Decreto Sicurezza Voto Diretta
governo
6 Novembre Nov 2018 1044 06 novembre 2018

Il voto sul decreto sicurezza in diretta

Il governo ha chiesto la fiducia, che slitta al 7 novembre. Il Pd protesta: «Sei rinvii in sei giorni, vergogna». Giallo sul vertice serale tra Salvini e Di Maio. Conte media, ma resta il nodo della prescrizione.

  • ...

Il governo M5s-Lega ha chiesto il voto di fiducia al Senato sul decreto sicurezza, che nei giorni scorsi aveva spaccato la maggioranza. Il nuovo regolamento di Palazzo Madama prevede la sospensione della seduta, per tenere una conferenza dei capigruppo sull’ordine dei lavori. «Dopo mesi di lavoro arriva il voto finale al Senato sul decreto sicurezza e immigrazione, con il quale vorrei regalare a questo Paese un po' di regole e un po' di ordine», aveva commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Ma l’obiettivo di licenziare il provvedimento entro le 22 è svanito. La capigruppo stessa, infatti, ha deciso che la fiducia si voterà nella mattinata di mercoledì 7 novembre, mentre la discussione prosegue in Aula.

Nel corso della giornata il sottosegretario agli Interni Nicola Molteni per due volte ha dovuto chiedere una sospensione dei lavori. Pause necessarie per mettere a punto il maxi-emendamento che ha interamente sostituito il testo del decreto sicurezza e su cui è stata chiesta la fiducia. Lo slittamento del voto finale, tuttavia, nutre il forte sospetto che sul decreto si sia allungata l’ombra del disegno di legge anticorruzione e della relativa trattativa tra M5s e Lega sull’emendamento che modifica la disciplina della prescrizione.

GIALLO SUL VERTICE TRA SALVINI E DI MAIO

«Come spesso accade bisogna incontrarsi e discutere», ha spiegato sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, «quando torna Salvini dal Ghana e Di Maio dalla Cina può darsi che si incontreranno e che troveranno una soluzione». Secondo fonti governative della Lega, il vertice tra i due leader dovrebbe svolgersi nel pomeriggio del 7 novembre a Palazzo Chigi, alla presenza del premier Giuseppe Conte e dei ministri competenti. Ma secondo fonti di Palazzo Chigi la riunione si terrà già questa sera. Salvini, appena arrivato al Senato, ha smentito: «Ma quale vertice! Stasera vedo la Champions. Sento quotidianamente Conte e Di Maio, però non ho la necessità carnale di incontrarli ogni 24 ore. Esiste il telefono, certe cose si possono risolvere al telefono. Sono abituato a mantenere gli impegni presi. Nel contratto di governo c’è la riforma della giustizia e la riforma della prescrizione. L’unica cosa che non voglio è che ci siano processi eterni, per i colpevoli ma soprattutto per gli innocenti. Sono sicuro che, come abbiamo sempre fatto in questi mesi, insieme a Conte e Di Maio, troveremo la quadra, non litigheremo. Così gli amici dei tg e dei giornali avranno altro di cui scrivere».

IL M5S CHIEDE «LEALTÀ» ALLA LEGA SULLA PRESCRIZIONE

«I vertici ci sono sempre stati, fin dall'inizio. Non stiamo affatto litigando, siamo motivati dall'obiettivo preciso che ci accomuna, fare l'interesse degli italiani», gli ha fatto eco il premier Conte, ospite di Dimartedì su La7. Per poi aggiungere: «Noi stiamo lavorando all'accelerazione dei processi penali e stiamo depotenziando la prescrizione. Secondo la proposta del M5s, dopo il primo grado non scatterebbe più. Ovviamente su questa proposta ci riuniremo, è una proposta del M5s, non è stata ancora votata». Ma il punto della situazione più veritiero e meno diplomatico lo ha fatto Stefano Patuanelli, capogruppo M5s in Senato: «Sul decreto sicurezza abbiamo agito con serietà come su tutti gli altri provvedimenti portati avanti finora, rispettando gli impegni assunti con il contratto di governo. Ma nel contratto è stata inserita a chiare lettere anche la sospensione della prescrizione. La nostra lealtà sul decreto sicurezza non può prescindere da quella della Lega sul tema della prescrizione. Per il M5s pene più severe non hanno senso se non sono anche certe. Sono sicuro che la notte porterà consiglio».

IL PD POLEMIZZA SUI RINVII

Molte le polemiche dell'opposizione: «È da sei giorni che il decreto sicurezza è stato licenziato dalla commissione e abbiamo avuto sei rinvii. La maggioranza si deve vergognare», ha detto il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci. Nel frattempo anche alla Camera le commissioni Affari costituzionali e Giustizia, dove si è impantanato il ddl anticorruzione, hanno rinviato la loro riunione. Prima dalle 11 alle 12:30, e poi alle 20. Ma non si prevedono in giornata passi avanti significativi.

COSA PREVEDE IL DECRETO SICUREZZA

Al centro del decreto sicurezza (qui l'approfondimento) sta la modifica del diritto d'asilo, con l'abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, sostituito da permessi speciali temporanei. Allunga da 90 a 180 giorni la durata del trattenimento dei Centri per i rimpatri. Inoltre viene indebolito il sistema Sprar, ovvero l'accoglienza ai migranti diffusa sul territorio e per cui i Comuni ricevevano fondi dal governo. Potranno accedere al sistema Sprar esclusivamente i titolari di protezione internazionale e i minori non accompagnati, mentre i richiedenti asilo troveranno accoglienza nei Cara. Il decreto, inoltre, prevede la sperimentazione delle armi ad impulsi elettronici, i taser, da parte degli operatori di polizia municipale di Comuni con più di 100 mila abitanti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso