Torino Si Tav
Politica
10 Novembre Nov 2018 1149 10 novembre 2018

A Torino scendono in piazza a migliaia per dire "Sì" alla Tav

Secondo gli organizzatori, sono più di 30 mila persone. La Lega: «Rispettiamo gli impegni assunti con M5s, ma ribadiamo con forza che l'opera va realizzata».

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Sono oltre 30 mila, secondo una stima degli organizzatori, i partecipanti alla manifestazione Sì Tav di Torino. L'appuntamento era alle 11 del 10 novembre in Piazza Castello, davanti al Palazzo della Regione Piemonte. Piazza gremita di persone, nonostante la pioggia, e così anche le vie limitrofe. Tra i partecipanti 20 sindaci della Valle di Susa, oltre a imprenditori, sindacati, professionisti e politici, questi ultimi senza bandiere. E tanti cittadini.

«Sarà una manifestazione in tono civile, positivo e pacifico, ma fermo», è stata la promessa degli organizzatori. «Torino scende in piazza per dire tanti sì - a partire da quello per la Tav - che sappiano interpretare i bisogni della gente e che riscrivano il futuro di una città e di una regione». Un camion scoperto è divenuto il palco della manifestazione. Vi sono saliti le sette donne del Comitato Sì, Torino va avanti, Mino Giachino, promotore del Sì Tav- Sì Lavoro, Gianmarco Moschella, studente di Economia, e Guglielmo Nappi, studente di Ingegneria dell'AutoVeicolo.

Il tema è politico. E mette di fronte Lega e M5s, azionisti di governo. «Rispettiamo gli impegni assunti con il M5s, che ha chiesto un approfondimento sulle modalità di realizzazione dell'opera attraverso un'analisi costi e benefici, ma ribadiamo con forza che l'opera va realizzata», hanno detto i parlamentari della Lega eletti in provincia di Torino. «La nostra partecipazione alla manifestazione è innanzitutto un segno di rispetto e di attenzione verso il mondo produttivo e imprenditoriale piemontese che oggi ha deciso di scendere in piazza e che manifesta evidentemente un disagio».

SALVINI SI SCHIERA PER IL SÌ

Lo stesso leader del Carroccio ha dichiarato: «Se è in corso un'analisi costi-benefici, aspettiamo che gente più competente di me dica se costa di più andare avanti o tornare indietro. In linea di principio, vale per la Pedemontana, per la Tav, per il Terzo Valico: io sono sempre convinto che un'opera cominciata è sempre meglio finirla. Però nel contratto c'è l'analisi e aspettiamo i risultati».

TONINELLI RIVENDICA IL CAMBIAMENTO

Mentre il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha affidato a un post su Facebook le sue riflessioni: «Massimo rispetto per chi manifesta, ma nessuna lezione da chi ha lasciato solo problemi giganteschi da risolvere. L'unica loro ancora di salvezza elettorale è far credere alla gente che il M5s sia fatto di soli no. Dire no al loro modo di fare è l'essenza stessa del nostro impegno di governo, poi c'è il nostro segno del cambiamento, fatto di quei tanti sì che in questi mesi abbiamo già dato».

Massimo rispetto per chi manifesta, ma nessuna lezione da chi ha lasciato solo problemi giganteschi da risolvere. L'...

Geplaatst door Danilo Toninelli op Zaterdag 10 november 2018

«Quanto visto in questa piazza ha un grande significato, cioè che quando la maggioranza, per troppo tempo silenziosa, si fa sentire, ristabilisce le proporzioni», ha commentato il commissario per la Torino-Lione Paolo Foietta, in piazza Castello a Torino per la manifestazione si Tav. «Chi non vuole la Tav, il M5s a Torino e in parlamento, è una minoranza e in democrazia una minoranza non può imporre le sue decisioni». Da parte sua, il sottosegretario M5s Manlio Di Stefano ha detto: È fondamentale la democrazia così come la partecipazione, ma bisogna essere chiari e sinceri con i cittadini. Chi sostiene questo governo deve ricordare ai torinesi che stiamo valutando costi-benefici dell'opera, così come scritto nel contratto. Se l'analisi ci dirà che fare l'opera è un sacrificio economico, e dunque comporterà un grosso debito per gli italiani, l'opera chiaramente non si farà».

Sulla questione è intervenuto anche il movimento No Tav: «C'è stata la manifestazione di una piccola parte di persone che difende un suo interesse particolare, parziale ed esplicito. Il nostro NoTav parla un linguaggio comune, non difende interessi di categoria, non cerca nuove garanzie. Penserete mica che ci spaventiamo o deprimiamo per piazza Castello piena?. La piazza l'abbiamo riempita così tante volteche non ci stupisce neppure un po', anche perché lo abbiamo fatto sempre con tutti contro».

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