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Politica
7 Novembre Nov 2018 1412 07 novembre 2018

Il M5s ha aperto un'istruttoria contro i dissidenti

Segnalata ai probiviri l'uscita dall'Aula di De Falco, Nugnes, Fattori, Mantero e La Mura: «Comportamento particolarmente grave». Il comandante replica: «Non ho fatto niente di male».

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Il Movimento 5 stelle non perdona i "dissidenti" che al Senato sono usciti dall'Aula al momento del voto di fiducia sul decreto sicurezza. Stefano Patuanelli, capogruppo dei pentastellati a Palazzo Madama, ha fatto sapere di aver segnalato il loro comportamento ai probiviri del M5s: «In qualità di capogruppo ho segnalato ai probiviri il comportamento tenuto in Aula dai senatori Gregorio De Falco, Paola Nugnes, Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura. I probiviri hanno avviato un'istruttoria nei loro confronti. Si tratta di un comportamento particolarmente grave, visto che si trattava di un voto di fiducia al governo» (leggi anche: Il decreto sicurezza è stato approvato in Senato).

GIARRUSSO E BOGO DELEDDA ERANO IN CONGEDO

Il gruppetto dei dissidenti si è quindi allargato. Ai quattro che si erano espressi anche in commissione contro il decreto sicurezza - cioè De Falco, Nugnes, Fattori e Mantero - si è aggiunta anche La Mura. In più, al momento del voto di fiducia, risultavano in congedo Mario Michele Giarrusso e Vittoria Bogo Deledda, per motivi di salute. Quindi, ai 167 senatori che compongono il totale dei gruppi della Lega (58) e del M5s (109), sono mancate sette persone e si è arrivati a quota 160. Il provvedimento, tuttavia, è passato con 163 sì, 59 no e 19 astenuti. A favore hanno votato anche il fuoriuscito dal M5s e ora nel gruppo Misto Maurizio Buccarella e i due senatori del Maie, Adriano Cario e Riccardo Antonio Merlo. Si è invece astenuto l'altro ex grillino, Carlo Martelli.

DE FALCO: «NON HO FATTO NIENTE DI MALE»

Nonostante l'apertura dell'istruttoria, De Falco tiene duro: «Non ho fatto niente di male, per cosa dovrei essere condannato? Dovrei temere qualcosa se avessi fatto qualcosa di male. Per me permane il rapporto fiduciario del 6 giugno, però il decreto non va bene, non è in grado dare sicurezza al Paese».

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