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Politica
10 Novembre Nov 2018 1919 10 novembre 2018

Sala e Di Maio litigano sui negozi chiusi la domenica

Il sindaco di Milano: «Lo facessero ad Avellino, non rompano le palle qui». Il vicepremier replica: «È un fighetto del Pd». Nella polemica "territoriale" intervengono anche Salvini e Mastella.

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Il sindaco di Milano Beppe Sala e il vicepremier Luigi Di Maio litigano sui negozi chiusi la domenica, pallino politico del M5s. E lo scontro assume i toni di una polemica "territoriale" stereotipata: la capitale economica d'Italia contro il Sud provinciale. Sala, dal palco di un convegno in Bicocca, ha usato un linguaggio molto duro: «Negozi chiusi la domenica? Lo facessero ad Avellino (paese di nascita del vicepremier, ndr), qui a Milano non ci rompano le palle». La risposta del leader del M5s non si è fatta attendere: «Chi lavora ha il diritto a non essere più sfruttato. Questo rompe le palle a un sindaco fighetto del Pd? E chi se ne frega!».

Di Maio a settembre ha promesso che «entro l'anno approveremo la legge che impone lo stop nei fine settimana e nei festivi ai centri commerciali. L'orario che non sarà più liberalizzato, come fatto dal governo Monti. Quella liberalizzazione sta infatti distruggendo le famiglie italiane. Bisogna ricominciare a disciplinare orari di apertura e chiusura». Sala, il 10 novembre, è uscito allo scoperto così: «La trovo una follia. A Milano è contro il senso comune. Pensassero alle grandi questioni politiche, non a rompere le palle a noi che abbiamo un modello che funziona e 9 milioni di turisti». La risposta di Di Maio è arrivata via social: «Per il sindaco di Milano Sala i diritti delle persone sono una rottura di palle. È un sindaco fighetto del Pd». Quest'ultima definizione ha suscitato l'ulteriore reazione di Sala, che sempre sui social ha scritto: «Quando il ministro Di Maio avrà lavorato nella sua vita il 10% di quanto ho fatto io, sarà più titolato a definirmi fighetto».

Per il sindaco di Milano Sala i diritti delle persone sono una rottura di palle. Nessuno vuole chiudere nulla a Milano...

Geplaatst door Luigi Di Maio op Zaterdag 10 november 2018

SALVINI ATTACCA IL SINDACO, MASTELLA VUOLE LE SCUSE

Nella polemica, com'era prevedibile, è entrato anche l'altro vicepremier, il milanese Matteo Salvini. Che ha dato a Sala dell'«irrispettoso», affermando che farebbe meglio a occuparsi «di alcune zone della città assolutamente fuori controllo e non del governo e di Avellino. Da milanese e da ministro sto facendo il possibile e l'impossibile per portare più forze dell'ordine a Milano e recuperare aree di legalità alla tranquillità dei cittadini». I toni usati dal sindaco di Milano nei confronti di Avellino hanno irritato anche il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che ha chiesto a Sala un chiarimento e le scuse per la città campana. Mastella ha spiegato di essere «indignato come meridionale per le parole a vanvera e poco dignitose» pronunciate dal collega. Ma Sala nel frattempo aveva già chiarito la sua posizione, a margine di un'altra uscita pubblica a margine della quale ha precisato che quella relativa ad Avellino «era una battuta, anche se dietro ci sta tanta verità, mi auguro che gli abitanti non si arrabbino più di tanto. Quello che è certo è che io combatterò se sarà il caso contro le chiusure domenicali».

Quando il Ministro Di Maio avrà lavorato nella sua vita il 10% di quanto ho fatto io, sarà più titolato a definirmi “fighetto”. Non ho altro da aggiungere.

Geplaatst door Beppe Sala op Zaterdag 10 november 2018
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