Crollo Ponte Morandi Genova
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Aggiornato il 27 novembre 2018 26 Novembre Nov 2018 1711 26 novembre 2018

Quali sono i progetti per la ricostruzione del nuovo ponte Morandi

Stop alle offerte delle aziende per i lavori sul viadotto di Genova. Salini-Impregilo e Fincantieri con l'idea di Renzo Piano: costo superiore ai 200 milioni.

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Si sono chiusi i termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse e dei relativi progetti delle aziende intenzionate a partecipare alla demolizione e ricostruzione del ponte Morandi di Genova. Nella sede della struttura commissariale sono stati portati una decina di plichi e qualche plastico. Altra documentazione potrebbe essere arrivata tramite posta certificata. Tra i "messi" che hanno varcato le porte degli uffici comunali, anche quelli del gruppo Cimolai e della cordata Salini-Impregilo con Fincantieri, Rizzani De Eccher, Pizzarotti, Siag, Fagioli e la cordata Vernazza, Ecoeridania e Carena. Il 26 novembre scade anche il termine per le candidature di chi vorrà occuparsi della direzione dei lavori. Il sindaco-commissario Marco Bucci ha più volte affermato che per scegliere il progetto vincitore sarà necessaria una settimana.

IL PROGETTO DI SALINI-IMPREGILO E FINCANTIERI CON L'IDEA DI RENZO PIANO

La manifestazione di interesse presentata da Salini Impregilo insieme a Fincantieri per la ricostruzione del ponte di Genova prevede per l'esecuzione dei lavori 12 mesi dalla consegna delle aree, lavorando 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, e si basa sull'idea dell'architetto Renzo Piano. Lo si apprende da fonti dell'azienda. La manifestazione di interesse indica come progettista Italferr, società di ingegneria del Gruppo Fs. Il progetto prevede un costo non ancora definito, ma di poco superiore ai 200 milioni. Lo si apprende da fonti dell'azienda, che precisano come sia Salini che Fincantieri non facciano questa operazione per business, ma per spirito di servizio.

Il render del progetto del ponte.

RIZZANI DE ECCHER: «PER LA DISTRUZIONE 3-4 MESI»

Rizzani De Eccher, impresa di Pozzuolo da oltre un miliardo di fatturato, sta lavorando a un progetto completo che include demolizione e costruzione, aveva fatto sapere il direttore commerciale per l'Italia Enrico Barbiero, che ha incontrato Bucci insieme ai vertici dell'azienda a metà novembre. La distruzione del ponte potrebbe durare 3-4 mesi, dice Barbiero, ma nel frattempo si potrà procedere già con l'inizio della costruzione. Il dirigente di Rizzani De Eccher non si sbilancia sui tempi di completamento del ponte.

DA CIMOLAI SILENZIO STAMPA

Massimo riserbo invece da parte di Cimolai, azienda di Porcia da mezzo miliardo di ricavi, specializzata in costruzioni in acciaio e abituata a lavorare insieme ad altre imprese di costruzione in grandi progetti, come la realizzazione delle paratie per il canale di Panama allargato.

LA CORDATA CARENA-VERNAZZA-ECOERIDANIA PER LA DEMOLIZIONE

Carena, Vernazza ed Ecoeridania: ci sono anche queste tre ditte genovesi tra quelle che si sono candidate alla struttura commissariale per la ricostruzione con un progetto per la demolizione dei monconi del viadotto sul Polcevera. Una cordata a "chilometro zero" tra quelle che hanno presentato la loro manifestazione d'interesse agli uffici e che si propone di iniziare a operare, come auspicato dal sindaco-commissario Marco Bucci, a partire dal 15 dicembre. Il piano d'azione, spiegano le aziende in una nota, «si presenta realizzabile grazie all'impiego di mezzi locali, con maestranze prevalentemente locali». Vernazza è una delle società che, con le sue gru di grandi dimensioni, ha operato sin dalle prime ore dopo il crollo per la rimozione delle macerie. Carena, recentemente, ha ottenuto a Genova l'appalto per il secondo lotto del nodo di San Benigno, l'intervento che dovrebbe ridisegnare la rete viaria vicino al porto. Ecoeridania è un'azienda di Arenzano che si occupa di smaltimento di rifiuti a livello industriale.

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