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Politica
6 Novembre Nov 2018 1816 06 novembre 2018

Cosa c'è dietro la cacciata di Battiston dall'Agenzia spaziale italiana

La Lega ha scavalcato il M5s. E punta a piazzare un suo uomo al vertice dell'ente. Il viceministro Fioramonti a L43: «Io non informato, il metodo deve cambiare». I retroscena.

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Un blitz. La revoca di Roberto Battiston dalla presidenza dell'Agenzia spaziale italiana (Asi) ha un unico mandante politico in seno alla maggioranza di governo: la Lega di Matteo Salvini, intenzionata a piazzare una persona di fiducia al vertice dell'ente che guida il sistema aerospaziale italiano e che muove ogni anno moltissimi soldi. Basti pensare che nel 2018 l'Asi ha già ricevuto 760 milioni di euro di finanziamenti, destinati a crescere ancora nel 2019 e nel 2020.

STRAPPO TRA I GIALLOVERDI AL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE

La mossa ha colto totalmente di sorpresa il Movimento 5 stelle, almeno ufficialmente. Ma i pentastellati non intendono subire in silenzio l'iniziativa degli alleati e il viceministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, lo ha detto chiaramente a Lettera43.it: «Decisioni come questa hanno un forte impatto emotivo su tutto il settore della ricerca. Io non ne ero assolutamente informato. Mi trovavo all'estero, in Israele. Sono tornato in Italia e ho scoperto che il presidente dell'Asi era stato rimosso». Se si tiene conto che a decidere la revoca immediata dell'incarico è stato colui che condivide con Fioramonti la responsabilità del Miur, ossia il ministro leghista Marco Bussetti, si ha la misura dello "strappo" consumato dal Carroccio.

«È STATO MANDATO VIA. ORMAI SI SENTE UN UOMO LIBERO»

L'Agenzia spaziale italiana, come previsto dalla Costituzione, è dotata di autonomia statutaria, scientifica, organizzativa, amministrativa, finanziaria, patrimoniale e contabile. Ma è sottoposta alla vigilanza del ministero dell'Istruzione, che nella fattispecie è stata esercitata in maniera particolarmente "energica". Nemmeno Fioramonti, del resto, crede che Battiston possa tornare al proprio posto dopo la verifica formale delle modalità con cui è avvenuta la sua nomina, motivazione fatta filtrare frettolosamente da fonti dello stesso Miur per salvare le apparenze e giustificare il siluramento: «Battiston è stato mandato via», ha spiegato infatti Fioramonti a L43, «l'ho sentito nel pomeriggio e mi ha detto che si sente un uomo libero. Si sta già muovendo come tale». Il diretto interessato si è invece congedato così nel discorso di saluto rivolto ai dipendenti dell'Asi: «Sono entrato a testa alta nel momento più difficile per l'ente. Esco a testa alta dopo quattro anni indimenticabili. Con un'agenzia che ha recuperato la reputazione che merita, in Italia e nel mondo».

LA NOMINA CONFERMATA DAL MINISTRO FEDELI

Si apre quindi la partita della successione. E su questo fronte il viceministro Fioramonti è stato categorico: «Alla luce di questa esperienza negativa spero che la prossima scelta sia il più condivisa possibile. Il metodo deve cambiare. Parliamo di ricerca scientifica e non è possibile che l'unico ricercatore presente al Miur (Fioramonti stesso, ndr) non venga nemmeno consultato. Sarebbe stato utile farlo anche prima». Fonti di L43 vicine all'Asi, intanto, hanno fatto garbatamente trapelare il loro disappunto. Dal Miur ricordano che la nomina di Battiston era stata confermata dal governo precedente (con scadenza quindi nel 2022), in particolare dalla ministra Valeria Fedeli. Ciò però era accaduto dopo le elezioni del 4 marzo, quando l'esecutivo targato Pd aveva ormai perso la fiducia degli italiani. Inoltre Battiston, come riportato da Dagospia, avrebbe altre due "colpe" da scontare. Essere «marito della nipote di Prodi» e non essere passato per la riconferma dal «Comitato interministeriale» per le politiche dello spazio, che si è insediato pochi mesi fa.

Valeria Fedeli con Roberto Battiston.
Ansa

LE MIRE DELLA LEGA SULL'ENTE SPAZIALE

Vero. Ma Battiston guidava l'Agenzia spaziale italiana da maggio del 2014 e a nominarlo per la prima volta non era stata la ministra Fedeli, bensì la ministra Stefania Giannini (governo di Matteo Renzi). Le fonti ricordano inoltre che la sua designazione per il secondo mandato è avvenuta «tramite un bando che è stato regolarmente prodotto». Se ora il governo avesse voluto limitarsi a verificare, come dice, nell'interesse dei cittadini, le modalità della riconferma, avrebbe potuto seguire un'altra strada: «Prima la revoca e poi la verifica? Così non va bene». Il ragionamento, in effetti, non sembra stare in piedi. La spiegazione vera sarebbe quindi un'altra: «La Lega ha interesse a mettere le mani sull'Agenzia spaziale italiana». Non è un segreto, del resto, che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, dopo aver ricevuto la delega strategica sul settore aerospazio dal premier Giuseppe Conte, a settembre abbia nominato come suo consigliere ad hoc Stefano Gualandris, sul cui possibile ruolo nel siluramento di Battiston le fonti consultate da L43 si pongono qualche domanda.

L'OMBRA DEL CONFLITTO D'INTERESSI SU GUALANDRIS

Ma chi è Gualandris? Il Fatto Quotidiano si è occupato di lui con un articolo pubblicato il 26 ottobre 2018, in cui si legge: «Gualandris è uno dei pezzi da novanta del Carroccio nella provincia di Varese [...] Romano Gualandris, il padre di Stefano, ha fondato a Gallarate la Technosprings Italia srl: l’azienda è certificata per il modello qualità En 9100 relativo ad aerospazio e difesa, è socia del Distretto Aerospaziale Lombardo e di Aiad, ed è presente nel distretto virtuale dell’Asi, cioè le società che partecipano ai bandi dell’Agenzia spaziale italiana». Gualandris «è anche Ceo della Tss Innovations Projekte GmbH, società svizzera di Roveredo, anch’essa operativa nel settore aerospaziale». Conflitto d'interessi? Gualandris sostiene di no, perché prima di diventare consigliere di Giorgetti ha «sospeso qualsiasi tipo di bando con gli enti statali, Asi e Miur compresi». E dice che non potrà «partecipare a nessun concorso pubblico in materia di aerospazio».

Stefano Gualandris.

IN POLE PER PRENDERE IL SUO POSTO CI SAREBBE IL GENERALE PASQUALE PREZIOSA

Solo il tempo ci dirà cosa riserva il futuro. Per ora di sicuro c'è che, oltre a essere marito di Maria Prodi, Battiston è laureato alla Scuola Normale di Pisa. Si è specializzato nel campo della fisica fondamentale e delle particelle elementari ed è uno dei maggiori esperti al mondo di raggi cosmici. Trovare un degno sostituto non sarà semplice. In pole, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, ci sarebbe il generale Pasquale Preziosa, ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica militare italiana. Fonti del Miur sottolineano che si tratterebbe di una nomina di «altissimo profilo», pensata nell'interesse dell'Asi e del suo futuro. Preziosa rappresenterebbe «una garanzia, è un uomo delle istituzioni ed è docente di diritto aerospaziale». La domanda, a questo punto, sorge spontanea: il M5s è d'accordo oppure no?

La verità di Fedeli sulla rimozione di Battiston dall'Asi

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