VIA LIBERA

Cosa prevede il decreto Genova dopo l'approvazione

Solo 16 articoli su 46 dedicati alla città colpita dal crollo del ponte Morandi. Demolizione, ricostruzione e condoni: tutte le misure.

15 novembre 2018

Chiamato per sintesi decreto Genova, alla città orfana del ponte Morandi il provvedimento diventato legge con l'ok definitivo del Senato dedica solo 16 articoli su 46. Gli altri riguardano interventi nel centro Italia e sull'isola di Ischia, colpiti da due diversi terremoti. Tre le questioni più discusse e contrastate dalle opposizioni con centinaia di emendamenti in Commissione e in Aula: la demolizione e ricostruzione del ponte genovese (specie nei rapporti tra il commissario straordinario, il sindaco Marco Bucci, e la concessionaria Autostrade), la gestione delle pratiche di condono pendenti a Ischia e lo smaltimento dei fanghi di depurazione. Il decreto era stato approvato in prima lettura dalla Camera il primo novembre dopo una maratona notturna. Questi, in sintesi, i punti principali della legge:

COMMISSARIO STRAORDINARIO PER GENOVA

In carica per 12 mesi, rinnovabili per tre anni al massimo, deve garantire la demolizione, rimozione e smaltimento delle macerie di quel che resta del viadotto Morandi, ma anche progettazione, affidamento e ricostruzione del nuovo ponte. Molte le modifiche all'articolo 1 che disciplina il "perimetro" delle azioni, comprese le deroghe ai suoi poteri. In particolare, il commissario non potrà derogare ai vincoli dettati dall'Ue e, come aggiunto espressamente alla Camera, alle norme del Codice anti-mafia. «Un miliardo e 100 milioni in tutto per quanto riguarda i fondi in arrivo a Genova tra decreto e finanziaria», è stata la conferma del Commissario per la ricostruzione Marco Bucci in serata. «Nel mio timetable voglio arrivare a vedere il ponte a Natale 2019, poi se non sarà possibile collaudarlo, sarà pronto un mese dopo, ma a quella data voglio che il ponte sia pronto». ha detto in una conferenza stampa a Tursi.

IL NUOVO PONTE LO PAGA AUTOSTRADE

La ricostruzione del ponte sarà pagata da Autostrade in quanto «responsabile del mantenimento in assoluta sicurezza e funzionalità dell' infrastruttura concessa». E se Autostrade non pagasse o lo facesse in ritardo? Scatta un meccanismo di anticipazioni da parte dello Stato, molto criticato. La legge autorizza che si possano spendere complessivamente 360 milioni, pari a 30 milioni annui fino al 2029 come garanzia per l'avvio delle attività. Il commissario inoltre dovrà affidare le attività di ripristino del ponte, ma varie modifiche introdotte alla Camera hanno stabilito che non potrà affidarle ad Autostrade o sue controllate, prima di capire se la società è stata gravemente inadempiente sulla concessione, rispetto al crollo del Morandi.

DIECI MILIONI PER IMPRESE DELLA ZONA ROSSA

Previsti aiuti e benefici alle imprese e liberi professionisti che hanno sede nella zona rossa e che possano dimostrare un calo di fatturato specificato. Chi lo chiederà, potrà avere un contributo fino a 200 mila euro, per un tetto massimo di 10 milioni per il 2018 (anziché 5, come prevedeva il testo iniziale). Ci saranno poi esenzioni fiscali e procedure semplificate per le aziende della cosiddetta "zona logistica speciale" che gravita attorno a porto e retroporto. Introdotta con un emendamento alla Camera, la cassa integrazione in deroga per i lavoratori privati. Sarà concessa per 12 mesi ai lavoratori attivi a Genova (e non 24 né per gli operai di tutta la Liguria come chiesto dalle opposizioni) nel limite di spesa complessivo di 11 milioni per il 2018-19 per l'anno successivo (a carico del Fondo sociale per occupazione e formazione dell'Inps).

INDENNITÀ A SFOLLATI E AUTOBUS IN PIÙ

I proprietari delle case danneggiate o a rischio potranno avere indennità per la cessione (quantificate in 2.025 euro per metro quadrato) più 45 mila euro secondo il Programma regionale di intervento strategico e 36 mila per l'improvviso sgombero. Stanziati poi 500 mila euro per il 2018 e 23 milioni per il 2019 per acquistare autobus in più visto il caos della viabilità in città e regione, post crollo. Sul tavolo anche 20 milioni per rinnovare il parco mezzi, con priorità per elettrici, ibridi o a idrogeno.

TORNA IL CONDONO A ISCHIA CON LA LEGGE CRAXI

L'Aula del Senato ha ripistinato l'art.25 com'era, dopo il blitz che c'era stato in commissione con l'ok bipartisan a un emendamento di Forza Italia che riduceva di molto la portata del condono per Ischia. Ora, per gli immobili danneggiati dal terremoto in tre Comuni di Ischia si prevede che entro sei mesi le amministrazioni dovranno rispondere alle richieste di sanatoria ancora pendenti applicando il condono 'tombale' del 1985 (quello di Craxi), oltre a quelli del 1997 e 2003. Se il condono verrà negato, il proprietario non riceverà i fondi per la ricostruzione. «Saranno 1600, massimo 2 mila le case abusive danneggiate dal sisma» interessate potenzialmente agli effetti del dl Genova nei tre Comuni (Casamicciola, Lacco Ameno e Forio) colpiti dal terremoto del 2017. La stima è stata fatta per ora dal sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale: «Sono dati che abbiamo ottenuto dall'incrocio delle schede Aedes (Agibilità e danno nell'emergenza sismica), dalle ordinanze di demolizione già emesse e tenendo conto che tanti non avevano richiesto il controllo dell'immobile ma lo faranno ora».

LIMITI AI FANGHI

Contestatissimo anche l'art. 41 sulla gestione dei fanghi di depurazione da usare in agricoltura. La versione definitiva prevede che venga innalzato di 20 volte, da 50 a 1.000 mg per kg il limite per elementi come idrocarburi policiclici aromatici, toluene, selenio e berillio, arsenico e cromo totale

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