Legnini, chi si candida non più giudice
Politica
7 Novembre Nov 2018 2129 07 novembre 2018

Legnini candidato in Abruzzo, niente Antitrust

L'ex vicepresidente del Csm è stato scelto dal Pd per correre alle Regionali, con scarse possibilità di vincere. Si era proposto per l'Authority, mandando anche segnali di fumo verso i Cinque Stelle.

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Fosse stato per lui, avrebbe puntato tutte le sue chance per conquistare la guida dell'Antitrust (qui la recente decisione sulla Siae). Anche lanciando segnali di fumo verso i grillini. Ma Giovanni Legnini, ex vicepresidente del Csm, si dovrà "accontentare" di correre sotto le insegne del Pd per la presidenza della regione Abruzzo. La prossima settimana il suo partito annuncerà il suo nome in una corsa che è a dir poco in salita.

LA CORSA ALL'ANTITRUST ERA GIÀ INIZIATA

Legnini ha inviato il suo curriculum ai presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Casellati, che lo scorso settembre hanno aperto la manifestazione di interesse pubblico per autocandidarsi alla successione di Giovanni Pitruzzella. E l'avvocato abruzzese ha sempre pensato di essere in lizza. Vuoi per i ruoli ricoperti negli anni - onorevole, senatore, sottosegretario all'Economia e soprattutto vicepresidente del Consiglio della magistratura - vuoi perché convinto di poter essere l'arma segreta del Quirinale, che su questa nomina ha un peso fondamentale, per evitare la conquista di tutte le principali poltrone da parte del fronte gialloverde. Come ha scritto il Fatto quotidiano, avrebbe anche mandato messaggi di fumo verso i Cinquestelle, forte di suoi rapporti personali con alcuni eletti in Abruzzo: a loro avrebbe fatto intendere che avallare la sua candidatura per l'autorità di controllo della Borsa e dei Mercato, avrebbe tolto dalla corsa per Palazzo Silone il loro più pericolo avversario per conquistare la Regione.

IL PD HA DECISO: IN ABRUZZO TOCCA A LEGNINI

Le cose sarebbero andate diversamente da quanto sperato da Legnini. Il quale avrebbe avuto non poche pressioni dal Pd abruzzese per scendere in campo, dopo la crisi legata alle dimissioni dell'ex governatore Luciano D'Alfonso. L'interessato non sembra entusiasta. Non a caso in una lettera inviata al Messaggero, l'ex vicepresidente del Pd si è detto non interessato «a una candidatura di partito», dando la sua disponibilità soltanto se «entreranno in campo forze ed energie nuove». Ma il partito, più prosaico, ha già deciso che nolente o volente, Legnini deve candidarsi.

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