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Verso le elezioni europee
Weber Salvini
Politica
8 Novembre Nov 2018 2018 08 novembre 2018

Con Weber il Ppe strizza l'occhio ai sovranisti

I popolari scelgono come candidato alla guida della Commissione il deputato tedesco. Che prima bacchetta i populisti, Salvini incluso. Poi li invita al dialogo. Nel nome della realpolitik.

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Il Ppe ha scelto Manfred Weber: sarà lui, come da pronostico, il candidato popolare alla guida della prossima Commissione Ue, dopo le elezioni di maggio 2019. Un Weber che ha lanciato un monito alle forze euroscettiche ma allo stesso tempo ha lasciato aperta la porta al dialogo, nel nome di una realpolitik che impone di non sottovalutare la crescente onda sovranista su Bruxelles. Il 50enne deputato bavarese della Csu è stato eletto candidato per il dopo Jean Claude Juncker al congresso dei Popolari ad Helsinki, che lo hanno preferito con quasi l'80% al finlandese Alex Stubb, esponente di un'ala liberale che assicurava «mai con Salvini o il premier polacco Kaczynski». Weber ha promesso un'Europa che metta al centro i valori di libertà, democrazia e difesa dello stato di diritto, citando come contraltare il vicepremier italiano, Marine Le Pen e i populisti polacchi. Poi, però, ha richiamato alla necessità di ascoltarsi tra i vari leader europei, «perché siamo tutti sulla stessa barca e ogni decisione a livello nazionale ha un impatto su tutti gli altri».

Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel si è schierata in difesa della coesione europea, sottolineando che «il nazionalismo porta alla guerra» e che sui valori non si negozia. L'endorsement della cancelliera, tuttavia, non faciliterà il lavoro di Weber. E, il giorno dopo le elezioni di maggio, il candidato del Ppe sarà probabilmente chiamato a esplorare scenari alternativi ad un'alleanza con la sinistra per continuare a guidare le istituzioni europee. Non a caso, tra i sostenitori di Weber per la guida della Commissione c'è anche il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. O il premier ungherese Viktor Orban, che pochi mesi fa l'Ue ha sanzionato per violazioni dello stato di diritto. Lo stesso Weber, pur adeguandosi alla scelta delle sanzioni, non ha mai isolato il leader magiaro. A Helsinki comunque Weber ha tracciato alcune direttrici del suo programma, strizzando l'occhio anche a un elettorato più oltranzista: «Dobbiamo lottare con tutti nostri mezzi contro il terrorismo non lasciando spazio agli egoismi nazionali», ha esordito, proponendo una ricetta che metta al primo posto il lavoro, la sicurezza e lo stop all'immigrazione illegale, tra gli applausi della platea.

Perché l'"alleato" Kurz è diventato il fustigatore dell'Italia

Mondo Nel giorno del processo europeo a una manovra "senza precedenti", inedito è stato anche il volto dell'accusatore politico più sferzante. Nel corso del Consiglio Ue di giovedì 18 ottobre, l'Italia abituata alle indigeste lezioni di Germania e Francia s'è vista richiamare all'ordine con maggior veemenza dal cancelliere austriaco - e sodale populista - Sebastian Kurz.

TAJANI NON CHIUDE ALLA RICANDIDATURA

L'Europa deve diventare di «tutti i cittadini, per proteggerli e fare in modo che si sentano a casa», soprattutto «ascoltando la gente e sentendo le loro preoccupazioni», ha aggiunto, invocando poi un'Europa dialogante ma che difenda «il suo retaggio cristiano». L'importanza del retaggio cristiano è stata sottolineata anche dal presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, anche lui applaudito al congresso. E che poi, conversando con la stampa, ha annunciato di volersi ricandidare, «se ci saranno le condizioni» e «se ci sarà un buon risultato elettorale per il Partito popolare». Con l'incoronazione di Weber il cantiere dei Popolari è in pieno fermento. L'unica certezza, al momento, è che ha prevalso la linea del pragmatismo, rispetto all'anti-populismo senza se e senza ma.

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