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Politica
24 Novembre Nov 2018 0840 24 novembre 2018

Germania, perché Kramp-Karrenbauer non può salvare la Cdu

La candidata è in testa per sostituire la cancelliera Merkel. È arrivata tardi alla politica nazionale e non scalda gli animi. Ma non ci sono altri volti spendibili.

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Niente nuove, buone nuove, almeno per l'aria che tira tra i cristiano-democratici tedeschi (Cdu) di Angela Merkel. La cancelliera passerà, dopo 18 anni, la guida del partito al congresso ad Amburgo del 7 e 8 dicembre 2018, e tra i tre sostituti di punta – tra decine di candidature – spicca il braccio destro Annegret Kramp-Karrenbauer. Classe 1962, donna, segretaria della Cdu dal febbraio scorso, amica di Merkel, Kramp-Karrenbauer è tra le colombe. Tutt'altro profilo del più pericoloso tra gli sfidanti, per la deriva a destra della Cdu, l'attuale ministro della Sanità Jens Spahn, che però in un sondaggio ha raccolto appena il 6% delle preferenze. Davanti a lui, di un bel balzo in avanti (29%), il coetaneo e nemico di Merkel, Friedrich Merz, sostenuto dall'ex ministro delle Finanze e presidente del Bundestag, Wolfgang Schäuble. Sopra a tutti, almeno a giudizio degli elettori, ed è un sollievo per Merkel, l'alleata Kramp-Karrenbauer con il 38% dei gradimenti.

LE RICHIESTE DI CAMBIAMENTO DEGLI ELETTORI

Per la rosa degli interpellati, oltre un migliaio di aventi diritto al voto scelti a caso da una grande società demoscopica, Kramp-Karrenbauer è più «affidabile» e «simpatica» e rappresenterebbe anche meglio «gli interessi dei normali cittadini». L'opinione che si fa largo tra la popolazione tedesca rassicura sui timori di smottamento a destra ed è un metro di paragone importante per i delegati del Congresso, chiamati a esprimersi il 7 dicembre prossimo. Non di meno la realtà è sempre più scivolosa dei numeri. In questo caso fin troppo tranquilli rispetto alla forte richiesta di discontinuità emersa sia delle Legislative del 2017, sia delle Regionali in Baviera e nell'Essen, dello scorso autunno: vere batoste per lo status quo sia dell'Unione della Cdu-Csu (i gemelli cristiano-sociali bavaresi) sia dei socialdemocratici (Spd). Quel campione di elettorato per Kramp-Karrenbauer è composto anche di simpatizzanti di sinistra che alle urne non sceglierebbero Cdu?

AKK È PER L'ACCOGLIENZA COME MERKEL

Lo scarto è certo bilanciato da un'analoga percentuale, a destra, di tedeschi che opterebbero per partiti più radicali e che, contattati per la successione a Merkel, avrebbero dovuto preferire falchi come Spahn, o anche Merz ormai, pronto anche lui, per populismo, a «smantellare la legge sull'asilo». Il margine di errore statistico è indicato attorno al 3%. Ma dietro la luce pallida dell'astro nascente della politica nazionale tedesca (dal 2011 all'inizio del 2018 Kramp-Karrenbauer è stata capo partito regionale e governatrice del piccolo Land della Saarland) si profilano delle ombre, soprattutto a medio e a lungo termine, per la Cdu. Frau Kramp-Karrenbauer, Akk come la chiamano nella Saarland dov'è nata, si pone come una brava persona per i tempi che corrono: anti-populista, cresciuta in una famiglia di principi cattolici, sposata felicemente con un ingegnere e madre di tre figli, come Merkel è per la linea dell'accoglienza ai richiedenti asilo.

Da sinistra, i candidati alla successione Friedrich Merz, Annegret Kramp-Karrenbauer, Jens Spahn.
GETTY

FAVOREVOLE A CONTROLLI INVASIVI SUI MIGRANTI

La segretaria della Cdu ha respinto la proposta di Merz sulla legge d'asilo ed è schierata dal 2016 per mantenere aperte le frontiere. Da allora il partito e la società tedesca sono sempre più divisi sul milione di stranieri entrati in Germania con l'ondata dai Balcani dell'estate 2015, ma Kramp-Karrenbauer non si è tirata indietro. Anche se, come e più di Merkel, ha posto paletti e cioè: «Verifiche sull'età per chi si presenta come minore non accompagnato» spesso senza documenti; «provvedimenti duri per chi distrugge i documenti o camuffa la sua identità» (nonostante anche molti profughi di guerra siano costretti a usare vie illegali per sfuggire con falsi documenti pagando migliaia di euro ai trafficanti) e in merito Akk sarebbe anche disposta ad autorizzare, come il governo austriaco, il controllo dei cellulari; «l'espulsione con divieto di rientro in tutto lo spazio Schengen» per i richiedenti asilo autori di reati in Germania.

Annegret Kramp-Karrenbauer.
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L'EQUIPARAZIONE DEI GAY A POLIGAMI E INCESTUOSI

Sulle questioni delle libertà personali e dei diritti, la candidata alla leadership della Cdu, che è stata – fino a Merkel – trampolino per l'elezione a cancelliere, ha posizioni egualmente controverse. Ovvero, Akk era contraria all'equiparazione delle unioni civili ai matrimoni civili (diventata legge nel 2017, grazie anche alla libertà di scelta lasciata da Merkel che in proposito votò contro) perché, a sua interpretazione, il concetto di matrimonio quale «stabile e responsabile relazione tra partner» non contempla le «nozze tra parenti stretti o tra più di due persone». Sacrosanto, levarono gli scudi le forze di sinistra, ma allora Frau Kramp-Karrenbauer considera gli omosessuali poligami incestuosi? A tali livelli non era arrivata nemmeno l'estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD), popolata anche di integralisti cattolici e protestanti ma della quale è co-leader la lesbica dichiarata Alice Weidel.

...E DELLA SINISTRA RADICALE AD AFD

Quanto ad AfD, sempre Kramp-Karrenbauer ha giudicato il movimento, con in pancia revisionisti del nazismo, «populista come la Linke». La sinistra radicale tedesca avrebbe delle posizioni «sorprendentemente simili» ad AfD: un'equiparazione, anche questa, che ha fatto storcere il naso a gran parte degli esponenti di sinistra, e non solo. Non di meno, Akk ha l'appoggio incondizionato dalla sezione femminile della Cdu, è una strenua sostenitrice delle quote rosa e, con i dovuti limiti, rappresenta un argine allo sdoganamento delle politiche di estrema destra. Se il rivale Merz vuol rimettere in discussione il «diritto fondamentale all'asilo», perché la «Germania è l'unico Paese al mondo con questo diritto individuale nella Costituzione». Kramp-Karrenbauer è disponibile a limitarlo ancora ma, ha stoppato, «smantellarlo o limitarlo al punto da tradire la legge e le scelte dei padri costituenti sarebbe un attacco al cuore fondante della Cdu e all'eredità di Helmut Kohl».

Friedrich Merz si candida.
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Akk ha scarso appeal come cancelliera, ma Merz e Spahn sono peggiori e i cristiano-democratici non sono volti nuovi

UNA VITA POLITICA DA GOVERNATRICE LOCALE

L'opinione pubblica, dopo il congresso della Cdu, le darà ragione? C'è un'incongruenza tra il trend dell'ultimo sondaggio e quello dei populisti e degli elettori alle ultime consultazioni in Germania. Oltretutto, per esplodere come leader nazionale, Kramp-Karrenbauer ha impiegato un bel po' di anni, al contrario di Merkel ministro di governo a un anno dal suo ingresso nella Cdu, e poi presto capo del partito e cancelliera. La leader della Saarland è arrivata a 55 anni ai piani alti della Konrad Adenauer Haus, il quartier generale della Cdu a Berlino, dopo una vita nelle retrovie come – sia pur apprezzata – dirigente di partito, ministra, infine governatrice della regione per secoli contesa tra Francia e Germania. Il suo merito inatteso è aver fermato, con la netta vittoria (41%) alle Regionali del 2017, il cosiddetto «treno di Schulz»: dalla disfatta nel Saarland l'euforia dell'ex capo dell'Europarlamento che sfidava Merkel non sarebbe più stata la stessa.

L'AFFIDABILITÀ IN UN MOMENTO DI EMERGENZA

Il partito le è stato riconoscente, chiamandola il febbraio dopo ad abbandonare l'incarico di amministratrice del Land, per prendere il posto dell'allora giovane segretario nazionale della Cdu Peter Tauber, dimissionario per gravi ragioni di salute causate, sospetta lui stesso, da forte stress. L'affidabile Akk tamponò un'emergenza, diventando da allora il braccio destro di Merkel, tra i meno critici nella Cdu verso la cancelliera che – per il sì al milione di stranieri del 2015 – ha perso gran parte del suo seguito. «Con dignità», Merkel intende uscire definitivamente dalla politica entro il 2021 e sull'appeal di Kramp-Karrenbauer come cancelliera restano non poche perplessità. Ma i cristiano-demcoratici non hanno volti nuovi spendibili nella scuderia e gli altri candidati sono peggiori. Quel che è peggio, nessuno degli sfidanti può scaldare gli elettori, stufi della vecchia politica come hanno cercato di far di capire in ogni modo.

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