Gianni Vittorio Armani Dimissioni Anas
POLTRONE
7 Novembre Nov 2018 1957 07 novembre 2018

Si è dimesso l'amministratore delegato di Anas Gianni Armani

Il passo indietro su richiesta del ministro Toninelli, dopo la scelta del governo di annullare la fusione con Ferrovie. Lascia anche il presidente Cascetta e tutto il board.

  • ...

L'amministratore delegato dell'Anas, Gianni Vittorio Armani, ha rassegnato le sue dimissioni. Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha chiesto che tutti i componenti del cda del concessionario autostradale rimettessero il loro mandato, comunicando ad Armani l'intenzione del governo di non proseguire nel processo di fusione con Ferrovie dello Stato. Armani ha preso atto del cambio di rotta e ha quindi ritenuto opportuno lasciare l'incarico. Poco dopo le dimissioni dell'ad, è arrivato l'addio anche degli altri componenti del cda: con il presidente Ennio Cascetta, si sono dimessi Cristiana Alicata e i consiglieri in quota Fs Vera Fiorani e Antonella D'Andrea. La prossima settimana sono attese indicazioni sul nuovo board, che devono arrivare da Fs con la condivisione del ministero dei Trasporti e dell'Economia.

TONINELLI SU TWITTER: «IL VENTO STA CAMBIANDO»

Toninelli ha commentato le dimissioni di Armani su Twitter, con toni bruschi e piuttosto sbrigativi: «Il vento sta cambiando anche in Anas. Al passato lasciamo sprechi, stipendifici e manovre meramente finanziarie. Per il futuro lavoriamo a una nuova Anas con meno gente dietro la scrivania e più tecnici che progettano, costruiscono e mantengono sicure le nostre strade».

«Mi pare evidente che con un governo nuovo non si poteva andare avanti con cda scaduto e che derivava da governo precedente e che con uno stratagemma di fusione tra Anas e Fs aveva ottenuto avuto un prolungamento di tre anni di vita, è un percorso naturale», ha aggiunto il minsitro delle Infrastrutture intevenendo la mattina del 8 novembre a Radio Anch'io. Sulla separazione «sono assolutamente d'accordo, ma i tempi delle dimissioni di Armani mi hanno colto sicuramente di sorpresa», ha aggiunto il viceministro leghista Edoraro Rixi. La cosa mi ha sorpreso, non pensavo tempi così rapidi». «Sicuramente ogni governo cerca giustamente di fare uno spoil system per avere una discontinuità, ma con Anas abbiamo lavorato bene in questo periodo e non ho nulla da dire sull'a.d.», ha aggiunto Rixi negando un problema con Armani. «Mi auguro che» il successore «sia una persona altrettanto capace, in grado di traghettare l'azienda e farla diventare uno strumento sempre più efficiente», ha aggiunto, precisando che «di nomi probabili e improbabili ne girano vari». «Non ho fretta del nome ho più fretta nel fare un'operazione corretta che tenga i bilanci solidi di Fs e di Anas e di far partire una nuova stagione», ha confermato Toninelli.

UN PASSO INDIETRO ATTESO DA TEMPO

In un'audizione tenuta a settembre alla Camera, Toninelli aveva già manifestato la volontà dell'esecutivo M5s-Lega di non procedere con l'integrazione tra Ferrovie e Anas, ritenendola ingiustificata e priva di sinergie: «Fs ed Anas non staranno più insieme», aveva detto il ministro. Il passo indietro di Armani era dunque atteso, ma ancora non è chiaro se la scissione tra le due società potrà essere effettuata direttamente all'interno del gruppo ferroviario o se servirà un apposito decreto.

ARMANI AVEVA SOSTENUTO LA FUSIONE CON FERROVIE

A dicembre del 2017, dopo la fusione tra Ferrovie ed Anas realizzata durante il governo Gentiloni, Armani non aveva nascosto la propria soddisfazione: «L’integrazione con Fs rappresenta l’ultimo tassello del profondo processo di rinnovamento della società delle strade avviato due anni e mezzo fa, con la riorganizzazione della governance, il cambio del management, il rilancio della progettazione e dei bandi, la risoluzione del contenzioso, l’autonomia finanziaria, i piani di manutenzione della rete. Il nostro ingresso nel gruppo Fs ci consentirà di offrire agli italiani una maggiore capacità intermodale e servizi di trasporto integrati e di migliore qualità. Inoltre, con il supporto dell’azionista Fs, Anas potrà cogliere le importanti opportunità di crescita che le si profilano in Italia e all’estero, con una maggiore efficienza industriale e minori rigidità amministrative».

MA NEI PIANI DEL GOVERNO C'È L'INTEGRAZIONE TRA FS E ALITALIA

L'esecutivo gialloverde, però, nel futuro di Ferrovie vede l'acquisizione di Alitalia. Il 30 ottobre il cda del gruppo ferroviario ha dato il via libera per rilevare i rami d'azienda Alitalia-Sai e Alitalia Cityliner. L'offerta stabilisce che venga fatto un piano industriale nel corso di una confirmatory due diligence, condizione essenziale dell'operazione per individuare soggetti privati e istituzionali interessati. Contemporaneamente Fs si è riservata di costituire una società anche con la compartecipazione di un primario vettore aereo. Qualora non si configurasse questo disegno, tuttavia, l'offerta potrebbe decadere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso