Moreno Pasquinelli sinistra sovranista
Politica
3 Novembre Nov 2018 1930 03 novembre 2018

Chi è Moreno Pasquinelli, ideologo della Sinistra sovranista

Ex cuoco, anima del Campo antimperialista d'Assisi. E ora "alternativa" a Salvini e ai populisti di destra. Profilo dell'ideologo a cui si sono avvicinati Fassina e D'Attorre. 

  • ...

Il sovranismo? Guai a classificarlo come tema di destra. Per il principio dell'emiciclo costituzionale, quando si estremizza un concetto può capitare che questo sfondi un lato per riapparire in quello opposto. È il caso del Movimento popolare di Liberazione e della Sinistra sovranista. L'ideologo di riferimento è Moreno Pasquinelli con cui sembrano flirtare due vecchie conoscenze del Pd: Stefano Fassina, deputato di Liberi e Uguali, e Alfredo D'Attorre, dirigente nazionale di Articolo 1 Mdp. La ricetta proposta è simile a quella che Matteo Salvini - per tacer di movimenti ancora più estremi - serve al proprio elettorato, solo che al posto di «prima gli italiani» si preferisce «prima gli sfruttati».

Ma chi è Pasquinelli? Sessantatreenne originario di Foligno, è noto come portavoce del Campo antimperialista di Assisi, fondato nel 2000. Cuoco in un ristorante prima e piccolo imprenditore nel settore informatico poi, marxista trotzkista, ha una lunga carriera come militante in movimenti di estrema sinistra, da Potere Operaio a Quarta Internazionale, passando per il Gruppo bolscevico leninista al Gruppo operaio rivoluzionario, quindi Direzione 17 e, infine, Confederazione per la liberazione nazionale (una versione italiana della France insoumise di Mélenchon, che da noi ha però già sospeso le attività dopo il voto del 4 marzo), fondata assieme al politologo Leonardo Mazzei, al leader storico dell'autonomismo siciliano Beppe De Santis, al sindacalista Cub Trasporti Fabio Frati, all’avvocato socialista Giuseppe Angiuli e al leader ambientalista romano Luca Massimo Climati.

DAI BASCHI A HEZBOLLAH: GLI OSPITI DEL CAMPO ANTIMPERIALISTA

Per anni, nel Campo antimperialista di Assisi - un campeggio alle pendici del monte Subasio o nei dintorni di Giano dell'Umbria, con qualche tenda tra la fitta vegetazione, grandi falò e musica - Pasquinelli ha organizzato dibattiti su temi come il rispetto dei diritti umani e le conseguenze della globalizzazione invitando personaggi scomodi. «Terroristi», avrebbero detto alcuni, «eroi partigiani» avrebbero ribattuto dalle file di chi combatte l'impero. Attorno al fuoco si sono così succeduti marxisti e non, nazionalisti e non, militanti di estrema destra e di estrema sinistra, tutti accomunati dall'aver votato la propria vita alla lotta contro l'imperialismo. Insomma ribelli, esponenti di movimenti palestinesi, baschi, colombiani, curdi amici di Ocalan, hezbollah, iracheni, turchi e anche un black-block che aveva nel curriculum il G8 di Genova. Un via vai che non poteva non destare l'attenzione dei Servizi di mezza Europa, che infatti tutto intercettavano e tutto, pazientemente, annotavano. Al termine del campo del 2000 venne arrestato il cileno Jaime Prieto accusato di aver partecipato a un attentato a Pinochet e all'omicidio di un generale. Due anni dopo, Prieto fu costretto persino a rifugiarsi nel Sacro Convento di Assisi per evitare la cattura. Nel 2003 fece particolarmente rumore, suscitando indignazione, la campagna «10 euro per la resistenza in Iraq»: la guest star del campeggio era un compagno di scuola di Saddam Hussein.

L'OCCUPAZIONE DEL CORRIERE DELLA SERA E IL CASO AVNI ER

Il 31 marzo 2004 alle 20, Moreno Pasquinelli, stufo del modo in cui il suo progetto era stato raccontato in diversi articoli pubblicati sul Corriere della Sera a firma del vicedirettore dell'epoca, Magdi Allam, capitanando un manipolo di antimperialisti occupò la redazione del quotidiano, pretendendo una intervista “obiettiva”. «Siamo dei coraggiosi difensori delle lotte di tutti i popoli oppressi», dichiarò in quell'occasione. «Quello che non possiamo accettare è di essere stuprati e fatti passare non per quello che siamo, ma per quello che chi ci criminalizza vuole. Chiunque sostenga la resistenza irachena è per forza colluso con Al Qaeda, questa è l'equazione. Ma noi con Al Qaeda non c'entriamo, Al Qaeda l'hanno inventata gli americani». Il giorno dopo, Pasquinelli fu arrestato assieme ad altri due militanti di Direzione 17 nell'ambito di una inchiesta sul movimento comunista turco Dhkp-c con l'accusa di aver coperto un giovane giornalista (procurandogli una finta sposa italiana, la sua ex Maria Grazia Ardizzone) che in patria era accusato di terrorismo, finito in manette in un'operazione condotta dalla polizia turca che portò all'arresto di 82 persone, più altre 59 tra Germania, Olanda, Belgio, Grecia. Si trattava Avni Er, negli anni successivi oggetto di un tira e molla giudiziario tra Ankara e Roma, con i giudici italiani restii a consegnare il giovane perché in Turchia non erano garantiti i diritti fondamentali. Alla sua causa si interessò anche Nichi Vendola.

Moreno Pasquinelli, ideologo del Movimento Popolare di Liberazione e della Sinistra Sovranista (da Twitter).

Il Consiglio regionale della Puglia (Avni era infatti detenuto nel Cie di Bari), nel giugno 2008, arrivò a sottoscrivere una mozione contro l'estradizione. Pasquinelli venne invece rilasciato. «Si consolida l'ipotesi che gruppi o singoli personaggi dell'eversione italiana possano entrare in contatto e collaborare con organizzazioni terroristiche internazionali, spinti dai comuni orientamenti antiamericani ed antioccidentali», commentò a caldo Beppe Pisanu, all'epoca ministro dell'Interno. «Un povero sfigato», raccontò invece un investigatore proprio in quei giorni a Carlo Bonini di Repubblica, «che da quando è ragazzino non è mai riuscito a mettersi intorno un gruppo di persone in grado di seguirlo in alcunché di eversivamente significativo. Ce lo vedo Pasquinelli agitarsi intorno ai turchi. Eccitarsi nel poter mettere a disposizione soldi, case, telefoni, mogli a qualche rivoluzionario "vero". A lui bastava poco per sentirsi coinvolto. Lui, che era schizzato da tutto il movimento perché trotzkista...». «Il 2 aprile», ricorda invece nel suo libro Vincere la paura un altro protagonista di questa storia, l'avversato Magdi Allam, «un militante del Campo Antimperialista mi aggredì verbalmente. Commentando l'arresto di Pasquinelli, disse: "L'ordine di carcerazione è stato emesso il 23 febbraio, gli arresti sono avvenuti il primo aprile. Di mezzo cosa c'è stato? La campagna di criminalizzazione dei campi antimperialisti da parte di Magdi Allam sul Corriere della Sera».

IL CONVEGNO CON FASSINA E D'ATTORRE

Quei tempi oggi sembrano lontani. Una cosa è rimasta però immutata: Pasquinelli balla ancora sul sottile confine che divide destra e sinistra. Ora l'imperialismo non è più (non solo) rappresentato dagli Usa impegnati a esportare democrazia in Iraq a suon di bombe. L'imperialismo è il mercato, lo spread, la Commissione e l'Unione europea oltre ogni altro attore che sottragga al popolo la dovuta sovranità. In questa battaglia, si diceva, sembrano convergere anche Fassina e D'Attorre che recentemente hanno fondato l'associazione politico-culturale Patria e Costituzione. I due hanno partecipato al convegno di Pasquinelli “L’Italia al bivio: dove va la sinistra?“ che si è tenuto il 14 ottobre scorso - strana coincidenza - alla Link Campus University (il cosiddetto pensatoio grillino). Gli slogan? «No al buonismo, no all’europeismo e no all’immigrazionismo. Sì a sovranismo e popolo». «C’è una sinistra che non sta dalla parte dello spread, del mercato o di quelli che fanno il tifo contro l’Italia semplicemente per andare contro il nuovo governo», ha dichiarato D'Attorre, affrettandosi comunque a puntualizzare che «l'uscita dall'euro non dovrebbe essere all'ordine del giorno della manifestazione». «C'è la necessità di declinare a sinistra una domanda di protezione sociale e identitaria che non significhi aggredire ed erigere muri», ha provato a spiegare Fassina. Il terreno è quello, scivoloso, del sovranismo. Come farlo digerire anche a sinistra? Forse con la schiettezza di Pasquinelli, che in merito è maestro: «Non è che se la destra dice che piove io posso dire che c'è il sole. Per esempio, non siamo per la chiusura delle frontiere: siamo per l'apertura o meno dei flussi migratori a seconda del bisogno». Chiaro, no?

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso