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Politica
9 Novembre Nov 2018 2111 09 novembre 2018

L'accordo al ribasso tra Malagò e Giorgetti sulla Sport e salute Spa

Coni e governo discutono della nuova società che diventerà cassaforte del comitato olimpico italiano. Mansioni, fondi, cda, organizzazione degli eventi sportivi: i punti del compromesso.

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Negli ambienti del Coni sottolineano che «si andrà verso un'intesa, un compromesso, ma non parliamo di accordo, perché nella guerra con il governo dovremmo lasciare un pezzo della nostra autonomia». Anche se con molta insoddisfazione da una parte, quella del Comitato olimpico, si va verso una schiarita nella contesa tra Giancarlo Giorgetti, il potentissimo sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio che ha anche la delega sullo sport, e Giovanni Malagò, il presidente del Coni.

IN GIOCO LA GESTIONE DEI FONDI PER LO SPORT: 370 MILIONI NEL 2019

Come si sa, l'esecutivo ha introdotto nell'ultima manovra la creazione di una nuova società sotto l'egida del ministero dell'Economia di Palazzo Chigi (cioè di Giorgetti), la "Sport e salute Spa", che sostituirà in tutto e per tutto la Coni Servizi, la cassaforte del comitato olimpico italiano, prendendosi poteri illimitati: gestire sia gli impianti sia i fondi per lo sport italiano (370 milioni di euro nel 2019) e soprattutto decidere lo stanziamento alle singole federazioni sportive. Se non bastasse, saranno via XX settembre e Palazzo Chigi a nominare i componenti del consiglio di amministrazione di questa Spa, dove non potranno entrare membri o ex membri della giunta Coni.

IRRITAZIONE IN UN MONDO DA SEMPRE AUTONOMO DALLA POLITICA

Questo il progetto del governo, che ha lasciato all'ente del Foro Italico soltanto l'organizzazione delle grandi manifestazioni (come le candidature ai Giochi olimpici) e 40 milioni per la sua gestione. Ma gli spazi di trattativa, per quanto limitati, ci sono e nel corso dell'esame della Camera dovrebbero essere presentati emendamenti alla manovra che cambieranno questo impianto. Anche se, come detto, il Coni dovrà fare accettare condizioni impensabili per un mondo che nonostante tutto è sempre stato autonomo dalla politica.

Il presidente del Coni Giovanni Malagò.

VERTICE PER METTERE LE BASI ALL'INTESA LUNEDÌ

Lunedì 12 novembre 2018 Giorgetti e Malagò hanno appuntamento per un vertice che deve mettere le basi per l'intesa. A quanto si sa, il governo è pronto ad alzare la dotazione destinata al Coni per l'organizzazione delle manifestazioni sportive, ma non farà un passo indietro sulla costituzione di "Sport e Salute", accettando però che il Coni possa nominare alcuni membri del Cda, facendo cadere le incompatibilità inserite in manovra.

IL NODO DEI RAPPORTI CON LE FEDERAZIONI

Circa le mansioni della futura Spa, l'esecutivo vuole che sia questa società per lo sport a mantenere i rapporti con le federazioni: sia per erogare direttamente i fondi sia per studiare assieme progetti nello sport con finalità sociali, lasciando però al Coni la facoltà di decidere come distribuire i fondi ai singoli enti. Un perimetro troppo ampio per gli uomini del Foro Italico, che chiedono di continuare a stanziare le risorse alle federazioni.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti.

CINQUE STELLE CON PROGETTI BELLICOSI

I tempi per trattare non sono ampissimi, anche perché Malagò ha già convocato la giunta del Coni per il 15 novembre. Ma tutte le parti in causa sono convinte che si possa raggiungere un compromesso. L'ha promesso allo stesso Giorgetti quando il 7 novembre, a margine della visita a Palazzo Chigi del presidente del Cio, Joseph Bach, ha parlato in camera caritatis per una decina di minuti e senza altri interlocutori presenti. Il sottosegretario - pur non amando Malagò - ha spiegato che il governo non ha alcuna intenzione di scippargli lo sport italiano. Detto questo il comitato olimpico deve cedere un po' della sua autonomia alla politica Palazzo Chigi, anche perché gli alleati dei cinque stelle - in testa il sottosegretario Simone Valente - hanno progetti molto più bellicosi dei suoi.

MALAGÒ VISTO COME IL NEMICO DELLA GIUNTA RAGGI

Nell'immaginario grillino Malagò resta l'uomo che a Roma voleva fare le Olimpiadi per la gioia dei palazzinari locali, grande nemico della Giunta Raggi che i Giochi non li ha voluti. Senza contare che proprio i pentastellati hanno imposto ai leghisti di inserire nel contratto di governo quello che poi è stato scritto in manovra: cioè che «risulta altrettanto importante che il governo assuma con maggiore attenzione il ruolo di controllore delle modalità di assegnazione e di spesa delle risorse destinate al Coni».

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