Maio Ping Cina
Politica
5 Novembre Nov 2018 1955 05 novembre 2018

Di Maio e la gaffe sul presidente cinese «Ping»

In due diversi discorsi (e nella trascrizione su Facebook) il vicepremier in visita a Shanghai si è riferito al capo di Stato Xi Jinping chiamandolo «Ping». Difficile che sia stato un lapsus.

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Il vicepremier Luigi Di Maio è scivolato sul nome del presidente cinese Xi Jinping che è diventato il «presidente Ping». La gaffe è avvenuta al China International Import Expo (Ciie) in corso a Shanghai, durante l'intervento in italiano al forum su commercio e innovazione del pomeriggio in cui ha annoverato, tra l'altro, il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni «a quota 100» nel «quadro dell'innovazione del Paese», in cui lo Stato gioca un nuovo e importante ruolo nell'economia.

Di Maio, davanti a una platea di diverse centinaia di persone tra premier, politici e due icone come Bill Gates e Jack Ma (fondatori di Microsoft e Alibaba) ha detto di aver ascoltato il discorso di apertura su globalizzazione, commerci globali e lotta al protezionismo di Xi Jinping, chiamato «il presidente Ping».

Il presidente cinese Xi Jinping.

Il traduttore cinese ha corretto l'errore facendolo sparire. Nella conferenza stampa serale di Di Maio, a chiusura della missione in Cina, l'errore è ricomparso: il presidente cinese è tornato a essere il «presidente Ping».

Difficile considerare la gaffe un lapus, anche perché persino nella trascrizione del discorso caricata su Facebook il presidente cinese torna a essere «Ping».

Di Maio, in Cina per la seconda volta in meno di due mesi, è stato anche alla cena di gala offerta da Xi e dalla moglie Peng Liyuan in onore degli ospiti arrivati per l'evento, tra cui si annoverano 18 tra capi di Stato e primi ministri. Come anticipato dal vicepremier su Instagram poco prima della partenza per la Cina, in cui ha mostrato il biglietto aereo in economica, a Shanghai sono attese le firme di «intese importanti» per imprenditori, agricoltori e giovani italiani.

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