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Politica
13 Novembre Nov 2018 1103 13 novembre 2018

Le mire della Casaleggio sulla blockchain

Un fondo triennale di 45 mln per finanziare progetti ad hoc. Un convegno a Milano organizzato da via Morone. Sul figlio di Gianroberto si allunga l'ombra del conflitto di interessi. 

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Quindici milioni all'anno per il triennio 2019-2021, per un totale di 45 milioni di euro. È la cifra inserita in manovra per l'istituzione di un "Fondo blockckhain e Internet of things" finanziato da Cassa depositi e prestiti e in mano al ministero dello Sviluppo economico e cioè a Luigi Di Maio. L’obiettivo? «Finanziarie progetti di ricerca e innovazione da realizzare in Italia a opera di soggetti pubblici e privati».

LA SPERIMENTAZIONE DELL'ISS

Il primo a sperimentare questo "nuovo Internet" sarà l'Istituto superiore di Sanità per i dati di una piattaforma sullo studio delle epatiti virali. «Mettere sotto blockchain la piattaforma italiana per lo studio delle terapie delle epatiti virali (Piter) dell'Iss», ha spiegato a un convegno sul tema il presidente Walter Ricciardi, «rappresenta un passaggio pionieristico, il primo esempio italiano di 'democratizzazione' di un database sanitario di cui i centri specialistici condivideranno e utilizzeranno i contenuti, secondo una metodologia che garantisce la massima trasparenza, e assicura ai cittadini privacy e incorruttibilità dei dati dall'esterno». Ma la Blockchain pare aver conquistato anche il Pd. Con una proposta di legge presentata al Senato da Laura Garavini e alla Camera da Gennaro Migliore i dem propongono di inserire il codice qr e proprio la blockchain per certificare e rendere più sicuro e trasparente il voto degli italiani all'estero.

LO STUDIO E IL CONVEGNO DELLA CASALEGGIO SRL

Ma dire Blockchain vuol dire anche Casaleggio srl. Come riportano Il Fatto Quotidiano e La Stampa, il 13 novembre si tiene a Milano un convegno organizzato dalla società di via Morone intitolato come lo studio redatto sempre dalla srl: «Come la Blockchain rivoluzionerà il modo di operare delle imprese». Studio tra l'altro pagato 60 mila euro, fifty fifty tra Poste Italiane e la svizzera Consulcesi Tech. «Fondata nel 2017 come spin-off di Consulcesi Group si legge nel sito, è «la più grande realtà in Europa dedicata ai professionisti del settore medico-sanitario, che include aziende leader con esperienza decennale nel settore Ict, nel digital healthcare, nell’ambito della consulenza legale e delle assicurazioni. Leader nell’ambito delle blockchain e cybersecurity, applica oggi le sue tecnologie a molteplici campi: dalla sanità all’energia, alla finanza». Al dibattito, come ricorda il quotidiano diretto da Marco Travaglio, partecipa anche Mirko Mischiatti, responsabile del Sistemi informativi di Poste. Non che il tema non sia di interesse, visto che l'ad Matteo Del Fante ha stretto rapporti con il Mit di Boston per «monitorare le ultime innovazioni tencnologiche nel settore digitale», ma vanta pure un buon rapporto con la srl e con il M5s: del resto Poste può essere preziosa per l'erogazione del reddito di cittadinanza.

L'ATTENZIONE DEL M5S ALLA BLOCKCHAIN

Davide Casaleggio ha sempre e a più riprese ipotizzato l'estensione delle tecnologie blockchain al voto e alle attività della Pubblica amministrazione. «La blockchain», ha detto, «è un’evoluzione che vedrà anche il voto. E anche all’interno di Rousseau stiamo lavorando per inserire la blockchain come un sistema di certificazione distribuito per far verificare a più persone e più enti che tutto è avvenuto nel rispetto delle regole». Non solo. Come ricorda Il Fatto da quando il M5s è al governo è cresciuta l'attenzione sul tema: il 27 settembre, Di Maio a Bruxelles annunciava: «L'Italia è appena entrata ufficialmente nell'era della blockchain. Ho appena firmato l'adesione per la Blockchain Partnership Initiative». Il 15 ottobre nel decreto Semplificazione veniva istituito un fondo per le nuove imprese che utilizzano la tecnologia. Il 25 ottobre il Cipe «ha sospeso le sperimentazioni sulla connessione 5G per i telefonini dirottando 95 milioni di euro per la diffusione dei servizi wi-fi e per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie emergenti come l'intelligenza artificiale e blockchain».

Aria di conflitto di interesse? Come sottolinea l'azienda al Fatto, la srl non produce tecnologia blockchain e molto difficilmente potrebbe rispettare i criteri fissati dal ministero per l'erogazione dei fondi. Ma è vero anche che può fornire consulenza strategica alle imprese che lo richiedono. Ed è difficile non pensare che molti imprenditori considerino quella di via Morone la porta per entrare in contatto con il partito. E con il suo attuale leader, Luigi Di Maio.

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