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Politica
20 Novembre Nov 2018 1148 20 novembre 2018

I Genitori Tarantini contro Luigi Di Maio

In una lettera il Gruppo attacca il capo politico M5s accusandolo di tradimento dopo l'accordo sull'Ilva: «Dopo i vostri “Vaffa-day”, ve ne proponiamo un altro: “Vergogna-day”. Da riproporre ogni giorno della vostra vita».

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«Lei ci ha tradito». Si può riassumere così il durissimo atto d'accusa dei Genitori Tarantini nei confronti di Luigi Di Maio contenuto in una lettera aperta indirizzata al vicepremier e capo politico del M5s. «All’indomani della formazione del governo del quale lei è rappresentante, l’Italia intera ha finalmente capito la differenza tra “governo del cambiamento” (slogan che ha accompagnato il Movimento 5 stelle durante la campagna elettorale) e “cambiamento al governo”», scrive il Gruppo. «Quest’ultima definizione sembra meglio sposarsi con l’evidenza dei fatti: la puerile arroganza e le continue acrobazie messe in atto da lei e gli altri ministri in forza al movimento». E sottolinea: «Nei pochi mesi di questa legislatura, un buon numero di casi portano a pensare all’assoluto dilettantismo e alla vigliaccheria che permeano ogni azione di questo governo: dalla Tap alla Tav, giusto per citare gli ultimi. Il più eclatante salto della quaglia da lei messo in atto riguarda proprio Taranto, il nostro territorio».

DI MAIO «HA TRADITO LA FILOSOFIA DEL M5S»

I Genitori Tarantini puntano il dito contro il contratto stretto tra lo Stato italiano e la multinazionale ArcelorMittal per la cessione dell’acciaieria Ilva. «Lei, a nostro parere, ha commesso errori, ritrattato, tradito sia la filosofia del suo movimento (del quale, giusto per inciso, poco ci cale)», si legge nella lettera, «sia quella parte del popolo italiano che ingenuamente aveva voluto credere alle dichiarazioni sue e dei candidati tarantini, questi ultimi da lei mai smentiti. Durante l’incontro da lei organizzato con le associazioni tarantine, le ricordammo, tra le altre cose, che è principale dovere della Repubblica tutelare la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, dandole un assist, con qualche mese di anticipo, per impugnare il contratto di cessione dell’Ilva». La richiesta dei tarantini era di agire immediatamente per eliminare «quell’immunità penale estesa addirittura ai gestori privati dell’Ilva». Le stesse argomentazioni, ricorda il Gruppo, vennero presentate al ministro della Salute Giulia Grillo. «Le scioccanti e disarmanti risposte del ministro, medico e in dolce attesa, confermarono l’impressione da noi avuta nel precedente incontro con lei, al Mise», sottolineano i Genitori Tarantini. «Aziende e poteri forti decideranno ancora della vita e della morte, della salute e delle malattie dei tarantini, anche delle prossime generazioni. Gli stessi “poteri forti” ai quali avete abdicato, ministro Di Maio. Sarebbe bastato un solo pensiero per cambiare le cose e riportare tutto sul piano della giustizia, unico elemento che rende gli uomini uguali: ciò che è stato chiuso a Genova perché letale, andava chiuso a Taranto. Ci riferiamo all’area di produzione a caldo dell’Ilva, già sequestrata senza facoltà d’uso dalla magistratura tarantina nel 2012. Dobbiamo pensare, vista la sua decisione (che non si discosta affatto dal pensiero del suo predecessore), che ciò che a Genova uccideva non uccide a Taranto».

«MIGLIOR RISULTATO POSSIBILE? AFFERMAZIONE DA MENTITORE SERIALE»

Le rassicurazioni del ministro e dell'intero governo non sono bastate al Gruppo. «"Abbiamo ottenuto il miglior risultato possibile nelle peggiori condizioni possibili" è un’altra sua frase che passerà alla storia come affermazione di un mentitore seriale. Il miglior risultato possibile sarebbe stato, per un “governo del cambiamento”, rispettare il dettato costituzionale in ogni suo articolo», continua la lettera che chiama in causa anche il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, anch'egli del M5s, che dichiarò: «Abbiamo lavorato ventre a terra, come ha detto Luigi Di Maio, per strappare ad Arcelor Mittal le migliori garanzie ambientali. E abbiamo ottenuto i migliori risultati con le peggiori situazioni”», dimenticando però, sottolinea la lettera, «che il ministero dell’Ambiente non deve “strappare le migliori garanzie ambientali”; il ministro dell’Ambiente deve “dettare l’Autorizzazione Integrata Ambientale” alla quale tutti (ArcelorMittal compresa) devono scrupolosamente attenersi per non rischiare la chiusura, come la legge prevede».

«NON È STATA GARANTITA L'OCCUPAZIONE»

Dal diritto (calpestato) alla Salute, i Genitori Tarantini passano al diritto al Lavoro. «Lei», attaccano riferendosi sempre al vicepremier M5s, «con la sua azione, non ha garantito occupazione, ma pervicacemente ha sostenuto l’idea che ha mosso i politici che l’hanno preceduta, calpestando ancora una volta la Costituzione italiana che assicura un lavoro dignitoso, fatto in salute, in sicurezza e in un ambiente salubre. Garanzie che l’Ilva, al pari di altre aziende dell’intero territorio nazionale, non assicurano. Ambiente, Salute, Lavoro e Sviluppo economico sono dicasteri, insieme a quello per il Sud, nelle mani dei rappresentanti del movimento 5 stelle; nelle mani di chi, prima della consultazione elettorale, guardava negli occhi i cittadini e ora mostra loro le spalle, inchinandosi alle lobby del guadagno in spregio dell’ambiente e della salute. Riteniamo un’offesa inaccettabile per l’intera nazione essere rappresentati da persone come lei, signor Di Maio. Siete fatti così, purtroppo: come bambini che hanno chiesto a Babbo Natale un ministero e sono stati accontentati, siete riusciti a rompere il giocattolo già prima che arrivasse Santo Stefano».

«DOPO I VOSTRI VAFFA-DAY VI PROPONIAMO UN VERGOGNA-DAY»

«Quando un bambino si ammala, soffre e infine muore, signor Di Maio», termina la missiva, «l’intera Repubblica democratica italiana dovrebbe abbassare gli occhi e interrogarsi per capire se davvero tutto quello che si poteva fare è stato fatto. Perché qui, a Taranto, ancora malediciamo chi, pur potendo fare, non ha fatto. Compresi gli ultimi traditori. E glielo diciamo chiaro e forte nella Giornata internazionale UNICEF dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Unicef Italia ha scelto Taranto per questa importantissima celebrazione. Lei ha scelto Taranto per sacrificarla a un contratto di governo che mai vedrà compimento. Noi continueremo a difendere i diritti dei nostri figli avvalendoci di tutti gli articoli della Carta costituzionale contro chi alla salute e alla salubrità dell’ambiente antepone la logica dei “poteri forti”. Anche contro questo governo. Dopo i vostri “Vaffa-day”, ve ne proponiamo un altro: “Vergogna-day”. Da riproporre ogni giorno della vostra vita».

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