Eurogruppo 5Novembre 2018
Politica
5 Novembre Nov 2018 1320 05 novembre 2018

Le cose da sapere sull'Eurogruppo del 5 novembre 2018

Dombrovskis ha chiesto una «correzione sostanziale» della legge di bilancio italiana. Moscovici: «Tria ha capito». Ma Conte risponde: «Sia molto cauto». Il M5s difende il reddito di cittadinanza.

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Lunedì 5 novembre 2018 si è tenuta una riunione dell'Eurogruppo, il vertice dei ministri economici della zona euro. Al centro del summit c'è stata la manovra italiana. Il vicepremier Luigi Di Maio, che si trova in Cina all'Expo di Shanghai, ha rilasciato un'intervista al Financial Times in cui ha detto che non crede che Roma verrà sanzionata. Ma il vicepresidente della Commissione euroepa, Valdis Dombrovskis, ha mostrato di non voler cedere il colpo chiedendo una «correzione sostanziale» della legge di bilancio. Mentre il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, si è augurato di non dover arrivare a imporre una multa, considerando questa la «soluzione peggiore».

MOSCOVICI: «ASPETTIAMO UNA MANOVRA RIVISTA»

Dall'Eurogruppo, ha spiegato poi il consigliere per gli affari economici, è giunto un «fortissimo sostegno» politico al lavoro che la Commissione Ue sta portando avanti sulla manovra dell'Italia e questo dimostra che a Bruxelles «non c'è una burocrazia oscura». Moscovici ha quindi aggiunto: ora «la palla è nel campo dell'Italia» e che conta «vivamente di ricevere un bilancio rivisto» entro il 13 novembre. L'Eurogruppo, ha sottolineato il presidente Mario Centeno, ha invitato l'Italia e la Commissione «a impegnarsi in un dialogo aperto e costruttivo» e a «cooperare strettamente» per la preparazione di un progetto di bilancio rivisto e che rispetti le regole. Moscovici dal canto suo ha poi fatto sapere di aver già ricevuto risposte «costruttive» dagli altri cinque Paesi a cui sono stati chiesti chiarimenti e che la Commissione ne terrà conto nella formulazione delle opinioni che saranno rese note il 21 novembre prossimo.

TRIA: «NÈ SCONTRO NÈ COMPROMESSO CON L'UE»

«Non c'è né scontro né compromesso» con l'Ue sulla manovra. Così il ministro delle finanze Giovanni Tria al termine dell'summit, sottolineando che «il compromesso non deve essere con l'Eurogruppo», il quale si è limitato a «prendere atto» della strategia del governo italiano, mentre «il colloquio e il dialogo continuano» con la Commissione Ue «che è il nostro interlocutore in questa fase». L'Eurogruppo ha solo «invitato a proseguire il dialogo con la Commissione», ha aggiunto Tria. La manovra, ha detto ancora il capo del Mef «non cambia, stiamo discutendo, noi dobbiamo rispondere alla Commissione entro il 13» novembre.

PER DOMBROVSKIS LA MANOVRA ITALIANA È «CONTROPRODUCENTE»

Nel corso della giornata Dombrovskis ha detto anche che l'Ue «è impegnata in una discussione con l'Italia e spera di raggiungere un risultato costruttivo, c'è qualche margine, ma vale la pena notare che il bilancio italiano devia in misura considerevole dalle regole». Le misure adottate dal governo M5s-Lega, inoltre, sarebbero «controproducenti» per l'economia italiana.

IL MONITO DELL'AUSTRIA: «ITALIA RISPETTI LE REGOLE»

«La nostra posizione» sulla manovra italiana «è stata chiara sin dall'inizio, ci aspettiamo che le regole siano rispettate» poiché nell'Ue «c'è bisogno di un approccio equo e comune a queste regole». È stata la posizione ribadita dal ministro delle finanze austriaco Hartwig Loeger. «Spero che oggi il ministro Tria mi dia informazioni» ulteriori e «forse si possa capire il pensiero dell'Italia», ha aggiunto, aspettandosi una «reazione» da parte della Commissione. «C'è tempo fino al 13 per vedere quale sarà la risposta dell'Italia».

ALTOLÀ ANCHE DALLA SLOVACCHIA

Dura anche la posizione del ministro dell'economia slovacco Peter Kazimir: «Temo che l'approccio e i passi assunti dal governo italiano stiano mettendo a rischio questi obiettivi», cioè del «completamento dell'architettura» dell'Eurozona. Kazimir si è detto «abbastanza sicuro che Giovanni (Tria, ndr) sappia bene qual è la situazione ora». «Sono convinto che facciamo parte di un club basato sulle regole, che spetta alla Commissione Ue fare rispettare e la Commissione ha il mio pieno sostegno».

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Il 6 novembre la manovra inizia il suo percorso in parlamento. Al voto forse per fine mese. Ma in mezzo c'è un nuovo botta e risposta tra Italia e Ue.

IL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA DRITTO SUL REDDITO DI CITTADINANZA

Intanto, sul Blog delle Stelle, il M5s difende la sua "bandiera", ovvero l'introduzione del reddito di cittadinanza: «Il solito sistema non vuole accettare in nessun modo che il governo del cambiamento abbia finalmente messo nero su bianco la manovra del popolo. Lo ripetiamo ancora: sul reddito, sul taglio alle pensioni d'oro, su quota 100 e tutte le altre misure il Movimento non arretra di un millimetro». Il reddito di cittadinanza, in particolare, «partirà nei primi tre mesi del 2019» e «coinvolge 2,2 milioni» di famiglie, corrispondenti a «6,7 milioni di persone».

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DA FRANCIA E OLANDA UN INVITO AL DIALOGO

Il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire, al suo arrivo all'Eurogruppo, ha detto che la Commissione europea «ha fatto la sua valutazione» della manovra italiana, valutazione che «la Francia condivide». Ma Bruxelles «ha teso una mano all'Italia e auspico che l'Italia afferri questa mano tesa». La Francia «non è in una buona posizione per dare lezioni a nessuno», ma è il caso di «lasciare una chance al dialogo». In gioco, d'altra parte, «c'è la nostra moneta comune, l'acquis più importante e prezioso dell'Ue, perché è una moneta che consolida e di cui siamo tutti responsabili». Dello stesso avviso il ministro delle finanze olandese Wopke Hoekstra: «Il mio messaggio è questo: l'Italia dialoghi con la Commissione Ue», dove quest'ultima «ha respinto il bilancio italiano: ora spetta all'Italia rispondere e poi di nuovo alla Commissione». Hoekstra ha poi aggiunto, «non spetta a me speculare su cosa potrebbe succedere in futuro», se l'Italia non dovesse rispondere a Bruxelles e sulle conseguenze per la riforma dell'eurozona, che potrebbe così restare bloccata.

GERMANIA: «IMPORTANTE DISCUTERE OGGI»

Cauta la posizione di Berlino. «La Commissione ha dato la sua opinione amichevole» sulla manovra italiana «e la cosa importante è che questa discussione si tenga oggi» e «prosegua dopo la risposta dell'Italia«, «credo che questa sia la strada giusta». Ha detto il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz. «Penso che ognuno sia responsabile per il suo debito», ha aggiunto evidenziando la «grande necessità» per i Paesi altamente indebitati «di guardare ai mercati e di ridurre il debito».

GLI ARGOMENTI CHE TRIA CERCA DI SOSTENERE

Il governo ha stimato il Pil 2019 all'1,5%, grazie al presunto effetto espansivo della manovra che dovrebbe portare uno stimolo di 0,6 punti aggiuntivi. Tali previsioni erano già ritenute troppo ottimistiche prima della crescita zero registrata dall'Istat nel terzo trimestre del 2018, che rende più complicato centrare il target per l'anno in corso e avrà un effetto 'trascinamento' anche sul prossimo anno. Tra gli argomenti che Tria tenterà di perorare davanti ai partner europei, c'è un diverso calcolo dell'indebitamento fatto «sul Pil tendenziale» (0,9%) e che non tiene conto della retroazione della manovra, cioè dei maggiori incassi fiscali innescati dalla crescita e calcolati in circa 4 miliardi. Tra le armi anche una possibile diluizione nel tempo delle due misure-simbolo: reddito e pensioni avranno un provvedimento ad hoc e partiranno in primavera. In più, in corsa, si è aggiunta una clausola salva-deficit, che consente di usare fuori dal perimetro delle due misure eventuali risparmi.

DEBITO E DEFICIT STRUTTURALE

Il governo pone l'accento sul deficit nominale, ma sotto la lente dell'Unione europea c'è quello strutturale, su cui era stato chiesto uno sforzo dello 0,6%. La manovra, invece, non solo non risponde alle richieste europee, ma allarga il deficit strutturale di un altro 0,9%, fissandolo all'1,7% per il prossimo triennio. Rinviare l'aggiustamento dei conti porta a un rinvio anche del pareggio di bilancio, con la ripresa del percorso verso l'obiettivo di medio termine dal 2022. In questo contesto la Commissione europea ha mandato un avviso all'Italia sul debito, primo step per un'eventuale procedura d'infrazione.

FLESSIBILITÀ, DAL PONTE MORANDI ALLE ALLUVIONI

L'Italia, nel Documento programmatico di bilancio respinto da Bruxelles, aveva chiesto nuova flessibilità per lo 0,05% del Pil, circa 1 miliardo di euro, per finanziare un piano straordinario per la manutenzione e la messa in sicurezza di strade, gallerie e viadotti dopo il crollo del ponte Morandi a Genova. Ulteriore flessibilità potrebbe essere richiesta per fare fronte al dissesto idrogeologico, dopo i danni e i morti causati dal maltempo dalla fine di ottobre in poi. L'Italia, già nel 2016, aveva invocato e ottenuto il riconoscimento delle «circostanze eccezionali» dopo il sisma in Centro Italia, oltre che per il salvataggio in mare e l'accoglienza dei migranti.

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