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20 Novembre Nov 2018 1937 20 novembre 2018

I preparativi del Pd per il congresso e le Primarie

Il 27 novembre i dem decideranno la data delle elezioni, nel frattempo dovrebbe essere pronto il regolamento scritto dalla Commissione congressuale. Minniti discute con i renziani sulla lista unica e Martina lavora alla candidatura. I punti.

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Il Pd prova lo scatto sulla data delle primarie che sarà decisa martedì 27 novembre dalla Direzione. Entro quel giorno sarà infatti pronto il regolamento del congresso che verrà redatto dalla Commissione congressuale che si è insediata il 20. E mentre la "macchina" muove i primi passi, i candidati organizzano le proprie truppe: in particolare Marco Minniti sta trattando con i renziani sulla lista che lo sosterrà alle primarie e sul ruolo di Luca Lotti nella loro preparazione. Maurizio Martina ha invece incontrato i deputati che sosterranno la sua corsa.

LE FASI DEL LAVORO DELLA COMMISSIONE CONGRESSUALE

La Commissione congressuale, che ha eletto Gianni Dal Moro proprio presidente, deve redigere il regolamento che scandisce tutte le fasi del congresso, definendone i tempi: voto nei circoli degli iscritti per selezionare i tre partecipanti alle primarie, giorno delle primarie, insediamento del segretario all'Assemblea nazionale. La Commissione ha deciso di accelerare i tempi per permettere la convocazione della Direzione - che dovrà approvare regolamento e timing - già martedì 27 o mercoledì 28 novembre. Un'accelerazione per tentare di celebrare prima possibile le primarie, magari entro febbraio.

A CHE PUNTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE

Nel regolamento saranno sciolti tutti i nodi aperti, dalla data entro cui ci si deve tesserare per partecipare al voto dei soli iscritti, ai tetti di spesa dei candidati. Maurizio Martina, che ad ore lancerà la candidatura, ha incontrato i parlamentari che lo sosterranno, come Graziano Delrio, Tommaso Nannicini, Debora Serracchiani, Carla Cantone, Andrea De Maria, Chiara Gribaudo e Luca Rizzo Nervo. Più avanti è la candidatura di Marco Minniti alle prese in una trattativa con i renziani pronti a sostenerlo. Le primarie, infatti, prevedono che assieme al segretario ai gazebo si votino i membri dell'Assemblea nazionale. Ciascun candidato può essere sostenuto da una sola o da più liste e Minniti ha chiesto ai renziani che si formi un'unica lista, mentre questi ne chiedevano più d'una, così da tenere unita la propria area. Visto il niet dell'ex ministro dell'Interno ora si tratta per un ruolo certo di Luca Lotti nella formazione della lista unica.

PROVA A SFIDARE I BIG ANCHE IL TRENTENNE CORALLO

Affila le armi anche l'outsider, il trentenne Dario Corallo, che prende spunto dal dibattito sull'ipotesi che nessuno prenda il 51% alle primarie: dipende dal fatto che gli altri candidati non hanno mozioni che li distinguono l'uno dall'altro e i loro "tatticismi" trasformano il congresso in un "concorso di bellezza", sulla scelta del leader e delle correnti che lo appoggeranno, ma non della linea politica. In arrivo dunque una mozione «in vera discontinuità con il passato» non solo sui contenuti ma anche rispetto ai gruppi dirigenti.

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