ambiente-papa-turkson-laudato-si

Vescovi e sacerdoti boicottano l'enciclica Laudato sì

La denuncia arriva dal cardinal Turkson, capo del dicastero vaticano per lo sviluppo umano integrale: «La mancanza d’interesse blocca il flusso d’informazione e la conoscenza».

  • ...

Laudato sì, l’enciclica del papa dedicata alla cura della Casa comune, ovvero all’ambiente, ai rischi incombenti derivanti dal cambiamento climatico, alla ricerca di nuovi modelli di sviluppo, pure essendo la più citata fra le encicliche papali, è ostacolata dalla «mancanza di interesse di molti vescovi e sacerdoti», da «blocchi» interni alla stessa Chiesa che ne limitano la diffusione. La denuncia senza precedenti è venuta dal cardinal Peter Turkson, ghanese, capo del dicastero vaticano per lo sviluppo umano integrale, cioè il ‘ministero’ creato da papa Francesco per promuovere i vari aspetti della dottrina sociale della Chiesa: dalle tematiche relative alle migrazioni alle disparità Nord-Sud, fino alla questione ecologica. Affermazioni che il cardinale ha voluto fare pubblicamente all’Università Gregoriana di Roma lo scorso 8 novembre in occasione della cerimonia per la consegna dei primi diplomi agli studenti del Joint Diploma in Ecologia integrale, corso di studi promosso congiuntamente dagli atenei pontifici di Roma a partire dall’anno scorso.

«Molte persone ammirano la rete mondiale della Chiesa cattolica», ha detto il cardinale nel corso dell’evento, «una rete che dovrebbe permettere a ogni parola del papa di arrivare fino al villaggio più sperduto, a meno che qualcuno non blocchi questo flusso d’informazioni. Ed è appunto quello che succede spesso con Laudato sì: la mancanza d’interesse da parte di vescovi e sacerdoti blocca il flusso d’informazione e conoscenza di quest’enciclica». «Anche negli Stati Uniti», ha aggiunto, «abbiamo fatto iniziative di presentazione dell’enciclica, e anche lì qualcuno ci ha detto: "Ma perché i nostri sacerdoti non ne parlano?". Questi sono appunto i blocchi che impediscono la diffusone del testo».

IL NODO DELLA COLLEGIALITÀ

Ma Turkson è andato oltre toccando il nodo collegialità cioè la capacità dei vescovi, compreso quello di Roma, di condividere le scelte e il magistero e quindi di procedere insieme. «In questa enciclica», ha detto il cardinale, «il papa cita molte conferenze episcopali, non solo i suoi predecessori (come avviene di norma in documenti analoghi, ndr); di recente a Buenos Aires, con i vescovi, abbiamo contato ben 13 citazioni tratte dall’elaborazione di vari episcopati, e se il papa ha voluto scrivere questa enciclica con le conferenze episcopali, noi pensiamo che spetta poi alle conferenze episcopali diffonderla con il papa». «Se il papa l’ha scritta con loro», ha sottolineato Turkson, «con la pubblicazione arriva il momento in cui i vescovi devono prendere l’enciclica e diffonderla». Un colpo duro soprattutto alla luce del fatto che il testo del papa è diventato un riferimento nel dibatto mondiale sui temi del clima e della trasformazione ambientale ben oltre l’ambito ecclesiale.

LA MOBILITAZIONE DEL MONDO CATTOLICO

D’altro canto il mondo cattolico si è mobilitato comunque – oltre le resistenze istituzionali - attraverso la campagna mondiale promossa dal Global catholic climate movement per il disinvestimento dai combustibili fossili che sta suscitando adesioni crescenti: di singole diocesi – in Italia per esempio Palermo, Vercelli, Salerno – di grandi organismi ecclesiali come Caritas internationalis, di singole congregazioni missionarie, di associazioni e movimenti; ma ci sono anche i vescovi irlandesi, e organismi della Chiesa indiana che hanno preso posizione dopo le drammatiche inondazioni dell’estate scorsa nello Stato del Kerala. D’altro canto, pure le grandi compagnie petrolifere, già proiettate in un futuro senza ‘oro nero’, sono andate a sentire cosa dicevano in Vaticano in merito alla transizione energetica. Nel giugno scorso i vertici di ExxonMobil, Eni, British Petroleum, Royal Dutch Shell, Equinor e Pemex, oltre a Blackrock, il fondo d’investimenti finanziari più grande al mondo, si sono ritrovati a discutere nella Casina Pio IV, dentro la cittadella del papa, di «Transizione energetica e cura della nostra casa comune», meeting con i ‘veri’ potenti della Terra organizzato dalla Notre Dame University autorevole ateneo cattolico Usa (il cui chief investment officer, Scott Malpass, è membro del board dello Ior) e, neanche a dirlo, dal dicastero vaticano per lo sviluppo umano integrale.

12 Novembre Nov 2018 1823 12 novembre 2018
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso