Decreto Sicurezza Fiducia Governo
Politica
5 Novembre Nov 2018 1016 05 novembre 2018

Il governo blinda con la fiducia il decreto sicurezza

Numeri a rischio sui voti segreti che il Pd intendeva chiedere. La pattuglia dei "dissidenti" M5s era pronta ad appoggiare gli emendamenti dell'opposizione. Ma ora Nugnes annuncia: «Uscirò dall'Aula».

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Il governo intende porre la questione di fiducia sul decreto sicurezza e immigrazione. La notizia, arrivata da fonti M5s di Palazzo Chigi, conferma le difficoltà della maggioranza su questo provvedimento. Una pattuglia di senatori e deputati pentastellati, infatti, ha minacciato di votare contro, mettendo a rischio i numeri in parlamento (leggi anche: Perché il contratto di governo non basta più a tenere insieme Lega e M5s). «Il Consiglio dei ministri ha votato quel decreto. Il parlamento lo ha modificato, il Senato in commissione. Adesso, se ci sono opinioni contrastanti nella maggioranza, è giusto che il governo faccia una ricognizione della fiducia», ha detto il vicepremier Luigi Di Maio. Sull'eventuale voto difforme, ha aggiunto, «immagino valutazione probiviri MoVimento».

DE FALCO GUIDA I DISSIDENTI

Il decreto "scade" il 3 dicembre ed è appena approdato in aula al Senato, dove è iniziata la discussione generale. Il Partito democratico nei giorni scorsi aveva annunciato la richiesta di 70 voti segreti, sui quali rischiava di emergere il dissenso di almeno quattro parlamentari M5s, contrari ad alcune norme contenute nel decreto. Tra questi il senatore Gregorio De Falco, che si era augurato non venisse posta la fiducia e si era detto pronto ad appoggiare alcuni emendamenti dell'opposizione.

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C'è un caso De Falco dentro il M5s. Il capitano contro Di Maio: "Ha un'idea padronale del Movimento. Tutti abbiamo una data di scadenza".

IL PD ATTACCA SUL CONDONO PER ISCHIA

Intanto il Pd attacca su un altro decreto, quello per fronteggiare l'emergenza a Genova, che contiene il condono per Ischia: «Presenteremo emendamenti per ripristinare Casa Italia e per cassare il condono a Ischia sul decreto Genova. Di Maio avrà di nuovo il coraggio di votare no?», ha scritto su Twitter il capogruppo dem a Palazzo Madama, Andrea Marcucci.

NUGNES ANNUNCIA L'USCITA DALL'AULA

Tra i cosiddetti "dissidenti" M5s, la prima a dire cosa farà a questo punto è stata la senatrice Paola Nugnes: «Senza la fiducia avrei votato contro il provvedimento, che credo finirà per produrre più irregolari. Ma siccome mi aspetto che questo governo farà in futuro cose buone, al momento della fiducia uscirò dall'Aula. Ma posso assicurare che tutti i miei colleghi, nel merito di questa legge, la pensano come me». Al Senato, del resto, anche l'astensione ha valore di voto contrario. Uscendo dall'Aula, invece, si abbassa semplicemente il quorum, dunque non si incide in alcun modo sull'esito della votazione.

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