Polizia Obbligo Informare Superiori Incostituzionale
Politica
7 Novembre Nov 2018 1521 07 novembre 2018

Polizia, cade l’obbligo di informare i superiori

Per la Consulta norma incostituzionale perché lede le attribuzioni del pm. L’informativa di reato scalava la gerarchia fino ai ministeri, permettendo al governo di conoscere in anteprima le indagini.

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Stop alla legge che permetteva ai politici di conoscere in anticipo le indagini. La norma è infatti stata dichiarata incostituzionale della Consulta poiché lede le attribuzioni costituzionali del pubblico ministero. La Corte ha infatti accolto il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato proposto dal procuratore di Bari nei confronti del Governo. La legge era stata varata nell’agosto del 2016 quando a Palazzo Chigi sedeva Matteo Renzi. A luglio, invece, si erano registrate le prime fughe di notizie all’interno dell’inchiesta Consip.

«TRASMISSIONE PER VIA GERARCHICA LEDE PREROGATIVE DEL PM»

Al centro del ricorso c’è l’articolo 18, comma 5, del decreto legislativo n. 177 del 2016. La disposizione prevede che, a fini di coordinamento informativo, «i vertici delle forze di polizia adottino istruzioni affinché i responsabili di ciascun presidio di polizia interessato trasmettano alla propria scala gerarchica le notizie relative all’inoltro delle informative di reato all’autorità giudiziaria, indipendentemente dagli obblighi prescritti dalle norme del codice di procedura penale». La Corte, pur riconoscendo che le esigenze di coordinamento informativo poste a fondamento della disposizione impugnata sono meritevoli di tutela, ha ritenuto lesiva delle attribuzioni costituzionali del pubblico ministero, garantite dall’articolo 109 della Costituzione, la specifica disciplina della trasmissione per via gerarchica delle informative di reato.

IDAGINI TOP SECRET AL GOVERNO IN ANTEPRIMA

L’informativa di reato è il primo atto scritto in cui uno o più membri delle forze dell’ordine riassumono i risultati di un’inchiesta, in quel momento coperta da segreto, per trasmetterli alla magistratura, alla Procura di competenza. Il “coordinamento” di cui parla i testo, necessario per evitare doppioni e sovrapposizioni, in precedenza spettava proprio ai magistrati inquirenti. Con la norma, invece, l’informativa deve scalare le scale gerarchiche di Polizia, carabinieri, Guardia di finanza. E chi sta all’ultimo gradino di quelle gerarchie? I rispettivi ministeri di competenza: Interno, Difesa ed Economia. Così, per esempio, un’inchiesta per corruzione o per mafia, o qualunque indagine che possa mettere in imbarazzo un ministro, un parlamentare, un amministratore locale, potrà arrivare sul tavolo della politica prima che sia resa nota all’interessato, e al pubblico, con un provvedimento della magistratura, che potrebbe arrivare anche parecchi mesi dopo.

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