Libertà Stampa Articolo 21 Costituzione
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15 Novembre Nov 2018 1100 15 novembre 2018

L'iniziativa di editori e giornalisti per ricordare l'articolo 21 al M5s

Da giovedì 15 novembre 2018 sui quotidiani italiani una pagina che riporta il pilastro della Costituzione sulla libertà di espressione e di informazione. Dopo gli insulti di Di Maio e Di Battista ai cronisti.

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Un ripassino all'articolo 21 della Costituzione italiana in risposta agli attacchi a suon di «pennivendoli», «sciacalli» e «puttane». Da giovedì 15 novembre 2018 sui giornali italiani è comparsa una pagina con il pilastro della libertà di espressione e di informazione. Si tratta di una iniziativa congiunta della Federazione italiana editori giornali (Fieg) e della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi) con la quale gli editori e i giornalisti italiani uniti vogliono ribadire l’importanza di una informazione libera e pluralista dopo gli insulti arrivati dagli esponenti del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, che hanno anche pubblicato una lista di cronisti «liberi e con la schiena dritta» oltre che un elenco degli editori "impuri" in seguito all'assoluzione del sindaco di Roma Virginia Raggi nel processo sulle nomine in Campidoglio. Editori e giornalisti si sono impegnati insieme nella consapevolezza comune che la democrazia vive e si alimenta grazie alla stampa e all’informazione.

L'ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre 24 ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle 24 ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

ANZALDI DEL PD: «GRAVE CHE LA RAI NON PARTECIPI»

La Rai non ha aderito all'iniziativa. Provocando l'irritazione del deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai, che su Twitter ha scritto: «Dopo gli interventi del presidente della Repubblica Mattarella sulla libertà di stampa è ancora più grave che il servizio pubblico Rai non promuova l'Articolo 21 della Costituzione come gli altri editori».

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