Ddl Pillon Maio
Politica
8 Novembre Nov 2018 2101 08 novembre 2018

Il ddl Pillon è stato bocciato da Di Maio

Si apre un nuovo fronte all'interno della maggioranza. Il vicepremier Cinque stelle stronca l'affido condiviso: «Così non va, lo modificheremo». Conto alla rovescia verso le manifestazioni del 10 ottobre.

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Una proposta contrastata da più parti, il prossimo 10 dicembre in quasi 60 piazze italiane, ma anche all'interno delle stesse istituzioni, contro il disegno di legge del senatore leghista Simone Pillon sull'affido condiviso. Testo che prevede l'affidamento condiviso dei figli nelle coppie separate e l'azzeramento dell'assegno di mantenimento. «Così non va», ha detto in un'intervista a Elle il vicepremier e leader del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio, spiegando che «questa legge non è nei programmi di approvazione dei prossimi mesi».

LA CAUTELA DEL MINISTERO DELLA FAMIGLIA

Da fonti del ministero della Famiglia emerge che si tratta «di una iniziativa parlamentare del senatore Pillon: seguirà il suo iter parlamentare e non è stata sottoposta al giudizio preventivo del ministro Fontana. Come tutte le proposte legislative avrà la possibilità di essere migliorata e modificata». Poco meno di un mese fa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità e alle Politiche giovanili Vincenzo Spadafora aveva pubblicamente dichiarato: «Non possiamo accettare la proposta del senatore Pillon così come è stata formulata».

PRONTE MANIFESTAZIONI IN QUASI 60 CITTÀ

L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza Filomena Albano, che da tempo ha chiesto di essere ascoltata dalla commissione Giustizia del Senato, che ha all'esame il disegno di legge Pillon, ha spiegato che «il testo presenta criticità, in particolare la divisione paritetica dei tempi di permanenza del figlio presso ciascun genitore». E mentre l'iter parlamentare della proposta di legge si preannuncia «molto lungo», sabato saranno quasi 60 le piazze che ospiteranno manifestazioni, sit in, cortei, incontri pubblici e presidi per chiedere il ritiro del disegno di legge su separazione e affido e degli altri tre disegni di legge sulla stessa materia attualmente in discussione al Senato, che «rischiano di trasformare la separazione e l'affido in un campo di battaglia permanente».

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