Sintomi Stress Giornata Mondiale Consapevolezza
Politica
7 Novembre Nov 2018 1729 07 novembre 2018

La Giornata mondiale dello stress e le ansie che ci crea il governo

Agitazione da spread. Pressione sulle banche. Angosce per la (presunta) invasione di migranti. Disturbi sulle prestazioni sessuali. E ossessione per le figuracce. Tutti i tormenti provocati dai gialloverdi.

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In Italia nove persone su 10 soffrono di stress. E forse la decima è Sergio Mattarella, a giudicare dalla serafica saldezza con cui ha gestito la ricerca di una maggioranza dopo l'incerto voto del 4 marzo 2018 e poi le intemperanze del bizzoso governo giallo-verde. Al di là della (solo apparente?) imperturbabilità del presidente della Repubblica, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) questo è il male del secolo e il 7 novembre è stata istituita la Giornata per la consapevolezza dello stress. I sintomi? Spossatezza, depressione, mal di testa, attacchi di panico, ansia, insonnia, variazioni di peso, caduta dei capelli, tic. Praticamente chiunque presenta (almeno) uno di questi problemi. Per la precisione, secondo uno studio di Assosalute, l'85% degli italiani ha riscontrato uno dei guai da stress nell'ultimo semestre. Cioè praticamente da quando ha giurato l'esecutivo Conte. Un caso? Del resto non siamo mica tutti come Mattarella. Ecco allora tutte le fonti di stress che l'alleanza Lega-Movimento 5 stelle sta riversando sul popolo italiano.

1. STRESS DA SPREAD

A quanto ammonta lo spread oggi? È tornata a essere la prima domanda-tormentone del mattino, assieme a una controllatina dei listini principali a Piazza Affari, ché non si sa mai cosa possa succedere ai risparmi. La manovra del duo Matteo Salvini-Luigi Di Maio ha agitato i mercati azionari che hanno ripreso a mettere sotto pressione l'Italia. E con lei tutti noi.

2. STRESS (TEST) PER LE BANCHE

Tra gli effetti collaterali delle fibrillazioni finanziarie c'è anche la crisi bancaria di tipo sistemico che potrebbe essere provocata da un innalzamento eccessivo del differenziale Btp-Bund. Il presidente della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi ci ha messo in guardia, mentre c'è da dire che a inizio novembre i quattro maggiori istituti di credito italiani hanno superato gli esami europei degli stress test. Insomma reggono l’urto meglio di tanti di noi.

3. STRESS DA INVASIONE

Un tweet al giorno leva la serenità di torno. A colpi di post sui social che sottolineano le malefatte degli immigrati in Italia il ministro dell'Interno ha alimentato l'ansia da convivenza forzata con "l’uomo nero" che ci invade. Peccato che i numeri certifichino il contrario: gli stranieri nel nostro Paese sono 5 milioni, un dato stabile dal 2013. Si tratta di circa l'8% della popolazione. Anche parlando di sbarchi, è stato il Viminale a confermare che l'emergenza è finita: nei primi sei mesi dell'anno sono arrivate via mare 14.441 persone. Un calo del 77% rispetto al 2017 (64.033). Che dire poi dell'allarme lanciato da Salvini sulla tubercolosi tornata a diffondersi per colpa di mancanza di regole e controlli sui flussi migratori? I report del ministero della Salute smentiscono tutto.

4. STRESS DA PRESTAZIONE

Nemmeno tra le lenzuola si può stare tranquilli. Perché le prestazioni sessuali degli italiani grazie alla legge di bilancio si sono appesantite di un ulteriore fardello: quello di avere l'ossessione di procreare per diventare proprietari di un podere. Tra le misure «per favorire la crescita demografica» contenute nella bozza della manovra c'è infatti quella che prevede terreni affidati in concessione gratuita per 20 anni alle famiglie cui nasca il terzo figlio nel 2019, 2020 o 2021. Con tanto di concessione di mutui fino a 200 mila euro a tasso zero alle famiglie che acquistino nelle vicinanze dei terreni la prima casa. Non ci si può più nemmeno riprodurre per il semplice gusto di farlo.

5. STRESS DA FIGURACCIA

Il premier Giuseppe Conte che tace sulle midterm Usa per «non influenzare il voto degli americani». Il suo vice Luigi Di Maio che chiama ripetutamente «Ping» il presidente cinese Xi Jinping. L'altro vice Matteo Salvini che si spara selfie tutto sorridente mentre l'Italia è in ginocchio per l'emergenza maltempo. Giusto per citare gli scivoloni più recenti dei nostri tre principali rappresentanti. Comportamenti che ci scatenano preoccupazioni da figuraccia sempre dietro l'angolo e sindrome da "Not in my name" per provare a giustificarci agli occhi del mondo e prendere le distanze dalle gaffe in sequenza. Del resto secondo Marina Osnaghi, prima Master Certified Coach in Italia, «una delle ragioni più grandi di stress è l'errore». Sorge quindi una domanda: dove abbiamo sbagliato per meritarci tutto questo?

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