Festa Forze Armate Anniversario Prima Guerra Mondiale
Politica
4 Novembre Nov 2018 1054 04 novembre 2018

Mattarella celebra il 4 novembre a 100 anni dalla Grande Guerra

Il presidente ha deposto una corona all'Altare della patria nel giorno della festa delle Forze Armate. E in un'intervista sul Corriere spiega: «L'amor di Patria non coincide con l'estremismo».

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«Nessuno Stato, da solo, può affrontare la nuova dimensione sempre più globale. Ne uscirebbe emarginato e perdente. Soprattutto i giovani lo hanno compreso», è stato l'appello l'anciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un'intervista al Corriere della Sera nel centenario della fine della Grande Guerra. «Oggi», ha affermato il capo dello Stato, «possiamo dirlo con ancora maggior forza: l'amor di Patria non coincide con l'estremismo nazionalista».

DEPOSTA LA CORONA DI ALLORO ALL'ALTARE DELLA PATRIA

Nel giorno in cui la vittoria dell'Italia nella Prima Guerra mondiale compie 100 anni, Mattarella ha deposto all'Altare della patria a Roma una corona d'alloro al sacello del milite ignoto in occasione della ricorrenza del 4 novembre e della festa delle Forze Armate. Alla cerimonia hanno partecipato anche la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, il presidente della Camera Roberto Fico, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, il Capo di Stato maggiore della Difesa Claudio Graziano, il capo della polizia Franco Gabrielli. Dopo la cerimonia romana il presiente si è trasferito in Friuli Venezia-Giulia dove ha demosto una corona di fiori al Sacrario di Redipuglia (Gorizia).

DAL CAPO DELLO STATO RICORDA I CADUTI DELLA GRANDE GUERRA A TRIESTE

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha commemorato a Trieste la giornata delle forze armate che è caduta nel centenario della fine della prima guerra mondiale. Una guerra che si inquadra in periodo storico, quello del 900, in cui la classe dirigente, ha detto Mattarella, fece anche errori gravi ed evitabili, «errori che non debbono mettere nell'ombra i comportamenti eroici dei soldati, e le pagine indimenticabili di valore e coraggio nel buio delle trincee». Il presidente nel suo intervento ha ricordato anche le vittime delle foibe e e le sofferenze dei civili di allora. Anche questo un monito, ha tra l'altro detto rivolgendosi in modo particolare ai giovani, a mantenere una attenzione «vigile» rispetto a quel periodo oscuro del passato.

MATTARELLA: «L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA E DIFENDE I DIRITTI»

«La Costituzione Italiana, nata dalla Resistenza, ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie, privilegia la pace, la collaborazione internazionale, il rispetto dei diritti umani e delle minoranze», ha detto ancora il presidente nel suo discorso a Trieste. «La guerra non produsse, neppure per i vincitori, ricchezza e benessere, ma dolore, miseria e sofferenza nonché la perdita della primaria rilevanza dell'Europa in ambito internazionale. La guerra non risolse le antiche controversie fra gli Stati ma ne creò di nuove e ancor più gravi facendo sprofondare antiche e civili nazioni nella barbarie di totalitarismi e ponendo le basi per un altro ancor più distruttivo, disumano ed esacerbato conflitto». «Gli errori gravi ed evitabili delle classi dirigenti del secondo decennio del Novecento», ha continuato, «e una conduzione della guerra dura e spietata degli altri comandi non devono e non possono mettere in ombra comportamenti eroici dei soldati e gli enormi sacrifici compiuti in nome dell'ideale della patria».

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