Ddl Prescrizione Davigo
Politica
Aggiornato il 08 novembre 2018 7 Novembre Nov 2018 2129 07 novembre 2018

Come procede la trattativa tra M5s e Lega sulla prescrizione

Vertice decisivo l'8 novembre a Palazzo Chigi. «O arriva l'accordo sulla prescrizione o salta il Contratto di governo», ha avvertito Di Maio.

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Cercasi intesa disperatamente. La maggioranza gialloverde, nonostante i proclami e le dichiarazioni (non sempre) distensive, non ha ancora trovato una quadra sulla riforma della prescrizione. «O arriva l'accordo sulla prescrizione o salta il Contratto di governo», ha avvertito il leader pentastellato Luigi Di Maio, giusto per sgomberare dubbi sulla posizione del M5s a ridosso del decisivo vertice in agenda giovedì 8 novembre, alle 8.30 del mattino, a Palazzo Chigi. Saranno presenti il premier Giusepe Conte, i due vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini, e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Contemporaneamente le commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera voteranno sull'allargamento alla prescrizione del perimetro del ddl anticorruzione. L'accelerazione è stata impressa dal presidente dell'assemblea di Montecitorio Roberto Fico. Il quale ha stabilito che le commissioni stesse possono decidere in autonomia sull'allargamento, senza bisogno di coinvolgere la Giunta per il regolamento (leggi anche: Quali sono i numeri della prescrizione in Italia).

INTANTO LA LEGA HA INCASSATO IL DECRETO SICUREZZA

Salvini arriverà al tavolo della trattativa con il decreto sicurezza già incassato al Senato, ma la Lega continua a opporsi allo stop della prescrizione dopo il primo grado di giudizio, l'innovazione-chiave contenuta nell'emendamento proposto dal M5s. In giornata i presidenti delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, i pentastellati Giuseppe Brescia e Giulia Sarti, avevano accettano la proposta di Pd e Forza Italia di chiedere un parere alla Giunta del regolamento sull'ampliamento del perimetro del ddl anticorruzione, con conseguente slittamento dei tempi. Ma Fico, in serata, ha ripassato la palla alle commissioni. E il Carroccio ha ribadito che sul merito dell'emendamento non c'è accordo. Tradotto: la trattativa parte da zero. Ma il M5s è intenzionato a non lasciare altro terreno all'alleato.

L'AFFONDO SU INSTAGRAM DI DI MAIO

Di Maio lo ha fatto capire chiaramente con un post su Instagram: «Questa mattina colazione dal ministro Bonafede per fare il punto sulle misure anticorruzione che presto saranno discusse in parlamento: carcere per i corrotti, daspo ai corrotti, stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio dei processi penali. Quest'ultima è una nostra battaglia fondamentale di giustizia». E sul punto, con una diretta Facebook dal Nicaragua, è intervenuto anche Alessandro Di Battista (leggi anche: Il botta e risposta tra Di Battista e Salvini sulla prescrizione).

SALVINI CHIEDE «TEMPI GIUSTI PER LA GIUSTIZIA»

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini gli ha risposto così, ai microfoni di RadioUno: «Io sono abituato a rispettare gli impegni presi. Nel contratto di governo c'è la riforma della giustizia e la riforma della prescrizione. L'unica cosa che non voglio è che ci siano processi eterni. La prescrizione va cambiata, ma io voglio una giustizia che abbia tempi certi. Sono sicuro che troveremo una quadra, non litigheremo e porteremo a casa anche la riforma della giustizia». Poi ha fatto trasparire ottimismo: «Sono certo che tra qualche ora si chiude un'intesa. Tra persone di buon senso troviamo un accordo. Tutti vogliono i corrotti in galera e tempi certi dei processi. È interesse di tutti. La soluzione si troverà, serve una riforma complessiva del processo penale».

IL PG DELLA CASSAZIONE: «L'EMENDAMENTO DA SOLO NON RISOLVE»

Il procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio commentando l'emendamento al disegno di legge anticorruzione ha detto che «il problema della prescrizione è l'ulteriore sintomo di come il processo penale in Italia non va. Non è solo con lo stop alla prescrizione che si risolve questa situazione».

DAVIGO: «TOGLIENDO LA PRESCRIZIONE I PROCESSI SI ACCORCIANO»

Sul tema è intervenuto anche il pm ex di Mani Pulite, Piercamillo Davigo: «Il sistema di prescrizione come in Italia c'è soltanto in Grecia. Bisogna farsi delle domande, prima di sostenere che vengono lesi i diritti dei cittadini». In una intervista a Il Fatto Quotidiano ha spiegato: «Quando in Italia hanno introdotto il nuovo codice di procedura penale ci hanno raccontato che avremmo avuto il processo all'americana. Ebbene: negli Stati Uniti la prescrizione si blocca con l'inizio del processo. Quasi tutti gli argomenti che sono usati in questi giorni non hanno alcun addentellato con la realtà. È l'Italia l'anomalia: abbiamo un sistema giudiziario in cui un imputato condannato in primo grado fa appello per avere ridotta la pena, ma sperando in realtà di non scontare alcuna pena, neppure ridotta, perché tanto arriverà la prescrizione».

Piercamillo Davigo.

Secondo Davigo «non è vero» che allungando i tempi di proscrizione si allungherà anche la durata dei processi: «Intervenendo sulla prescrizione i tempi si accorciano. I processi in Italia durano tanto perché ce ne sono troppi. E una causa è che ci sono troppi appelli e ricorsi in Cassazione, fatti in attesa che arrivi la prescrizione. Altra causa è che alcuni comportamenti che ridurrebbero la durata dei dibattimenti non sono attuati, perché per gli imputati e loro avvocati è più conveniente puntare sulla prescrizione del reato».

IL MINISTRO FRACCARO TIRA DRITTO SULLA RIFORMA

«Sono soddisfatto del voto al Senato sul decreto sicurezza, che dimostra la solidità della maggioranza. Di fronte alle intenzioni annunciate da alcuni senatori abbiamo scelto di porre la fiducia, la seconda dall'inizio della legislatura, affinché ciascuno si assuma fino in fondo la responsabilità della posizione che intende assumere rispetto al governo. La maggioranza è coesa, il nostro prossimo obiettivo è approvare quanto prima la riforma della prescrizione», ha detto invece il ministro per i Rapporti con il parlamento e la Democrazia diretta, Riccardo Fraccaro.

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