La Prescrizione Slitta Al 2020, Protestano Pd E Forza Italia
Politica
8 Novembre Nov 2018 1011 08 novembre 2018

Come è andato il vertice a Palazzo Chigi sulla prescrizione

Vertice a Palazzo Chigi con Conte, Salvini e Di Maio trovano l'intesa. Il leader leghista: «Si farà, ma solo con tempi certi». La riforma nel ddl Anticorruzione che slitta di un anno. Furiose le opposizioni. Sciopero dei penalisti.

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Dopo aver incassato la fiducia sul dl sicurezza, la tenuta del governo gialloverde ha superato la prova del nodo sulla prescrizione. Dopo i proclami e le dichiarazioni (non sempre) distensive (con Di Maio che alla vigilia del vertice aveva avvertito: «O arriva l'accordo o salta il Contratto di governo») l'intesa riforma è arrivata nel vertice di Palazzo Chigi dell'8 novembre.

LA RIFORMA NEL DDL ANTICORRUZIONE

Dopo giorni ad alta tensione si sono confrontati per meno di un'ora il premier Conte, i due vicepremier Di Maio e Salvini e il ministro della Giustizia Bonafede, titolare del ddl anticorruzione in cui il M5s ha inserito, con un emendamento, il blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia in caso di condanna che di assoluzione. A fine vertice la fumata bianca: «Abbiamo trovato la quadra» ha dichiarato per primo il capogruppo leghista al Senato Riccardo Molinari. «Riforma prescrizione, accordo trovato ma solo con tempi certi», ha aggiunto Matteo Salvini. E il ministro della giustizia Bonafede: «Ci sarà la riforma della prescrizione», nel ddl anticorruzione, «che prevede l'interruzione dopo la sentenza di primo grado ed entrerà in vigore il prossimo anno con tutta la riforma del processo penale». (Leggi anche: Quali sono i numeri della prescrizione in Italia).

SALVINI: «UNA MEDIAZIONE POSITIVA»

«La mediazione è stata positiva, l' accordo è stato trovato in mezz'ora. Voglio tempi brevi per i processi. In galera i colpevoli, libertà per gli innocenti. La norma sulla prescrizione sarà nel ddl ma entra in vigore da gennaio del 2020 quando sarà approvata la riforma del processo penale. La legge delega, che scadrà a dicembre del 2019, sarà all'esame del Senato la prossima settimana», ha confermato il ministro dell'Interno Salvini al termine del vertice.

LO SCIOPERO DEI PENALISTI

Contro le «sciagurate iniziative» dell'attuale maggioranza di governo sulla giustizia penale, a cominciare dalla riforma della prescrizione, l'Unione delle Camere penali ha proclamato quattro giorni di sciopero, da martedì 20 a venerdì 23 novembre. L'annuncio è contenuto in una nota in cui si parla di «controriforma autoritaria della giustizia penale».

FRACCARO: «NORMA IN VIGORE ANCHE SE CADE IL GOVERNO»

Riccardo Fraccaro, ministro dei Rapporti con il parlamento, ha detto che «anche se dovesse cadere il governo la prescrizione entrerà in vigore comunque dal primo gennaio 2020». «La riforma della prescrizione», ha detto ancora Fraccaro, «è un punto qualificante del nostro programma, come M5s ci siamo sempre battuti contro l'impunità per garantire giustizia e certezza del diritto. L'intesa raggiunta dimostra la coesione della maggioranza e la nostra volontà di attuare il cambiamento fino in fondo». «È finita l'epoca delle istituzioni piegate agli interessi di pochi e delle norme ad personam, non ci saranno più casi di politici che usano le norme per farla franca. Basta impuniti», ha concluso il ministro.

La protesta di Forza Italia che occupa i banchi del governo.

DAVIGO: GLI EFFETTI QUANDO SARÒ MORTO

Ironico il commento di Piercamillo Davigo, che ha ricordato: «La prescrizione è una norma di diritto sostanziale, quindi si applica ai reati commessi dopo l'entrata in vigore della norma. Per questo se ne vedranno gli effetti solo tra molti anni. Vedremo gli effetti quando sarò morto, funzionerà da qui all'eternità».

BONAFEDE: «RIFORMA DEI PROCESSO ENTRO DICEMBRE 2019»

Il Guardasigilli Alfonso Bonafede a proposito della tempistica sull'approvazione della riforma al processo penale ha spiegato che «la riforma del processo penale sarà approvata entro dicembre 2019, prima dell'entrata in vigore della riforma sulla prescrizione. Abbiamo concordato sul fatto che la prescrizione, per funzionare, deve entrare in un processo breve e con le nuove risorse nella giustizia, stanziate con la manovra, già a regime».

RISSA SFIORATA IN COMMISSIONE

Rissa sfiorata nella Commissione Affari costituzionali e Giustizia della Camera dopo che è stato votato l'allargamento del perimetro del ddl anticorruzione alla prescrizione. L'intervento di un congruo numero di commessi ha evitato il contatto fisico tra alcuni esponenti delle opposizioni e quelli della maggioranza. Le opposizioni contestano che sia valido il voto delle Commissioni affari costituzionali e Giustizia. «Non è stata indetta la votazione», ha detto Gennaro Migliore del Pd, «né chiarito l'oggetto della deliberazione». Analoghi i rilievi di Forza Italia con Enrico Costa e Francesco Paolo Sisto, di Fdi con Gianni Donzelli, Ciro Maschio e Carolina Varchi.

FORZA ITALIA OCCUPA I BANCHI DEL GOVERNO

I deputati di Forza Italia hanno invece occupato i banchi del governo nell'Aula della Camera urlando «Vergogna, vergogna!» e facendo sospendere la seduta. Prima dell'occupazione Giusi Bartolozzi di Fi ha detto che «la votazione in commissione sull'anticorruzione è nulla: è stato impedito ai segretari delle commissioni di fare la conta dei voti». A quel punto, con i suoi colleghi ha raggiunto i banchi del governo. In apertura dei lavori della seduta c'è stata una durissima polemica su quanto è avvenuto in commissione e sulla votazione contestata dai segretari delle due commissioni di merito, Marco Di Maio del Pd e Giusi Bartolozzi. La presidente della commissione Giustizia Giulia Sarti è intervenuta scatenando le ire dell'opposizione. «Questo blocco della prescrizione era un nostro obiettivo», ha chiosato Luigi Di Maio. «C'è Forza Italia che sta occupando i banchi del governo alla Camera perchè abbiamo detto basta al fenomeno della prescrizione che salva i furbetti: ma se ne facciano una ragione».

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