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Politica
8 Novembre Nov 2018 2018 08 novembre 2018

La Lega vuole estendere la pace fiscale a Imu e Tasi

Un emendamento presentato dal Carroccio, se approvato, darebbe ai Comuni la possibilità di escludere le sanzioni per le entrate non riscosse tra il 2000 e il 2017.

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Un emendamento della Lega al decreto fiscale, se approvato, estenderebbe la sanatoria prevista dalla pace fiscale anche alle entrate comunali, dall'Imu alla Tasi fino alle imposte dovute per le insegne pubblicitarie dei negozi. La proposta di modifica abbraccia un arco di tempo molto ampio, perché fa riferimento alle entrate tributarie «non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale notificati negli anni dal 2000 al 2017» tanto dai Comuni, quanto dai concessionari della riscossione. Per queste tasse non pagate gli stessi enti locali «possono stabilire, entro il termine fissato per la deliberazione del bilancio annuale di previsione, l'esclusione delle sanzioni».

Quando fare i versamenti per aderire alla pace fiscale

Per fare la pace fiscale il tempo stringe. La prima data utile per aderire alla sanatoria è infatti quella di martedì 13 novembre, termine entro cui occorre versare l'importo, privo di sanzioni e interessi, per l'accertamento con adesione sottoscritto ma non perfezionato al 24 ottobre 2018.

PRESENTATI FINORA 578 EMENDAMENTI

Il decreto fiscale deve essere convertito in legge e in questo momento si trova all'esame della commissione Finanze del Senato, prima tappa dell'iter parlamentare. Finora sono stati presentati 578 emendamenti, al voto a partire dalla metà della prossima settimana, senza contare quelli del relatore e del governo che arriveranno, come di consueto, in un secondo momento. Tra le proposte di modifica che probabilmente verranno accolte ci sono l'allargamento della definizione agevolata anche agli avvisi bonari e il saldo e stralcio per le cartelle anche superiori a mille euro, se i contribuenti dimostrano di essere in difficoltà dal punto di vista economico e dunque di non poter pagare. Ma quest'ultima misura non è stata ancora messa a punto, dunque bisognerà attendere gli emendamenti del governo o del relatore.

PATENTE SOSPESA PER CHI EVADE L'RC AUTO

Altri emendamenti significativi puntano a introdurre una tassa ad hoc sui money transfer e la sospensione della patente per chi evade più di una volta l'Rc auto. Quelli della maggioranza sono in tutto un centinaio, ma tra Lega e M5s non c'è ancora un accordo che li contempli tutti. Entrambi i partiti sono a favore di un ampliamento della rottamazione, che come detto sopra dovrebbe comprendere anche avvisi bonari, errori formai e omessi versamenti. Quanto agli automobilisti, quelli che verranno 'beccati' più di una volta a viaggiare senza assicurazione dovranno pagare una multa doppia rispetto all'attuale (compresa tra 848 e 3.393 euro) e in caso di reiterazione viene proposta anche"la sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo del veicolo per 45 giorni e la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente per 60 giorni.

PRELIEVO DELL'1,5% SUI TRASFERIMENTI DI DENARO IN PAESI EXTRA UE

La Lega vuole inoltre introdurre una nuova tassa sui money transfer, che vada a rimpinguare il Fondo per le infrastrutture del Mef, da applicare su tutti i trasferimenti in denaro in Paesi extra Ue. Si ipotizza un prelievo dell'1,5% su tutte le operazioni sopra i 10 euro. Si guarda anche alle zone colpite dal maltempo, dove le concessioni potrebbero essere automaticamente prorogate fino al 2045, e al mondo del no profit, con l'introduzione di una nuova lotteria filantropica.

SPUNTA UNA NUOVA "MANINA" SUL FONDO PER LE VITTIME DELLE BANCHE

C'è poi il tema del Fondo per i risparmiatori vittime delle banche, che l'8 novembre hanno incontrato il governo e hanno denunciato una nuova "manina" che avrebbe introdotto uno scudo per gli istituti di credito e le autorità di vigilanza. La norma incriminata impone infatti la rinuncia a qualsiasi altro tipo di causa civile o penale nei confronti di Consob, Banca d'Italia o degli amministratori delle banche agli azionisti che accettino un rimborso del 30%. L'esecutivo si sarebbe impegnato a cancellare questa previsione con un intervento ad hoc.

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