipotesi non ha al momento trovato conferme ufficiali da parte degli investigatori turchi. Le dichiarazioni del consigliere presidenziale, contattato dalla fidanzata di Khashoggi, Hatize Cengiz, subito dopo la scomparsa, giungono dopo che questa settimana la procura di Istanbul ha ufficializzato l'esito delle sue indagini, secondo cui Khashoggi è morto per strangolamento ed è poi stato fatto a pezzi.

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