Salvini Maio Rifiuti Termovalorizzatori Ceppa

Questa volta Salvini e Di Maio litigano sui termovalorizzatori

Il leader della Lega in visita a Napoli fa balenare l'idea di un impianto in ogni provincia. Il capo politico del M5s: «Con l'emergenza rifiuti non c'entra una beneamata ceppa».

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I due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono di nuovo ai ferri corti. Questa volta a far scattare la scintilla dello scontro sono i termovalorizzatori. A fare il primo passo è stato il leader della Lega, che in visita a Napoli ha parlato dell'emergenza rifiuti e ha fatto balenare l'idea di imporre un termovalorizzatore in ogni provincia. Gli impianti che bruciano i rifiuti sono da sempre osteggiati dal M5s, che sui comitati contro la loro realizzazione hanno creato una forte rete di consensi a livello locale. E infatti subito dopo le parole di Salvini - «occorre il coraggio di dire che serve un termovalorizzatore per ogni provincia perché se produci rifiuti li devi smaltire» - è arrivata la reazione sui social network del capo politico pentastellato. Il quale, per l'occasione, ha sdoganato il termine «beneamata ceppa» tra quelli utilizzabili nel confronto politico.

«Quando si viene in Campania e si parla di Terra dei fuochi si dovrebbero tener presenti la storia e le difficoltà di questo popolo», ha detto Di Maio, «la Terra dei fuochi è un disastro legato ai rifiuti industriali (provenienti da tutta Italia) non a quelli domestici. Quindi gli inceneritori non c'entrano una beneamata ceppa e tra l'altro non sono nel contratto di governo».

Quando si viene in Campania e si parla di terra dei fuochi si dovrebbero tener presenti la storia e le difficoltà di...

Geplaatst door Luigi Di Maio op Donderdag 15 november 2018

Il riferimento originario di Salvini era al sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che si è detto contrario ai termovalorizzatori: «Rispetto all’emergenza del 2008 si è tornati indietro, non c'è nessun miglioramento. Anzi, c’è veramente un'incapacità folle nell’affrontare il tema. E se qualcuno è contrario ai termovalorizzatori, come il sindaco De Magistris, se li mangi i rifiuti. Anche perché non vorrei doverli imporre».

Il lunedì della Gabanelli: quando la questione rifiuti è questione di Nord e Sud

La raccolta differenziata dei rifiuti è ormai da tempo argomento di discussione - e polemiche - anche in ambito politico. Gli abitanti dei Comuni più virtuosi ne traggono reali benefici economici? Sembrerebbe di no. Ma non a causa loro

L'INTERVENTO DEL MINISTRO DELL'AMBIENTE COSTA

Sul tema è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, per anni impegnato in Campania come generale dei carabinieri: «Quando arriva l’inceneritore, o termovalorizzatore, il ciclo dei rifiuti è fallito». Costa ha definito l'idea di Salvini «qualche cosa anche di provocatorio, si è reso conto che è un momento di sofferenza». Poi ha elencato le quattro priorità del ministero sul fronte della gestione dei rifiuti: «Riduzione, riuso, recupero, riciclo. Chi non è in sintonia con queste direttrici vive in un'epoca passata». La presa di posizione di Salvini è stata bocciata senza appello anche dai deputati M5s della commissione Ambiente della Camera, che hanno ricordato come il contratto su cui è nato l’esecutivo «parli chiaro a pagina 11», dove si parla di «superamento» degli inceneritori.

SALVINI INSISTE E TIRA IN BALLO LA CAMORRA

Ma Salvini non intende arretrare: «Io sono per costruire e non per i no. Perché con i no non si va da nessuna parte. Questo vale soprattutto per gli enti locali, penso a tutti quei sindaci e alla stessa regione Campania che hanno sempre detto no, no e no. E con i rifiuti cosa facciamo? Li facciamo gestire alla camorra? Quando Acerra si ferma per la manutenzione a gennaio, io voglio che ci sia una soluzione per i napoletani e per i campani. In Lombardia ci sono 13 termovalorizzatori, in Campania uno. E noi lombardi non stiamo morendo. Il rischio sanitario è in Campania. Il contratto di governo l'ho scritto, letto e riletto. Ma qua c'è da rispondere a famiglie che non meritano di pagare tasse sui rifiuti e vivere fra roghi tossici e discariche abusive. Io non vorrei che fra due mesi Napoli e la Campania avessero un'emergenza sanitaria. Nel contratto di governo si parla di soluzione al problema dei rifiuti: o spariscono o evaporano o li mangiamo o li valorizziamo o li inceneriamo o li mettiamo in discarica».

PER DI MAIO È IL BUSINESS DEGLI INCENERITORI CHE È STATO INFILTRATO

Di Maio ha controreplicato su Facebook: «La camorra ha investito sul business degli inceneritori. Questo è il passato che non vogliamo più. Il futuro che vogliamo in tutta Europa è senza inceneritori e senza camorra».

La camorra ha investito sul business degli inceneritori. Questo è il passato che non vogliamo più. Il futuro che...

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15 Novembre Nov 2018 1449 15 novembre 2018
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