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Politica
2 Dicembre Dic 2018 1800 02 dicembre 2018

La nostalgia del fascismo degli amministratori locali

Saluti romani. Post inneggianti al Duce. Ma anche denunce per vilipendio e omaggi a Hitler. Le simpatie di estrema destra di consiglieri e assessori. 

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Non ci sono solo le cene di Avanguardia nazionale. In Italia si susseguono episodi di esaltazione del fascismo, una tendenza che preoccupa, anche perché non risparmia nemmeno le sedi delle istituzioni come i Municipi. Il 27 novembre, per esempio, il pm di Verona ha chiesto il giudizio immediato per il consigliere comunale di centrodestra Andrea Bacciga, in riferimento al saluto romano indirizzato alle attiviste di Non una di meno, compiuto durante il consiglio del 26 luglio scorso. A Bacciga viene contestata la violazione della legge Scelba, cioè l’apologia di fascismo. ​Per quel gesto ora rischia la reclusione fino a tre anni. Il consigliere scaligero non è nuovo a provocazioni di questo tipo. Autodefinitosi un «identitario» e da sempre vicino a Fortezza Europa, il gruppo che raccoglie ex aderenti a Forza Nuova, Bacciga citò addirittura il Duce per rispondere a chi invocava le sue dimissioni. Mentre un anno fa decise di donare alla Biblioteca civica libri di estrema destra come Militia, Sergio Ramelli: quando uccidere un fascista non è reato e I leoni morti.

SE IL FASCISMO HA FATTO ANCHE COSE BUONE

Bacciga non è certamente l'unico amministratore accusato di avere simpatie più che destrorse. A maggio 2018 alla già lunga lista si è aggiunta Lara Magoni, ex sciatrice e assessora lombarda al Turismo Moda e Marketing in quota FdI nella Giunta del leghista Attilio Fontana. Lo scorso maggio su Facebook scrisse un post in cui invitava a non rinnegare ciò che di buono aveva fatto il fascismo. Il 25 aprile aveva invece chiesto sempre via social di «risparmiarle Bella Ciao». Nostalgia del Ventennio che accomuna Magoni all'ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, oggi consigliere della Regione Lazio che intervistato da Klaus Davi esaltò Mussolini per le opere pubbliche realizzate. «Per quello che riguarda infrastrutture, politiche sociali, una visione del Paese», disse Pirozzi, «il Duce secondo me ha fatto grandi cose. Ma l’aver aderito alle leggi razziali e aver fatto entrare l’Italia in guerra al fianco di Hitler è stata una cosa sciagurata».

Andrea Bacciga, consigliere comunale di centrodestra a Verona.

LE USCITE DI ELENA DONAZZAN

La scorsa estate invece era tornata a far parlare di sé l’assessora alle Pari opportunità e all’istruzione del Veneto Elena Donazzan (prima tessera del Movimento sociale, poi Pdl, quindi eletta con Forza Italia alla quale però non risulterebbe più iscritta). La signora si era apertamente schierata in difesa di Gianni Scarpa, il gestore del lido “fascista” Punta Canna di Chioggia - indagato per apologia di fascismo, accusa poi archiviata - annunciando una festa vintage, dedicata agli Anni 30, da organizzare nello stabilimento. Dell’assessora originaria di Bassano del Grappa ricordiamo inoltre le accese battaglie per la difesa della famiglia naturale, contro la fantomatica teoria del gender e la polemica scatenata dalla foto di giovani pidiellini intenti a fare il saluto romano con la bandiera della Rsi il 25 aprile 2011, che lei liquidò come una «goliardata».

L'assessora regionale del Veneto, Elena Donazzan.

Ma la lista continua. Nel 2018 Alfonso Indelicato, consigliere indipendente di Fratelli d’Italia a Saronno, lesse alcune parole del 1934 di Benito Mussolini durante un intervento nel corso alla festa del Sole di Lealtà e Azione, movimento lombardo di estrema destra e costola dell'associazione neonazista degli Hammerskin. Riscuotendo tra l'altro un buon successo. All'appuntamento di Abbiategrasso erano invitati altri esponenti politici tra cui gli assessori lombardi Giulio Gallera (Forza Italia) e Stefano Bruno Galli, i parlamentari Igor Iezzi e Iari Colla (Lega) e l'ex eurodeputato Carlo Fidanza (Fratelli d'Italia).

LA NOSTALGIA PER IL SALUTO ROMANO

Che dire poi di Francesco Lattuada, ex consigliere Pdl ultrà di Busto Arsizio e ora coordinatore locale di Fratelli d'Italia? Rinviato a giudizio con altri sei tifosi della Pro Patria per il saluto fascista eseguito nel 2016 allo stadio e colpito da Daspo, è stato assolto dall'accusa di apologia di reato il 19 luglio. Lattuada era già stato indagato nel 2007 quando con altri camerati si trovò nella birreria che gestiva nel Varesotto per festeggiare il compleanno di Adolf Hitler. Tra le canzoni intonate durante il ritrovo, e secondo l'accusa, «Vieni, non piangere, il forno ti aspetta» e «Cerco nel ghetto tutto l’anno e all’improvviso eccola qua», entrambe dedicate ad Anna Frank. Nel 2014 le accuse di istigazione all’odio con l’aggravante del motivo razziale vennero prescritte.

Il manifesto elettorale di Checco Lattuada, ex consigliere a Varese e poi in Fratelli d'Italia.

FASCISMO STILE DI VITA

Nel 2017 fece invece discutere un commento su Facebook del consigliere comunale dell’Aquila, Daniele D’Angelo, eletto con la lista civica "Benvenuto presente" legata al sindaco Pierluigi Biondi esponente di Fratelli d'Italia. «Il fascismo è uno stile di vita, lavoro, fede, umiltà, non è reato…», scrisse, aggiungendo: «La Boldrina vuole demolire le nostre strutture… Sappi che a questo punto all’Aquila non resta più niente: ciò che è rimasto in piedi sono gli edifici dell’illustre Adelchi».

IL SINDACO DI TRENZANO E LA CONVERSIONE A CASAPOUND

Non va poi dimenticato l'exploit dell’ex sindaco di Trenzano, provincia di Brescia, Andrea Bianchi, il primo a definirsi ufficialmente (e orgogliosamente) un militante di CasaPound. No, nessuna vittoria alle urne per il partito della tartaruga ma un semplice cambio di casacca: dopo aver militato in Forza Italia e nel Pdl ha deciso di svoltare molto più a destra. Sempre in difesa dello stabilimento balneare di Chioggia, nel 2017 inneggiò su Facebook al Duce e al fascismo contro la legge Fiano. Finendo per essere denunciato dal prefetto di Brescia Annunziato Vardè.

In questi giorni parlamentari, sottosegretari, prefetti e altri servi di questo #Statodimerda, in cui la gente muore...

Geplaatst door Andrea Bianchi op Dinsdag 11 juli 2017

Bianchi era già stato denunciato nel 2015 per vilipendio. Dopo un corteo organizzato da Forza Nuova contro i profughi, durante il quale avrebbe lui per primo incitato i partecipanti a non rispettare le prescrizioni della Questura, su Facebook si sfogò scrivendo: «Sconcertato per intimidazioni ricevute da un paio di funzionari dello Stato, intimidazioni e minacce cui il sottoscritto non ha ovviamente ceduto. Stato di merda, antifascisti».

A differenza di Bianchi, alle scorse Amministrative sono stati invece eletti con il Partito socialista nazionale - costola di Fascismo e libertà - tre consiglieri counali a Mura, sempre nel Bresciano. Tornando allla città della strage di Piazza Loggia, Laura Castagna, candidata sindaco alle ultime Comunali con Azione Sociale e Forza Nuova (0,7%) appare nelle foto diffuse sui social di appuntamenti di Avanguardia nazionale. Insomma comparire con fascisti dichiarati o dirsi tali non costituisce più alcun tabù. Nemmeno tra i rappresentanti delle istituzioni o aspiranti tali.

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